Gigi D’Alessio/ Quella volta che al Festival cambiai il testo ‘Non dirgli mai’… (Sanremo Giovani)

- Alessandro Nidi

Gigi D’Alessio racconta la sua vita artistica fra musica e pregiudizi: “Verso i cantanti napoletani c’è stato per anni razzismo culturale”

Gigi D'Alessio
Gigi D'Alessio

L’abbiamo visto recentemente in prima serata su Rai Uno al timone di “Vent’anni che siamo italiani”, programma condotto insieme alla presentatrice spagnola Vanessa Incontrada. Nella serata di oggi, giovedì 19 dicembre, Gigi D’Alessio tornerà protagonista in televisione, nell’ambito di “Sanremo Giovani”, contest riservato alle promesse del canto italiano. Inoltre, nel mese di novembre è uscito il suo nuovo album, “Noi due”, sulla cui copertina l’ombra del cantante sta ad indicare le sue origini partenopee. “La napoletanità e la lingua napoletana – ha dichiarato in un’intervista a Radio Italia – sono abbastanza presenti in questo disco. Ci sono voluti più di vent’anni. Quando ho fatto Sanremo con ‘Non dirgli mai’, c’era solo una piccolissima frase nel mio dialetto, che ho scritto in italiano per assecondare i discografici, ma che, in diretta al Festival, ho cantato in napoletano. In questi anni ho subìto tanti pregiudizi: c’è stata una sorta di razzismo culturale. Finalmente Napoli vive una bella stagione anche grazie a quello che è stato fatto prima di me e per i rapper odierni. Ora la lingua napoletana è ben accetta”.

GIGI D’ALESSIO: “MI SENTO NAPOLETANO, PRIMA DI TUTTO”

Un concetto che l’artista campano ha ripreso e sviluppato nel corso del suo intervento della scorsa settimana sulle colonne del settimanale “Oggi”. Noi napoletani nasciamo prima napoletani e poi diventiamo italiani – ha asserito –. Nel 2000 sono salito per la prima volta sul palco di Sanremo e sono diventato un cantante italiano a tutti gli effetti. Prima ero solo una realtà locale e riempivo lo stadio di calcio San Paolo. Ma, fuori da lì, nessuno mi conosceva: così ho capito che per arrivare in tutta Italia dovevo cantare in italiano. Gigi D’Alessio ha inoltre aggiunto che “se nasci autore o cantautore a Napoli, per tutti sei e rimani solo e sempre un neomelodico. Non ho mai capito se sia un complimento: ma, se vogliono definire una razza, dico che ho la fortuna di essere un cantautore italiano nato a Napoli. Quando vieni dal nulla, devi lavorare tanto per affermarti. E così ho fatto”. Una riflessione accompagnata da un immancabile proverbio partenopeo: “Disse il tarlo vicino alla noce, dammi il tempo e ti faccio il buco”. “Ecco, io sono stato quel tarlo”, ha concluso il cantante.

GIGI D’ALESSIO E IL RAPPORTO CON VANESSA INCONTRADA

Peraltro, Gigi D’Alessio ha dimostrato di sapersi reinventare numerose volte nella sua carriera artistica, scoprendo recentemente la sua predisposizione naturale al ruolo di conduttore, che ha già rivestito in più circostanze. L’esempio più recente, come anticipato, è inerente alla trasmissione “Vent’anni che siamo italiani”, nel quale il cantante è stato affiancato da Vanessa Incontrada. “Il nostro rapporto è straordinario – ha confessato a ‘Oggi’ -. Conoscevo Vanessa attraverso le fiction che interpreta e mi sono subito accorto della semplicità di questa donna meravigliosa”. Tra i due è germogliata una bella amicizia, grazie alla quale, per ammissione dello stesso D’Alessio, “è possibile parlare di tutto e mangiare un panino alla mortadella insieme seduti sui gradini”. D’altro canto, “Vanessa non ha una doppia faccia, proprio come me: ciò che siamo sul palco, siamo a casa e viceversa. Mettiamo tantissimo cuore in ogni cosa che facciamo, senza risparmiarci mai. Noi non abbiamo maschere: chi, nella vita di tutti i giorni, ha bisogno costantemente di recitare, dimostra di non avere personalità”.



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