Franco Colleoni ucciso: arrestato figlio 34enne Francesco/ L’ammissione davanti ai pm

- Dario D'Angelo

Francesco Colleoni ha ucciso il padre Franco per questioni riguardanti il ristorante “Il Carroccio”, dove i due lavoravano

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Franco Colleoni, foto da Twitter

Francesco Colleoni, il figlio di Franco Colleoni, ucciso ieri in quel di Dalmine, è stato arrestato. Il ragazzo, 34enne, è stato interrogato dagli inquirenti e lo stesso, come riferisce l’Ansa, ha ammesso la colluttazione con il padre, anche se non ricorda nel dettaglio cosa sia accaduto. Che l’omicidio fosse avvenuto in ambito famigliare, o comunque fosse stato commesso da qualcuno che conosceva la vittima, le forze dell’ordine lo sospettavano fin dall’inizio dell’indagine, visto che i cani non avevano abbaiato, ed inoltre, dall’abitazione di Franco Colleoni non mancava nulla, di conseguenza l’ipotesi di una rapina finita in tragedia non reggeva.

Era stato lo stesso Francesco Colleoni a chiamare le forze dell’ordine, nella mattinata di ieri, sabato 2 gennaio, e sembra che padre e figlio abbiano avuto una violenta discussione su “Il Carroccio”, il ristorante dove il 34enne lavorava come cuoco. Il rapporto fra i due pare fosse burrascoso da tempo, sostengono gli inquirenti, e al momento Francesco si trova in carcere a Bergamo in attesa poi del successivo interrogatorio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FRANCO COLLEONI UCCISO: ARRESTATO IL FIGLIO FRANCESCO, LA LITE POI L’ASSASSINIO

E’ stato arrestato nella notte Francesco Colleoni, il figlio di Franco, ex segretario della Lega Nord per la provincia di Bergamo, ucciso ieri in quel di Dalmine. Come riferito dall’agenzia Ansa il 34enne sarebbe stato fermato dalle forze dell’ordine a seguito di una colluttazione avvenuta fra i due proprio nella giornata di ieri. Alla base vi sarebbero dei cattivi rapporti famigliari legati alla gestione dei ristoranti di famiglia. Una volta fermato, Francesco Colleoni ha ammesso il litigio ma ha aggiunto di non ricordarsi nient’altro, ma stando alla ricostruzione effettuata dai carabinieri pare che il 34enne abbia percosso violentemente il padre, di anni 68, facendolo poi cadere a terra, e sbattendogli più volte la testa su una pietra presente nel cortile della casa di famiglia. Dopo l’interrogatorio da parte del pm, Colleoni junior è stato portato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sono attesi aggiornamenti nel corso della giornata odierna. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FRANCO COLLEONI UCCISO, EX SEGRETARIO PROVINCIALE LEGA BERGAMO: “CRANIO SFONDATO”

Franco Colleoni, ex segretario provinciale della Lega di Bergamo, è stato ucciso. Il corpo senza vita dell’uomo è stato ritrovato nel cortile della sua abitazione di via Sertorio a Dalmine, nelle vicinanze del ristorante che gestiva. Lo riporta Il Corriere della Sera, sottolineando che Colleoni, già assessore provinciale nella giunta dell’ex presidente Giovanni Cappelluzzo dal 1995 al 1999, è stato ritrovato con il cranio sfondato. Pochi dubbi, dunque, sulla natura violenta della morte dell’ex dirigente della Lega, a capo della segreteria provinciale del partito a Bergamo negli anni dal 1999 al 2004. Negli ultimi anni era seguito un allontanamento dal Carroccio. Nel 2013, ad esempio, aveva confessato al Corriere della Sera di aver votato per il MoVimento 5 Stelle: “Ho votato per Grillo, mi ricorda la Lega senza sete di poltrone“.

Franco Colleoni ucciso a Dalmine: ex segretario provinciale Lega Bergamo

In quell’occasione Franco Colleoni spiegò: “Noi dovevamo cambiare la politica e il risultato è che abbiamo lasciato un panorama di scandali e di vergogne. Spero che la forza e il vigore che portano i grillini riescano a cambiare un sistema marcio“. Sull’uccisione di Franco Colleoni, dopo la scoperta del cadavere a Dalmine questa mattina, indagano per omicidio i carabinieri della compagnia di Treviglio. Per il momento nulla trapela a livello di dettagli o ipotesi investigative in grado di spiegare l’uccisione della vittima. L’uomo svolgeva la professione di ristoratore. Il suo locale, a conferma di un legame con la Lega degli albori che almeno a livello sentimentale e ideale non era stato ancora intimamente reciso, si chiama “Al Carroccio”. Un aneddoto in particolare, riportato dal Corriere, ne raccontava la passione leghista: al telefono, anziché rispondere con “pronto”, diceva infatti “Padania libera”.

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