CONTE, PROTESTE NELLA SCUOLA DEL FIGLIO/ “In classe un solo giorno a settimana e…”

- Davide Giancristofaro Alberti

I genitori protesteranno stamane di fronte alla scuola del premier vista la carenza di banchi, alunni e professori. In Italia numerosi i problemi in questi primi giorni

Conte e il figlio
Premier Giuseppe Conte con il figlio Niccolò ad una manifestazione (LaPresse)

Dopo la visita a sorpresa nelle scuole della periferie di Roma, il premier Giuseppe Conte deve fare i polemiche che hanno travolto l’istituto dove frequenta anche suo figlio. Come vi abbiamo raccontato, un gruppo di genitori ha protestato contro la mancata organizzazione della ripresa delle lezioni in classe: Leggo parla di uno-due giorni di lezione a settimana, non di più. E monta la rabbia, come spiegato da un genitore ai microfoni del quotidiano capitolino: «Abbiamo invitato anche il Presidente del Consiglio non tanto a protestare quanto ad ascoltarci. I nostri figli non hanno ripreso la scuola. Purtroppo è così». Questa la denuncia di una mamma: «Ho due figli, uno in prima e uno in terza praticamente sono sempre a casa. Come posso andare a lavorare? A chi devo chiedere aiuto? Non sappiamo neanche quando si risolverà la situazione: siamo stati avvisati dell’ingresso a scuola dei nostri figli ieri per oggi. Non c’è programmazione e così non possiamo neanche organizzarci». (Aggiornamento di MB)

CAOS NELLA SCUOLA DEL FIGLIO DEL PREMIER CONTE

Protesta dei genitori dei figli che frequentano la scuola dove va anche il figlio del premier Giuseppe Conte. Stiamo parlando precisamente dell’istituto del quartiere Prati di Roma, dove i ragazzi frequenteranno la prossima settimana solo un giorno, in attesa che numerosi problemi vengano risolti. I cancelli sono stati aperti nella mattinata di ieri, con grande entusiasmo, ma poche ore dopo il ritorno in classe è arrivata la comunicazione: un solo giorno da frequentare durante la settimana 21-27 settembre. E così che nel giro di breve tempo sono partite le chat di mamme e papà “È una situazione assurda”, come si legge sull’agenzia Ansa. Poi l’appuntamento per stamane per un sit-in davanti alla scuola: “L’appuntamento è per domattina alle 8.10, più siamo e meglio è”. Mancano i banchi monoposto, le aule e soprattutto gli insegnanti, una situazione che costringe l’istituto a far svolgere lezioni alternate. “Forse era meglio riaprire qualche settimana dopo – scrive qualcuno – piuttosto che in queste condizioni”.

GENITORI PROTESTANO NELLA SCUOLA DEL FIGLIO DEL PREMIER: I NUMERI DELLA CRISI

I sindacati, che hanno già indetto una manifestazione generale nei giorni 24 e 25 settembre, hanno fotografato una situazione decisamente complicata, soprattutto nella regione Lazio, dove ha riaperto solamente una scuola su tre. Ma ora si attende il bilancio delle scuole del sud, visto che in Sardegna riapriranno il 22, mentre in Puglia, Campania, Abruzzo, Basilicata, Calabria, i cancelli verranno aperti il prossimo 24. In quelle regioni dove le lezioni sono ricominciate il 14 settembre non sono mancate le problematiche, come ad esempio in Sicilia, dove tutte le scuole del primo ciclo sono ancora chiuse. In merito ai professori in ruolo, sono 22.500 quelli assunti stabilmente a fronte di 85mila posti, pari al 26.5%, e dato peggiore rispetto all’anno scorso dove la percentuale saliva a 39.6%. Per quanto riguarda invece i prof di sostegno, meno di 2.000 quelli assunti, su un totale di 21.000 posti, numeri riportati dall’Huffington Post e forniti dai sindacati.

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