GIGI SABANI, IL DOLORE DELLA SORELLA ISABELLA/ “Vittima di ingiustizia come…”

- Stella Dibenedetto

Toccante omaggio a Gigi Sabani nella trasmissione Io e te. La sorella Isabella, a distanza di anni, svela il suo grande dolore: “mi fa male…”.

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Isabella Sabani a Io e te

Toccante ricordo di Gigi Sabani a “Io e te”. Oltre al dolore della sorella Isabella, anche Sandra Milo ha voluto ricordare quello che ha sempre visto come un vero gentiluomo della televisione italiana. «Tu hai parlato di argomenti importantissimi. Difficile rispondere in poche parole, però le persone di valore rimangono tali e arriva un momento in cui il loro valore, appunto, viene riconosciuto. Gigi Sabani è stato un gentiluomo, era una persona gentile, alla mano. Vera umiltà, qualità straordinaria quest’ultima la sua. Vittima di ingiustizia e questo spesso accade ai migliori, che sono invidiati!» – ha detto l‘attrice che ha poi ringraziato anche il conduttore Pierluigi Diaco per lo spazio che ha voluto dedicare a Sabani – «Mi fa piacere che tu abbia voluto ricordare questa persona meravigliosa, che ha dato grande amore al pubblico!» (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

GIGI SABANI, IL DOLORE DELLA SORELLA ISABELLA

Il 4 settembre 2007 moriva Gigi Sabani, ma il conduttore, ancora oggi, resta uno dei personaggi più amati della televisione italiana ed è al suo ricordo che Pierluigi Diaco dedica l’ultima parte della puntata del 4 luglio della trasmissione “Io e te”. Insieme alla sorea Isabella, Diaco condivide con il pubblico quella che è stata non solo la carriera di Sabani, ma anche la vita privata, fatta di alti e bassi. La cosa più difficile da affrontare, però, per Sabani fu il suo coinvogimento nella vicenda giudiziaria legata alla corruzione nel mondo dello spettacolo. Sabani fu accusato di induzione alla prostituzione ma venne scagionato e risarcito per i 13 giorni di detenzione trascorsi agli arresti domiciliari. Un dolore che lo ha poi accompagnato fino al giorno della morte e che fa ancora male alla sorea Isabella. “Se dovessi tirare fuori tutti i sassi che ho nelle tasche, non mi farebbero più entrare qui” – spiega Isabella Sabani – “io sono felice quando si fanno questi spazi come li stai facendo tu e come fa Michele Guardì che, nella sua trasmissione, I fatti vostri, lo ricorda almeno due volte l’anno e come fa Barbara D’Urso che, da dodici anni, mi invita ogni 4 settembre per ricordare Gigi Sabani, ma sto male quando lo dimenticano, quando entro in un’azienda e non c’è neanche una foto di mio fratelo. Scusa se te lo dico, ma ci resto male. Tanto. Io non voglio il poster, mi basta una foto”, puntualizza la sorella di Gigi Sabani.

“GIGI SABANI NON AVEVA SANTI IN PARADISO”: IL RICORDO DELL’AMICO

La memoria di Gigi Sabani è ancora viva nel pubblico, ma soprattutto nelle persone che lo hanno vissuto. “Gigi Sabani il personaggio teelvisivo era quello che conoscono tutti, ma aveva un lato tenero e amabile nella vita privata” – ricorda Natalino, un grande amico di Gigi – “era il 13 agosto, il giorno del mio compleanno. Eravamo al mare io e lui e mi fece portare una piccola torta per festeggiare insieme. Mi parlava della mamma di cui era innamorato così come della sorella. Guai a chi la toccava. Non aveva santi in paradiso, era schivo, riservato e non chiedeva nulla e forse questo l’ha penalizzato”, spiega l’amico d’infanzia. Anche Mario Garofalo, caporedattore del Corriere della Sera, ricorda con affetto Sabani: “era una persona di grande garbo e penso che sia stato anche bello il modo in cui ha saputo vivere il suo momento di difficoltà. Gigi Sabani ha cercato di rialzarsi, ma ha anche saputo vivere in pubblico il suo dolore perchè si percepiva innocente e ingiustamente accusato e anche quando la giustizia ha riconosciuto la sua innocenza si è visto escluso dal mondo che per lui era la vita fino a quando non ha ricominciato a vivere e, purtroppo, è morto forse nel momento in cui si stava finalmente rialzando” – spiega il giornalista che poi conclude così il suo intervento -“la sua capacità è stata quella di mettere in pubblico il proprio dolore e le proprie debolezze”.



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