Francesco Zampaglione/ Nuova canzone con Federico: un spiraglio di luce dopo rapina

- Paolo Vites

Dal carcere dove è rinchiuso per rapina l’ex Tiromancino Francesco Zampaglione ha scritto una canzone col fratello e il padre

fratelli zampaglione 640x300
Francesco Zampaglione, a sinistra, e il fratello Federico

Evidenti problemi mentali, aggravati dall’uso della droga pesante. E’ il riassunto che si può fare della vicenda di Francesco Zampaglione, ex chitarrista e compositore dei Tiromancino insieme al fratello Federico. I due tornano a fare musica insieme: hanno lavorato ad una canzone che farà parte del nuovo disco dei Tiromancino, pronto ad uscire entro l’anno. Ma era l’agosto 2019 quando Francesco entra in una filiale di Banca Intesa a Roma, quartiere Gianicolese. In mano una pistola che si rivelerà solo un giocattolo, ma la paura è tanta. In testa un cappello, occhiali da sole e foulard a nascondersi il volto. Ordina agli impiegati di dargli i soldi, uno che si oppone spiegando che le casseforti si aprono solo con il timer viene morso al braccio. In qualche modo prende del denaro lo infila in un borsone e fugge, cambiandosi la maglietta per non farsi riconoscere.

Un furto balordo e infatti pochi metri dopo la polizia lo ferma. Uno dei clienti dell’istituto di credito lo ha pedinato a distanza e ha chiamato il 112. In pochissimo tempo, il musicista è finito in manette. È stato fermato dagli agenti del reparto Volanti e condotto prima nel commissariato Monteverde, dove pur mostrando un atteggiamento strano non ha proferito parola: è rimasto seduto su una sedia fino a che non è stato trasferito in carcere. Arrestato, verrà condannato a due anni e dieci mesi.

Da tempo si comportava in modo strano. Nel 2015 aveva lasciato la band dopo quella che aveva definito una lite furibonda col fratello Federico Zampaglione. Nel settembre 2018 aveva scritto un post contro l’allora ministro degli interni Salvini: “Pena ridotta a Carminati, tanto c’aveva solo una decina di omicidi, associazione mafiosa, distruzione di Roma… io me so rotto i coioni basta musica parto con le rapine!”. L’episodio della banca ha il coraggio di giustificarlo con motivazioni ideologiche: «Era un atto dimostrativo, l’ho fatto per mostrare la disperazione di un comune cittadino nei confronti della politica economica di questo Paese». In realtà pare che facesse uso di eroina.

Aveva scritto la compagna, Gioia Ragozzino: «Al momento Francesco rimane nell’istituto di pena di Regina Coeli. Sono molto preoccupata perché l’ho visto dilaniato nell’animo e si sentiva a pezzi, il suo sguardo mi rimandava profonda sofferenza e grande tristezza. Ho nominato un avvocato di fiducia, con lui accanto mi si è finalmente accesa la speranza di poter cominciare a combattere e vincere questa battaglia e fare capire a tutti che Francesco è una bella persona ed è piena di cuore. Nella vita a volte si perde l’equilibrio e si cade dove non si dovrebbe cadere». Zampaglione è ancora a Regina Coeli ma pare abbia recuperato una certa lucidità. Nel nuovo disco dei Tiromancino ci sarà infatti un brano scritto insieme dai due e dal padre. Potrebbe essere un spiraglio di luce che si apre dopo il buio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA