Galli/ “Futuro in politica? Assolutamente no. Obbligo vaccinale non lo escludo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Massimo Galli, primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è stato ospite in collegamento con il programma di La7, Otto e Mezzo

Massimo Galli
Professor Massimo Galli, direttore rianimazione Ospedale Sacco Milano (LaPresse, 2020)

Il professor Massimo Galli, primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, in collegamento ieri sera con il programma di La7, Otto e Mezzo. Le prime parole sono state sul green pass obbligatorio a tutti i lavoratori: “Spero che questa cosa possa funzionare anche perchè dovrebbe aiutare gli indecisi a vaccinarsi, quella sui tamponi mi sembra una recita a soggetto, mi sembra molto difficile che le persone possano andare avanti a tamponarsi ogni x giorni e comunque se qualcuno non vuole farlo c’è un modo molto facile che è vaccinarsi. Trovo che il green pass sia la mossa più veloce, ma non è da escludere l’obbligo vaccinale, dipenderà da quante persone troveremo vaccinate”.

Sui vaccini: “Come mi è capitato di dire ormai tantissime volte, si tratta di vaccini che evitano di mandarti in rianimazione e poi al cimitero se ci infettiamo ma non è altrettanto valido nell’evitare completamente le vaccinazioni se no il problema sarebbe già risolto e avremmo già raggiunto l’immunità di gregge. Non la raggiungiamo perchè abbiamo una variante molto diffusiva, il vaccino non limita l’infezione e ci manca ancora gente dal vaccinare. Senza questo vaccino conteremo ancora i morti a migliaia, e santa mascherina vergine martire e qualcosa che ci serve molto e di grande utilità. Anche il vaccino è un presidio di protezione individuale, nell’impossibilità di raggiungere l’immunità, coloro che non si sono vaccinati non possono sperare di avere il paravento dei vaccinati per non infettarsi”.

GALLI: “ESTENSIONE GREEN PASS? BISOGNA DECIDERE COSA FARE PER IL LAVORO”

Sull’estensione del green pass: “Dopo il green pass estivo, in cui comunque l’infezione si sta diffondendo in giovani non vaccinati e in bambini non vaccinati, toccava affrontare il problema dei problemi, cosa fare sul lavoro”. Secondo Galli i paesi adottano scelte differenti perchè si tratta di decisioni politiche: “La Gran Bretagna ha i suoi politici e i suoi problemi politici, il problema non è di scelte dal punto di vista scientifico, chi ha modo di esprimersi sulla base di fatti e di dati che non sono opinioni, ha un largo accordo, si può essere in disaccordo su aspetti marginali, è la politica dei vari paesi che ha i problemi suoi. Il green pass è una scelta politica ma non mi piace la parola super green pass che è un termine giornalistico”.

Sul suo futuro dopo la pensione: Politica al futuro? Assolutamente no, in pensione ci vado anagraficamente e non con la testa e il lavoro”. Quindi ha concluso: “Il tampone serve per fare il tracciamento, quando serve, ma non si può pensare di farlo ogni tre o quattro giorni alle persone che vanno al lavoro, questo non è possibile, non lo ha mai proposto nessuno. I cinesi hanno fatto tanti tamponi forse, ma hanno chiuso gran parte della nostra città e hanno reiterato le chiusure”.

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