Franco Zeffirelli è morto/ Camera ardente al Salone dei Cinquecento, lutto cittadino

- Davide Giancristofaro Alberti

Monsignor Dario Edoardo Viganò ricorda il maestro Franco Zeffirelli: “Grazie al suo Gesù di Nazareth…”

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Franco Zeffirelli (Wikipedia)

La camera ardente dopo la morte di Franco Zeffirelli sarà allestita al Salone dei Cinquecento e non al Campidoglio come si era detto inizialmente. Sicuramente il suo addio ha commosso tutto il paese, molto legato a diversi dei personaggi da lui ideati nel tempo. Il pubblico non dimentica infatti moltissimi dei suoi lavori e il tatto con il quale aveva insegnato cinema lungo tutto l’arco della sua vita. La città che gli ha dato i natali, Firenze, ha deciso di dedicargli il lutto cittadino in segno di rispetto. Sono poi numerosi gli artisti che hanno deciso di dedicare all’uomo un dolce ricordo, facendo tornare alla memoria anche la persona deliziosa che era. I funerali saranno celebrati martedì direttamente dal vescovo Betori con la presenza di chi lungo l’arco della sua vita ha avuto modo di lavorare con lui o anche semplicemente di conoscerlo o ammirarlo. Ad annunciare la data dei funerali è stato direttamente il sindaco Dario Nardella. (agg. di Matteo Fantozzi)

L’ULTIMO SALUTO DOMANI AL DUOMO DI FIRENZE

I funerali di Franco Zeffirelli si svolgeranno martedì 18 giugno presso il Duomo a Firenze. Il celebre regista si è spento a Roma a 96 anni e, per l’ultimo saluto, tornerà nella sua città dove era nato il 12 febbraio 1923. Il salone dei 500, in Palazzo Vecchio, ospiterà invece lunedì la camera ardente, dalle 11 fino alle 23. Di seguito Zeffirelli sarà seppellito nella cappella di famiglia del cimitero fiorentino delle Porte Sante, a San Miniato al Monte a Firenze. Il sindaco Dario Nardella dopo un veloce collegamento con “Porta a Porta” su Rai1, ha comunicato che il Comune di Firenze ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Nel frattempo, anche il Teatro del Maggio di Firenze ha ricordato il maestro con un lungo applauso durato più di tre minuti prima dell’inizio delle “Nozze di Figaro”. Il sovrintendente Cristiano Chiarot ha voluto citare varie opere di Zeffirelli al Maggio (la “Traviata” con Kleiber, poi “Bohème” e “Pagliacci”), spiegando che “ha portato il Giglio di Firenze nel mondo”. Chiarot ha aggiunto pure che “la legge del teatro impone che lo spettacolo vada avanti, ma che prima di dare inizio alla recita sarebbe stato bello applaudire ma non riservare il minuto di silenzio, a Zeffirelli non sarebbe piaciuto”. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

TUTTI GLI OMAGGI A ZEFFIRELLI

Sono moltissimi i messaggi di cordoglio in onore di Franco Zeffirelli, compianto regista morto nella giornata di ieri all’età di 96 anni. Fra coloro che hanno voluto spendere qualche parola per l’artista fiorentino anche monsignor Dario Edoardo Viganò, assessore presso il Dicastero della Comunicazione della Santa Sede e professore ordinario di cinema: «Per molte persone i Vangeli, prima di essere libri sacri, sono un film – ha spiegato, come si legge sul sito della Diocesi di Lecce – Infatti a partire dal 1977, il Cristo dai lineamenti rinascimentali, eleganti e luminosi, impersonato da Robert Powell nel film ‘Gesù di Nazareth’ di Zeffirelli lo abbiamo visto tutti, più di una volta, proposto regolarmente dalla Rai in occasione della Pasqua. Quel volto è diventato un’icona condivisa nell’immaginario collettivo». Il mons. racconta di aver incontrato più volte nel corso degli anni il maestro Zeffirelli: «Conservo ancora dei bellissimi bozzetti di scena del suo ‘Gesù di Nazareth’ – spiega – quel suo film costituisce un punto di svolta nelle narrazioni sulla figura di Gesù tra grande e piccolo schermo». Secondo monsignor Viganò, è stato grazie a Zeffirelli che il cinema religioso ha effettuato un enorme salto di qualità rispetto alle pellicole hollywoodiane su Gesù e la Bibbia, che puntavano più sull’effetto spettacolo che sui contenuti spirituali. «Zeffirelli ha saputo fare un racconto sinottico dei Vangeli – conclude – con una messa in scena senza precedenti, seconda in nulla al cinema hollywoodiano». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FRANCO ZEFFIRELLI È MORTO: IL MESSAGGIO DI BERLUSCONI

C’è anche Silvio Berlusconi tra quanti hanno voluto fornire il proprio personale ricordo di Franco Zeffirelli. Il grande regista morto oggi a 96 anni è stato per il Cavaliere prima di tutto un amico. Lo ha chiarito con un post su Facebook lo stesso leader di Forza Italia:”Da oggi, senza il maestro Franco Zeffirelli, mi sento più solo. Abbiamo perso non soltanto un grande artista, che ha onorato l’Italia, ma un uomo di grande spessore intellettuale e di grande valore morale e di grande coraggio civile. È stato il protagonista assoluto del cinema italiano, è stato un protagonista del teatro, soprattutto del teatro d’opera, per il quale ha realizzato allestimenti che rimarranno nella storia. Ci ha legato una lunga e profonda amicizia che è certamente tra le più significative che la vita mi ha riservato. Ci siamo scambiati consigli, suggerimenti, ci siamo confrontati su grandi temi e su piccole cose. Franco non soltanto mi fu vicino con i suoi consigli quando decisi di scendere in politica, dando vita a Forza Italia ma – da uomo generoso e coraggioso – accettò anche di partecipare in prima persona alle mie battaglie per la libertà, candidandosi e venendo eletto nelle nostre file al Senato della Repubblica“. Berlusconi conclude:”Mancherà a me, alla città di Firenze che tanto amava, all’Italia che voleva democratica e libera, alla cultura europea e a tutti gli uomini liberi. Con questi sentimenti, mi unisco al dolore dei suoi cari. Ciao Franco, ti terrò sempre nel mio cuore. Tuo Silvio“. (agg. di Dario D’Angelo)

FRANCO ZEFFIRELLI E’ MORTO, MATTARELLA: “LASCIA GRANDE VUOTO”

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato la notizia della morte di Franco Zeffirelli, il grande regista italiano deceduto all’età di 96 anni. Il capo dello Stato ha dichiarato:”La scomparsa di Franco Zeffirelli lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e della cultura italiana e internazionale. Con il suo straordinario talento e la sua profonda sensibilità estetica, ha dato vita, nella sua lunga vita di artista, a grandi capolavori nel cinema e nell’opera. Spirito brillante e coinvolgente, ha accompagnato la sua arte con grande passione civile e amore per il suo Paese“. Cordoglio espresso anche dai vertici Rai, il presidente Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini, secondo cui Franco Zeffirelli “è stato un punto di riferimento per la cultura italiana nel mondo, un intellettuale libero e coraggioso. In particolare, la memoria di tutti i telespettatori resterà sempre legata alle sue grandi regie, come quella del 1976 dell’Otello dal Teatro alla Scala di Milano. In modo indelebile, Zeffirelli è per tutti noi ‘Gesù di Nazareth’, coprodotto dalla Rai, che ha segnato la storia del servizio pubblico, un successo internazionale per qualità e consensi e, soprattutto, un momento in cui l’Italia intera si è sentita unita nell’ammirare il capolavoro di un suo grande Maestro“. (agg. di Dario D’Angelo)

FRANCO ZEFFIRELLI, LE PAROLE DEI FIGLI ADOTTIVI

Pippo e Luciano sono i due figli adottivi di Franco Zeffirelli, la cui scomparsa rappresenta un grande dolore per tutti che hanno conosciuto e incontrato il regista fiorentino. Intervistato da Repubblica, Pippo ha ricordato: «Purtroppo il maestro Zeffirelli ci ha lasciati oggi, lasciando un grande vuoto intorno a noi, a tutti gli amici che gli hanno voluto bene e lo hanno sostenuto. E’ la perdita di una personalità straordinaria, di un uomo eccezionale e di un grande artista che lascia un patrimonio straordinario, che siamo riusciti a mettere insieme a Firenze nella sua Fondazione. C’è un museo che contiene più di 400 opere disegnate da lui: lascia il suo lavoro, delle grosse indicazioni per i giovani che vogliono intraprendere questa attività». Queste le parole di Luciano: «Abbiamo perso una persona molto speciale, che secondo me non la trovi in giro per il mondo per quello che ha fatto. Io non ho mai avuto un padre, l’ho conosciuto negli anni Ottanta e sono stato con lui per quarant’anni: non mi ha mai lasciato da solo, era una persona unica». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

IL RAPPORTO CON LA MALATTIA: “PREGO MOLTO”

Franco Zeffirelli si è spento all’età di 96 anni, il mondo del cinema e la sua Firenze in lutto. Del suo rapporto con la malattia ne aveva parlato lo scorso aprile ai microfoni del Corriere della Sera, sottolineando: «Ho paura di morire. Sono credente e prego molto, ma quando in giardino mi guardo intorno, dico ai miei figli: pensate, prima o poi non potrò più godere di questa meraviglia, non vedrò più questa bellezza». Con lui se ne è andato un pezzo della settima arte nostrana, con la Biennale di Venezia che lo ha omaggiato con un’immagine d’archivio che lo ritrae nel 1961 e nel 1963 per “Romeo and Juliet” e “Chi ha paura di Virginia Wolf?”. Un grande dolore anche per la sua amata Firenze, ecco il saluto del sindaco Dario Nardella: «Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno. Franco Zeffirelli se ne è andato questa mattina. Uno dei più grandi uomini della cultura mondiale. Ci uniamo al dolore dei suoi cari. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai». Infine, il messaggio della Fiorentina: «Tutta la Fiorentina piange la scomparsa del grande Maestro Franco Zeffirelli. Genio fiorentino del teatro e del cinema e grande tifoso della ‘viola’. Rocco Commisso: “Le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di un grande uomo”». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

 

L’ULTIMO GRANDE SOGNO SFUMATO PER POCHI GIORNI

La morte di Franco Zeffirelli scuote il mondo del cinema e della cultura: una perdita immensa quella del “Maestro”, scomparso all’età di 96 anni dopo una lunga malattia. Malattia che non gli ha impedito fino all’ultimo di inseguire e realizzare uno dei suoi più grandi sogni, un lavoro durato 10 anni e che aprirà la stagione del Festival lirico all’Arena di Verona la prossima settimana, il 21 giugno: una nuova “Traviata” con la sua regia. Resta il rimpianto di non essere riuscito a vederla in scena, ma se qualcosa si può dedurre dall’opera di Zeffirelli è che i suoi capolavori varcano i confini, anche quelli temporali. Non è un caso, forse, che il regista fiorentino fosse già proiettato verso il futuro (non così scontato per un uomo di 96 anni alle prese con una malattia), al suo nuovo Rigoletto, il cui debutto era previsto per il 17 settembre 2020 in Oman alla Royal Opera House di Muscat. “Io non mi ritiro”, aveva detto dopo aver compiuto i 90 anni, quasi come se ritirarsi dalla regia significasse in un certo senso ritirarsi dalla vita per come l’aveva concepita sempre: ha mantenuto fede a quel proposito. (agg. di Dario D’Angelo)

FRANCO ZEFFIRELLI, LA VITA E I GRANDI SUCCESSI

Franco Zeffirelli è morto. Il noto regista è deceduto nella sua casa di Roma, come ricorda il sito del quotidiano La Nazione, all’età di 96 anni. Una vita vissuta per il cinema quella di Zeffirelli fra il lavoro dietro la cinepresa, quello da attore e quello da sceneggiatore, uno dei massimi rappresentanti della cultura italiana dell’ultimo secolo. Nato a Firenze il 12 febbraio del 1923, praticamente in un’altra epoca, è considerato uno dei più grandi registi italiani nel mondo, e i suoi film sono quasi tutti melodrammatici e incentrati su grandi storie d’amore. Nel corso della sua carriera da regista ha ricevuto numerosi premi, fra cui ben cinque prestigiosi David di Donatello, a cominciare da quelli ottenuti nel 1969 e nel 1972 con “Romeo e Giulietta” e “Fratello sole, sorella luna”, due delle pellicole più note del regista fiorentino. Nel ’69, sempre per “Romeo e Giulietta”, ha ottenuto il Nastro D’Argento, e sempre per lo stesso film ha ricevuto la nomination all’oscar. Fra le sue opere più note, anche “Gesù di Nazareth” miniserie tv uscita nel ’77.

FRANCO ZEFFIRELLI È MORTO

L’ultimo riconoscimento l’aveva ricevuto direttamente in Senato dalla presidente Elisabetta Alberti Casellati, un premio al “Genio ed Eccellenza italiana nel mondo”. Dichiaratamente gay, ha avuto un lungo quanto travagliato rapporto con Luchino Visconti, regista con cui convisse per diversi anni nella famosa villa di Visconti sulla Salaria in Roma. Noto tifoso della Fiorentina, ha avuto anche un ruolo di prim’ordine nella politica, essendo stato senatore per il centro desta e molto amico del numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi. L’ultimo suo lavoro fu “Omaggio a Roma”, un documentario del 2009 sulla capitale con la partecipazione di Andrea Bocelli e Monica Bellucci. Oltre alle onorificenze in campo italiano, Zeffirelli fu nominato Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico (KBE) dalla Regina Elisabetta II il 24 novembre del 2004. Se ne va un grandissimo non soltanto della cultura, dell’arte e del cinema italiano, ma dell’intera storia del nostro paese.

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