GATTO MORTO IN STRADA DA DUE GIORNI/ Roma, vigili lo recintano come fosse una buca

- Dario D'Angelo

Roma, gatto morto in strada da due giorni: investito giovedì, il micio è stato recintato dai vigili come fosse una buca. Nessuno vuole rimuoverlo…

gatto morto roma 2019 twitter
Gatto morto a Roma e recintato come una buca (foto da Twitter)

Un gatto morto lasciato in strada da due giorni e recintato dai vigili come fosse una buca, un cassonetto andato in fiamme, non un essere vivente: è questa l’ultima immagine del degrado di Roma che ha indignato i residenti di via Lanciani, a pochi passi da piazza Bologna. Come riportato da “Il Messaggero”, con ogni probabilità il micio è scappato da qualche appartamento della zona ed è stato investito da una macchina. Ma a chi spetta rimuovere la carcassa? Inizialmente è stato il portiere di uno stabile della zona a coprire il gatto con un telo, poi nell’incapacità di dirimere la questione i vigili hanno messo il corpo sotto un cartone e recintato l’area in cui si trovava con i nastri gialli e un foglio in cui si legge:”Non toccare c’è un gatto morto a disposizione dell’Asl veterinaria, 14 giugno 2019, ore 11.20″…

ROMA, GATTO MORTO IN STRADA DA DUE GIORNI

Ma perché questo gatto morto non è stato prelevato da nessuno? La risposta ce l’ha B. Finocchiaro, un residente della zona tra i primi a chiedere la rimozione della carcassa del felino davanti ai cassonetti della spazzatura di via Lanciani. Intervistato da “Il Messaggero”, ha spiegato:”C’è stato un rimpallo di responsabilità tra vigili e Asl, giovedì ho fatto una quindicina di telefonate, mi dicevano che la competenza era di Ama, che l’Asl non era disponibile. Ho telefonato anche al gattile di via della Muratella, ma mi hanno detto che non era di loro competenza”. In questa impasse com’è andata a finire? Con i vigili che hanno piantonato il gatto morto in attesa della Asl, poi se ne sono andati lasciandolo come fosse una delle buche (tante) da segnalare ed evitare: almeno fino alle ore 19:30 di ieri il povero micio era ancora lì. Come dire che a Roma non si può neanche morire in pace…



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