GIADA DE BLANCK/ “Uno stalker mi ha perseguitata, voleva farmi del male”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giada De Blanck, lo stalker e i riti satanici: la triste disavventura vissuta dall’ex isolana, oggi ospite negli studi di Storie Italiane

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Giada De Blanck (Rai, Youtube)

“E’ un argomento non semplice ed è sempre molto delicato parlarne – esordisce Giada De Blanck – sono qui non per fare del vittimismo ma per aiutare altre donne e altri uomini con lo stesso problema. Vorrei lanciare un messaggio importante alle istituzioni, perché i tempi burocratici sono davvero molto lunghi e quindi molta gente ha paura a denunciare. Io ho trovato il coraggio e sono molto soddisfatta di averlo fatto”. Quindi la De Blanck svela come è iniziato il tutto: “Mi ha scritto un’email, pensavo fosse un ammiratore normale. Dopo di che, tempo dopo, mi sono trovato una rosa sul motorino e non ci ho visto nulla di male. Dopo un’altra rosa, sulla porta di casa, quindi un’altra rosa, poi un unicorno e una fatina, poi un registratore con la voce di questa persona che mi diceva di aspettarlo. Io la sera tornavo a casa e non sapevo mai cosa aspettarmi”. La De Blanck ha quindi spiegato che il suo stalker si introduceva nel palazzo, incappucciato, violando la sua intimità: “Una mattina sono andata dai carabinieri e mi hanno detto di fare denuncia. Io inizialmente non volevo farlo, poi mi sono fatta forza dopo che lui non mi lasciava stare e l’ho denunciato”. Quando i carabinieri l’hanno fermato ho voluto affrontarlo: “Era giovane, aveva la mia età, e gli ho chiesto cosa voleva da me”. Dopo essere stato portato in caserma lo stalker ha proseguito nella sua opera di persecuzione: “A quel punto – ha spiegato la De Blanck – ho denunciato, ma lui ha continuato”. Giada si è commossa raccontando il filmato di un rito satanico che il suo stalker le aveva spedito: “Io sono stata davvero forte a denunciare, ogni volta che tornavo a casa la sera io mi facevo il segno della croce. Lui adesso è tornato in Slovenia, il suo paese d’origine. Secondo me ad un certo punto voleva farmi davvero del male visti i molti segnali, se non avessi denunciato non so ora dove sarei”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GIADA DE BLANCK PERSEGUITATA DA UNO STALKER

Giada De Blanck sarà ospite questa mattina degli studi di Storie Italiane, talk show in onda tutte le mattine su Rai Uno e condotto da Eleonora Daniele. Il volto noto della televisione, in base alle anticipazioni fornite, parlerà del processo che vede imputato il suo stalker, già condannato a otto mesi di reclusione lo scorso dicembre 2016, praticamente tre anni fa. A perseguitare l’ex concorrente del reality show, l’Isola dei famosi, un trentenne di origini slovene che aveva stalkerizzato Giada dall’aprile del 2011 fino al gennaio del 2012, dopo che la stessa aveva appunto partecipato al reality show. L’uomo era rimasto ammaliato dalla bella Giada, ed aveva così iniziato a corteggiarla in maniera pressante, arrivando appunto a perseguitarla. A condannare l’imputato era stato il tribunale di Roma, e la sentenza era stata commentata da Daniele Bocciolini, il legale della De Blanck: “Questo era un tipico caso di “celebrity stalking”, perché perpetrato da un “fan” nei confronti del suo personaggio pubblico preferito”.

GIADA DE BLANCK “SPERO CHE LA MIA ESPERIENZA…”

“Giada non ha voluto costituirsi parte civile – aveva aggiunto – non vuole risarcimenti ma solo essere lasciata in pace. Mi spiace solo che la sentenza sia arrivata dopo 5 anni dalla presentazione della denuncia. Nella concreta applicazione della normativa sulla violenza contro le donne dobbiamo fare ancora molto”. Evidentemente la vicenda non è ancora finita, per lo meno, ha segnato profondamente la stessa De Blanck, che oggi tornerà sull’argomento nel salotto di Eleonora Daniele. All’epoca, commentando la sentenza a cinque anni dalla denuncia, l’ex isolana aveva specificato: “Spero che la mia esperienza e storia possa servire a tante donne sole che non hanno la forza di denunciare e hanno paura di farlo. Spero di essere una piccola goccia nel mare. E che finalmente le cose possano cambiare con pene più severe e una giusta protezione”.

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