GIANNI BELLA/ “Dopo l’ictus ho pregato di restare vivo: ora sono quieto e felice”

- Dario D'Angelo

Gianni Bella, l’intervista a quasi 10 anni dall’ictus con l’aiuto della figlia e del fratello: “Non mi importava di rimanere acciaccato…”

gianni bella
Marcella e Gianni Bella - Foto Instagram

Gianni Bella è stato intervistato per la prima volta dall’ictus che gli impedisce di parlare da “Oggi”. Il settimanale si è avvalso dell’aiuto della figlia Chiara che, conoscendone l’animo, suggerisce un abbozzo di risposta in attesa che Gianni, compositore che negli anni ha regalato fior di successi a grandi artisti come Celentano, confermi o neghi quanto detto pronunciando poche ma “miracolose” sillabe. L’intervista è frutto anche dell’intermediazione di Antonio, fratello di Gianni, che a sua volta ha partecipato al dialogo con Oggi. Gianni Bella ha parlato così della sua reazione al malore che lo colpì quasi 10 anni fa: “Non è stato facile ma ce l’ho fatta grazie al grande cuore della mia famiglia, grazie a mia moglie Paola, alle mie figlie e ai miei fratelli. Loro mi sono sempre stati e mi sono vicini riuscendo con il loro immenso affetto a lenire le mie sofferenze e a farmi affrontare con forza le difficoltà della malattia. La mia determinazione e la visione serena della vita mi hanno permesso di accettare la mia condizione. Così oggi mi sento quieto e felice; lo dico con sincerità”.

GIANNI BELLA: “HO PREGATO DI RESTARE VIVO”

Gianni Bella spiega che per lui adattarsi a questa nuova realtà è stato relativamente semplice, ecco perché: “Sarà sorprendente, ma per me è stato facile perché, avendo capito di essere stato bersaglio di una grave patologia mi sono rivolto a Dio chiedendo che mi lasciasse in vita. Sì, non importava di rimanere acciaccato, avrei accettato tutto pur di poter vedere ancora questi occhi (quelli della figlia, ndr), i miei cari, gli amici e soprattutto il mondo che mi circonda e di cui ho imparato ad apprezzare maggiormente la bellezza, i colori, il sorriso della gente”. Gianni Bella svela come per lui sia stata fondamentale la fede: “Con quel poco di lucidità che mi era rimasta ho implorato anche Sant’Agata, patrona della mia Catania cui sono devoto fin da quando ero bambino. Nostro Signore e la Santuzza hanno ascoltato le mie preghiere…e infatti sono qui, risparmiato dal male. Per queste ragioni ogni anno, in segno di riconoscenza, anche se mi trovo all’altro capo del mondo, a febbraio vado a Catania per partecipare alla festa della Santa”.



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