Funerale giornalista, Vaticano contro violenze Israele/ “Violata libertà religiosa”

- Niccolò Magnani

La condanna del Vaticano e delle Chiese di Gerusalemme per quanto avvenuto al funerale della giornalista di Al Jazeera: “violenze polizia Israele, violati diritti e libertà religiosa”

scontri funerale Israele
Gerusalemme, scontri al funerale della giornalista di Al Jazeera uccisa in Cisgiordania (LaPresse, 2022)

IL VATICANO CONDANNA LE VIOLENZE DI ISRAELE AL FUNERALE DELLA GIORNALISTA UCCISA IN CISGIORDANIA

Quanto avvenuto durante il funerale della giornalista di Al Jazeera uccisa in Cisgiordania, Shireen Abu Akleh, «è una grave violazione dei diritti umani»: è durissimo il commento del Vaticano alle indegne immagini viste lo scorso weekend a Gerusalemme.

«La polizia israeliana ha violato in maniera molto brutale il diritto alla libertà religiosa della Chiesa durante i funerali della reporter Shireen Abu Akleh», lo dice l’incaricato di affari della Delegazione apostolica in Terra Santa, padre Thomas Grysa, durante una conferenza stampa a Gerusalemme. Tale diritto è stato del tutto annullato dall’intervento, con bastonate e manganellate, della Polizia di Israele durante le contestazioni dei palestinesi per la morte di Shireen Abu Akleh: «questo diritto è incluso nell’accordo fondamentale tra Israele e Santa Sede. Questo episodio costituisce un momento di tensione fra Israele e Santa Sede, anche se non è il primo». Mentre ancora si indaga su quale proiettile abbia ucciso la reporter sul campo in Cisgiordania – le ultime novità in mano alla commissione Onu sembrerebbe propendere per “fuoco israeliano” – la contestazione die palestinesi durante il funerale è stata imponente: la reazione della Polizia, però, ancora di più.

MONS. PIZZABALLA: “POLIZIA ISRAELE HA VIOLATO LA LIBERTÀ RELIGIOSA”

In un documento comune, le Chiese di Terra Santa condannano le scene viste venerdì 13 maggio a Gerusalemme: «stigmatizza l’atteggiamento della polizia israeliana, che ha fatto irruzione nel nosocomio, mancando di rispetto alla Chiesa, all’istituto sanitario, alla memoria del defunto e costringendo i portatori della bara a lasciarla quasi cadere», si legge ancora nel testo diffuso su Vatican News.

L’Ospedale di San Giuseppe è sempre stato orgogliosamente – si legge ancora nel documento della Chiesa Cattolica con le altre Chiese di Terra Santa – «un luogo di incontro e di guarigione per tutti, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o culturale, e intende continuare a esserlo. Quanto accaduto venerdì scorso ha ferito profondamente non solo la comunità cristiana, le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione, proprietarie dell’Ospedale, e tutto il personale ospedaliero, ma anche tutte le persone che in quel luogo hanno trovato e trovano tuttora pace e ospitalità». Dopo quanto avvenuto lo scorso venerdì, oggi il patriarca latino di Gerusalemme, Mons. Pierbattista Pizzaballa, ha fatto visita ai familiari della giornalista uccisa porgendo loro le condoglianze e la vicinanza di tutta la Chiesa. Intervistato da RaiNews24, lo stesso rappresentante cattolico a Gerusalemme condanna in prima persona quanto avvenuto in Israele: «siamo sconvolti per le modalità ingiustificabili per quello che è accaduto e vogliamo denunciare e condannare in maniera chiara e inequivocabile». Le ragioni di sicurezza, continua Mons. Pizzaballa, non possono affatto giustificato eventi del genere: «colpisce la sensibilità della comunità cristiana e non solo, soprattutto in un momento così delicato come quello che stavamo vivendo».







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