Gimbe “con Vaccino -64% casi Covid tra operatori sanitari”/ “Preoccupano varianti”

- Emanuela Longo

Fondazione Gimbe, monitoraggio settimanale epidemia Covid: crollo dei contagi tra operatori sanitari per effetto del vaccino. Dati stabili ma preoccupano varianti

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Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe (Foto: LaPresse)

Dai dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe sono emersi risultati molto interessanti sul primo impatto delle vaccinazioni in Italia. In particolare è stato rivelato un crollo dei casi di contagio Covid del 64,2% tra gli operatori sanitari che sono così passati da 4.382 nella settimana 13-19 gennaio, quando sono state somministrate le seconde dosi di vaccino a 1.570 nella settimana 3-9 febbraio. Secondo il presidente Nino Cartabellotta, “questa netta riduzione è verosimilmente effetto della somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi di vaccino in questa categoria”. Al 10 febbraio avevano completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 1.214.139 persone (2,04% della popolazione). Ad oggi il 70% delle dosi sono state destinate a operatori sanitari, il 18% a personale non sanitario, l’11% a personale ed ospiti delle RSA e meno dell’1% a persone di età over 80 anni.

Tuttavia, come spiegato da Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe, “solo il 3,6% (158.805) degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,2% ovvero 96.503, ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target di copertura raccomandato dalla Commissione Europea per questa fascia di età, ovvero l’80% entro il 31 marzo 2021”.

GIMBE, NUOVI DATI MONITORAGGIO SETTIMANA 3-9 FEBBRAIO

Rispetto al numero dei nuovi contagi Covid, nella settimana dal 3 al 9 febbraio è rimasto invariato rispetto alla precedente anche se in 17 Province l’incremento percentuale dei nuovi casi supera il 5% e questi aumenti marcati rappresentano per la Fondazione Gimbe “spie rosse delle varianti che incombono”. Si parla quindi “una calma purtroppo solo apparente”. In generale i casi positivi sono scesi (413.967 rispetto a 437.765, pari a -5%), mentre le persone in isolamento domiciliare (392.312 rispetto a 415.234, pari a -5%), i ricoveri con sintomi (19.512 rispetto a 20.317, pari a -4%) e le terapie intensive (2.143 rispetto a 2.214, pari a -3%). Sono 10 le Regioni nelle quali si registra un aumento dei nuovi casi e in 17 province superano il 5%. Cartabellotta commenta: “Situazioni molto critiche come quelle dell’Umbria dove le nuove varianti hanno determinato rapidamente un’impennata dei casi e la saturazione di ospedali e terapie intensive potrebbero improvvisamente esplodere ovunque”, per questo resta importante monitorare costantemente le spie rosse legate alle varianti per attuare tempestivamente le adeguate strategie di contenimento.

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