Gino Paoli attacca X Factor: “Non lo guardo, li porterei a dopolavoro ferroviario”/ “Sono finito in Questura”

- Liliana Morreale

Gino Paoli ha attaccato X Factor senza mezzi termini. Il cantautore in una lunga intervista ha rivelato anche di essere finito in Questura per aver preso a bastonate un uomo.

gino paoli 640x300 Gino Paoli (Sanremo, 2023)

Gino Paoli snobba X Factor: “Non lo guardo proprio, porterei tutti al dopolavoro ferroviario”

Gino Paoli ha concesso una lunghissima intervista al magazine Chi in cui si è sbilanciato sulla sua vita privata e professionale tra aneddoti e retroscena. E rispondendo con la nota schiettezza e sincerità che ancora lo contraddistingue a quasi 90 anni, ha attaccato senza mezzi termini X Factor, il talent show di Sky che attualmente è al centro del ciclone per il caso Morgan e la sua espulsione. Gino Paoli a domanda diretta su un suo parere sui giudici di X Factor ha ammesso: “Io per la verità il talent proprio non lo guardo.”

Gino Paoli non guarda X Factor e se per sbaglio gli capita di vedere qualche frammento ha un pensiero chiaro in merito che ha rivelato durante l’intervista su Chi: “Quando mi capita penso: ‘Ma se io li prendo, tutti, e li porto al dopolavoro ferroviario di Sampierdarena?’ Non è una battuta, non rida, l’ho fatto con Ornella (Vanoni ndr) per fare la prova del nove l’ho portata al circolo dei ferrovieri.”

Gino Paoli a ruota libera: “Sono finito in Questura, Morricone era stonato e Dalla il più bravo”

Nell’intervista al settimanale Chi Gino Paoli è un fiume in piena. Durante la chiacchierata ha rivelato di essere finito in Questura, anni fa, per aver preso a bastonate un uomo che a sua volta stava bastonando un cane: “Una volta ho visto uno sul ciglio della strada che bastonava un cane, mi sono fermato, ho preso il bastone e gli ho dato tante di quelle botte finché non sono intervenuti e mi hanno portato in Questura, che sennò stavo ancora là a menare. Fortuna poi che il questore mi ha rilasciato.”

Gino Paoli si è sbilanciato anche sui suoi colleghi come Ennio Morricone e Lucio Dalla. Il premio Oscar è stato il compositore di Sapore di sale e su di lui il cantautore genovese ha sottolineato come non fosse intonato: “Una campana, componeva e ti portava in stato di grazia ma non beccava una nota neanche sotto minaccia.” Su Lucio Dalla invece ha ammesso: “Lui era il più bravo.” Gino Paoli ha concluso l’intervista con delle riflessioni profonde sul senso della vita e della morte. A quasi 90 anni il cantautore ha confessato di aver avuto un vita lunga ma anche costellata di dispiaceri soprattutto la morte di tanti cari amici, come Luigi Tenco, l’unica sua vera ricchezza.





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