Gemelle siamesi separate a Roma/ Unite alla testa, intervento unico al Bambino Gesù

- Davide Giancristofaro Alberti

Due gemelle siamesi di due anni sono state separate a Roma dopo essere nate unite alla testa: intervento perfettamente riuscito

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Gemelle siamesi separate a Roma (Tg2000)

Straordinaria operazione chirurgica portata a termine presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: due gemelline siamesi sono state separate. Le due piccole, originarie del Centrafrica, erano nate in simbiosi, unite dalla nuca, con il cranio e gran parte del sistema venoso in connubio. Un intervento delicatissimo tanto è che si tratta del primo realizzato in Italia, e forse l’unico al mondo nel suo genere ad aver avuto un esito positivo, come ricorda l’edizione online dell’agenzia Ansa. All’operazione presso il prestigioso ospedale capitolino si è giunti dopo ben un anno di preparazione, con le due bimbe che erano già state sottoposte a tre interventi molto delicati, e poi separate definitivamente lo scorso 5 giugno a seguito di un’operazione della durata di ben 18 ore. La notizia è stata data solo ieri, dopo che è passato un mese dall’intervento, e dopo che le due bimbe sono state di fatto dichiarate fuori pericolo.

GEMELLE SIAMESI SEPARATE A ROMA DOPO INTERVENTO CHIRURGICO: CRANIO E CERVELLO UNITI

Le due piccole pazienti hanno compiuto due anni lo scorso 29 giugno, e al momento si trovano ancora ricoverate, strettamente sotto controllo presso il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale romano, in due lettini separati e vicine alla madre. Le due piccole sarebbero andate incontro quasi sicuramente a morte certa se non fosse stato per Mariella Enoc, la presidente del Bambino Gesù, che durante una missione in Centrafica del luglio del 2018, incontrò proprio le gemelline con la madre. La Enoc decise di portarle a Roma a settembre dello stesso anno per provare a dare loro una speranza, ed è così scattato il lungo percorso in vista dell’operazione. A rendere l’intervento ancora più complicato, il fatto che le due bimbe fossero unite sia a livello cranico ma anche cerebrale, di conseguenza, avevano non soltanto una sola testa ma anche un solo cervello. La parte più complicata dell’operazione, hanno fatto sapere i neurochirurghi, è stata separare i vasi sanguigni celebrali che erano condivisi in più punti dalle due gemelline, con un alto rischio di emorragie e ischemie.

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