Gabriele Cirilli ricorda papà Mario/ “Da 27 anni la mia stella che brilla!”

- Valentina Gambino

Gabriele Cirilli, il commovente ricordo del padre su Instagram: ecco la sua dedica a 27 anni dalla sua morte.

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Gabriele Cirilli a Vieni da me
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Gabriele Cirilli commuove gli estimatori con il ricordo del padre: “Lettera a papà. E mentre si continua a provare per la nuova stagione e per regalare sempre nuove emozioni… oggi 31 ottobre 2019, la più grande emozione è rivolta e dedicata a lui, che da 27 anni è una stella che brilla. Papà Mario”, scrive sul suo profilo ufficiale di Instagram. L’attore ha perso entrambi i genitori e proprio di recente, ha parlato in televisione dello straziante dolore per la perdita di mamma Augusta. Dopo essere stato ospite di Silvia Toffanin nel corso di Verissimo, tra le lacrime si è scusato con il pubblico: “Scusate, non volevo piangere in tv ma è morta da dieci giorni e io ho pianto poco. È stata una grande donna, aiutava tutti. Ci sentivamo tutti i giorni”. Dopo la perdita della mamma, l’ex concorrente di Tale e Quale Show aveva deciso di annullare tutti gli spettacoli previsti ma dopo poco, ha ripreso in mano la sua vita, lavoro compreso, suscitando anche qualche critica: “Mi hanno detto che è troppo presto ma non capiscono che il dolore non scompare, ti accompagna per tutta la vita. E poi non si può non lavorare”.

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Gabriele Cirilli, il commovente ricordo del padre su Instagram

Gabriele Cirilli ha sempre mostrato un fortissimo attaccamento nei confronti della sua famiglia. Ed infatti tra le pagine di Vero, ha anche ringraziato sua moglie Maria per essergli sempre accanto: “Ha lasciato il suo lavoro per seguire me. È una donna eccezionale”. Intervistato nel 2013 su Grand Hotel, Gabriele Cirilli ha parlato anche del padre, raccontando la sua evoluzione dopo il liceo: “Facevo il liceo classico, ma sognavo di diventare attore. Mio padre, marmista, non era d’accordo. Voleva che facessi l’università, che mi prendessi un pezzo di carta per potermi trovare un lavoro sicuro. Per questo litigavamo spesso, ma tutto precipitò quando iniziarono i problemi economici. Mio padre a un certo punto dichiarò il fallimento della piccola ditta di marmi che gli aveva lasciato il nonno. Avevamo tanti debiti, i creditori alla porta e lui, invece di reagire, si lasciò andare. Poco tempo dopo si ammalò anche di cancro. Mia madre Augusta prese le redini della famiglia. Io e i miei fratelli ci tirammo su le maniche e iniziammo a lavorare. Ho fatto il cameriere, lo scaricatore di casse al mercato. Ma i soldi non bastavano mai. Quando papà morì, nel 1992, arrivarono altri guai… La nostra casa finì all’asta”.

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