GIACOMO CELENTANO/ “Grazie alla fede e a mia moglie ora sono un vero figlio di Dio”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giacomo Celentano torna a parlare del suo cammino di fede e della sua riscoperta di Dio

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Giacomo Celentano

Giacomo Celentano, figlio di Adriano e Claudia Mori, è stato il testimonial d’eccezione del tradizionale raduno estivo regionale dei giovani dell’Unitalsi lombarda. Accompagnato dalla moglie Katia Guccione e dal figlio, ha cominciato con alcuni brani, seguito dalla moglie che ha cantato due pezzi. Poi ha raccontato la sua conversione da figlio di papà a figlio di Dio. Ora con Vito Cifarelli e la sua famiglia ha fondato l’associazione “La cittadina della divina misericordia” per aiutare bambini e adolescenti in difficoltà, poveri e malati, persone con disabilità, ospitandoli in una struttura di accoglienza. E per realizzare questo progetto è già stata lanciata una raccolta fondi. Ma Giacomo Celentano ha parlato della sua conversione anche nel libro “I tempi di Maria”, in cui ha parlato anche del ruolo della moglie nel suo rapporto con Dio. «Mi diceva che Gesù mi amava e che mi avrebbe guarito completamente, che sarei tornato a cantare. Tutte cose che si sono avverate». (agg. di Silvana Palazzo)

GIACOMO CELENTANO E IL SUO PERCORSO DI FEDE

Giacomo Celentano torna a parlare del suo percorso legato alla fede e alla spiritualità, in occasione della quinta edizione del raduno estivo regionale dei giovani dell’Unitalsi lombarda, l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, dedita al servizio e al trasporto degli ammalati nei vari pellegrinaggi verso i santuari italiani e non. Il figlio del “molleggiato” Adriano Celentano e di Claudia Mori, ha svelato di essere passato in breve tempo da “figlio di papà” a “figlio di Dio”. Nel 1989, quando ha inciso il suo primo album da solista, la vita di Giacomo era ben diversa da quella odierna: «Ero dedito solo alle canzoni e al mio lavoro – le sue parole riportate da aleteia.org – non andavo più in Chiesa e non pregavo più». Ma nei mesi successivi accade qualcosa che gli cambia per sempre la vita.

GIACOMO CELENTANO: “DOPO UNA MALATTIA MI ERO CHIUSO IN ME STESSO…”

«Una sera – racconta Celentano junior – ho avuto un’insufficienza respiratoria che mi impediva di cantare. Avevo smesso di fare sport, non uscivo più con gli amici, la mia ragazza mi ha lasciato…». A quel punto il cantante si è ritrovato da solo con la sua malattia e «con la terra bruciata intorno». Ha così iniziato a cercare conforto nella fede, cominciando a pregare e nel contempo ponendo dei quesiti a Dio: «Signore, perché proprio a me? Vuoi che io non canti più? Vuoi che mi faccia frate?». Giacomo Celentano inizia così un percorso vocazionale con l’aiuto di padre Emilio, un frate francescano di Milano, con l’obiettivo di capire quale fosse il progetto di Dio nei suoi confronti. Ad un certo punto la sua guida spirituale gli ha chiesto: «Se Dio ti ridà la voce domani mattina, ricominci a cantare o fai il frate?», e Giacomo ha replicato: «Torno a cantare». Padre Emilio gli ha allora confessato: «Il convento era un ripiego».

IL VIAGGIO A LOURDES E LA MOGLIE KATIA

Parole che gli hanno aperto gli occhi, spiega lo stesso Celentano, che ha così iniziato a pregare molto, ad andare a messa, e non solo: «Poi sono andato a Lourdes con mamma e papà – ha raccontato – La Grotta di Massabielle mi ha colpito molto. Una sera c’erano tanti malati, anche più gravi di me, che pregavano. Anch’io ho pregato la Madonna: “Maria, io non ti chiedo il successo, la popolarità, ma di dare un senso alla mia vita, di realizzarmi”». Tornato da Lourdes ha capito di provare qualcosa di davvero forte nei confronti di un’amica che aveva conosciuto non tanto tempo prima, Katia. I due si trovano e si fidanzano, ma nella castità, considerato dalla coppia “un valore importante”. Dopo quattro anni e mezzo di unione, nel 2002, Katia e Giacomo si sposano e nel 2004, due anni dopo il fatidico sì, ecco arrivare il loro figlio: «Siamo una famiglia di credenti – spiega ancora Celentano – ora cerchiamo di vivere il Vangelo nel quotidiano, pur con i nostri limiti, i nostri peccati, la nostra fragilità».

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