SALVINI-GREGORETTI, SENATO: “SÌ AL PROCESSO”/ Governo vs Lega: ora cosa rischia

- Niccolò Magnani

Gregoretti-Salvini, Senato “sì al processo” con 152 voti. Autorizzato il procedimento nei confronti del leader della Lega: ma cosa rischia l’ex Ministro?

referendum taglio parlamentari
Matteo Salvini al Senato (LaPresse, 2019)

Dopo le ore 19 è arrivato il voto finale che decreta ufficialmente il via libera al processo per Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona nell’ambito del caso Gregoretti: 76 sì, 152 No e nessun astenuto (la Lega è uscita dall’Aula) il Senato respinge l’ordine del giorno di Forza Italia e Fratelli d’Italia che chiedevano il negare l’autorizzazione richiesta dal Tribunale dei Ministri di Catania. «Essere processato per aver difeso il mio Paese…. ma ho piena e totale fiducia nella magistratura», commenta il leader della Lega dopo la giornata “campale” in Senato. Ma per capire cosa succederà d’ora in poi occorre fare un lieve passo in “avanti” e spostare l’asticella dell’attesa nei prossimi mesi: Salvini con ogni probabilità vorrà trasformare il processo presso il Tribunale ordinario di Catania (non può essere quello dei Ministri a celebrare il processo avendolo richiesto in primis, ndr) in un grande megafono mediatico dove esporre la propria posizione di «difesa degli interessi nazionali» e di convergenza con il resto del fu Governo Conte-1, a differenza di quanto invece gli viene imputato. Il leader della Lega rischia una condanna di 15 anni che, se diventasse definitiva, lo manderebbe in carcere «ben oltre i limiti della condizionale e dell’affidamento ai servizi sociali» spiega il Giornale. Attenzione però, come nota Libero, se Salvini dimostrasse che anche Conte era d’accordo potrebbe portare dentro al processo Gregoretti anche l’attuale Presidente del Consiglio; non sarebbe l’unica anomalia, visto che a rappresentare l’accusa sarà quella stessa Procura di Catania che aveva già archiviato Salvini in fase preliminare negli scorsi mesi.

SCONTRO IN AULA TRA LEGA E PD

Come vi abbiamo raccontato, il Senato ha detto sì al processo per Matteo Salvini per il caso Gregoretti ed arrivano le prime reazioni dalle varie fazioni politiche. «Affronto un’aggressione politica, decida il giudice: io sarò una cavia», ha commentato il segretario federale della Lega, con i senatori del Carroccio che hanno deciso di lasciare l’aula al momento del voto. Ma non è finita qui: come riportano i colleghi di Adnkronos, sono stati registrati momenti di alta tensione tra Lega e Movimento 5 Stelle. Per la precisione, il grillino Marco Pellegrini ha deciso di affrontare l’ex ministro dell’Interno per ribattere ad alcune affermazioni del suo intervento. L’esponente pentastellato «cercava di parlare in modo piuttosto acceso con Salvini», evidenzia l’agenzia di stampa, ed a quel punto è intervenuto il senatore leghista William De Vecchis: ci sono stati momenti di concitazione e qualche spintone, clima rovente “sedato” dal questore Antonio De Poli. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GREGORETTI, SENATO DICE SI’ AL PROCESSO PER SALVINI

E’ stato autorizzato dal Senato il procedimento nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Così come previsto, alla fine l’Aula ha votato contro il leader leghista, per quanto avvenuto sulla nave Gregoretti. Durante le dichiarazioni di voto la Lega aveva deciso di astenersi dalle procedure, così come anticipato dal capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo: “Per rispetto a Matteo Salvini – le parole riportate da SkyTg24.it – di sicuro la Lega non parteciperà al voto odierno”. Renato Schifani di Forza Italia, in dichiarazione di voto, si era invece rivolto così all’aula: “Oggi questo Parlamento segna una pagina buia della nostra storia: affronta con un atteggiamento passivo e remissivo il principio della separazione dei poteri. E’ un grave errore usare la forza giudiziaria per fini politici – ha aggiunto – apprezzo la impostazione del senatore Salvini, ma qui si deve difendere il principio sacrosanto che il Parlamento non possa essere sindacato dalla magistratura”. Quindi Schifani aveva ribadito la decisione di Forza Italia di appoggiare l’ex ministro dell’Interno: “Noi non cambiamo idea, come invece fa il M5S”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GREGORETTI, VOTO PROCESSO SALVINI IN DIRETTA: “DECIDA GIUDICE”

Nel lungo e contestato discorso in Senato per il processo Gregoretti, Matteo Salvini ha illustrato i motivi per cui quel reato finirà per essere archiviato ma che stante la maggioranza di Governo compatta nel volerlo portare a processo e condannare, con la Lega hanno deciso di «smascherare l’insensatezza delle accuse». «Questa politica migratoria di rigore ha salvato migliaia di vite umane: la strategia del buonismo e dei porti aperti ha portato a 15mila cadaveri in diversi anni», spiega il leader della Lega nel discorso durato 33 minuti a Palazzo Madama, interrotto più volte quando cita i suoi figli «facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest’Aula e facciamo decidere a lui. Ormai il re è nudo, potete andare avanti qualche mese o settimana, ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo. Non ne posso più di passare per criminale, c’è un limite a tutto». Nella chiosa finale, Salvini incalza l’Aula «Sono convinto che la fine sarà archiviazione. Chi vota oggi pensando di vincere sarà sconfitto dalla storia»: non parla di amici ma di avversari e per questo chiede l’ex Ministro «Dividiamoci sui temi, ma mai sui valori fondamentali. Mai vorrò che un giudice entri qua a giudicare un atto politico».

SALVINI SUL VOTO GREGORETTI: “SCELTO IO DI ANDARE A PROCESSO”

Il dibattito che porterà al voto in merito all’approvazione o meno di un procedimento nei confronti di Matteo Salvini sul caso Gregoretti, è iniziato stamane in un’aula del Senato clamorosamente semi-deserta. Presente ovviamente il leader della Lega, che intercettato dai cronisti prima della seduta, ha spiegato: “Ho scelto io di andare a processo, per me è motivo di orgoglio. Qualcuno a sinistra cerca di eliminarmi per via giudiziaria, ma io non scappo. Confido nella terzietà dei giudici”. Presente anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha invece confessato: “Non intervengo in aula, ma voto”. Nelle ultime ore si era ventilata la possibilità che il partito dell’ex presidente del consiglio votasse in favore di Salvini: “Salvini vuole essere processato? – aveva detto ieri al Tg5 lo stesso Renzi – lo accontenteremo, anche se fatico a vedere un reato”. Di parere contrario infine la senatrice Emma Bonino di +Europa: “È ridicolo sostenere che una nave italiana fosse una minaccia per la patria. Voterò a favore dell’autorizzazione a procedere per dare la possibilità a Salvini di difendersi come tutti i cittadini nel processo e non dal processo”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GREGORETTI-SALVINI, DIRETTA VOTO DAL SENATO: “A TESTA ALTA”

«Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente. “Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”», scrive sui propri canali social citando Ezra Pound il leader della Lega Matteo Salvini in attesa di intervenire in Senato per ribadire la sua posizione sul caso Gregoretti. Se l’esito del Sì a procedere per il processo contro il leghista, colpisce l’assenza al momento di tutto il Governo dai banchi in Senato con lo stesso Salvini che attacca «Vogliono mandare Salvini a processo. Governo assente! Che pena, senza vergogna». Il voto – che sarà definitivo – dovrebbe arrivare prima di pranzo anche se l’esito finale sarà ufficializzato in serata, spiega l’Ansa, perché le urne resteranno aperte fino alle 19 per lasciare a tutti i senatori il tempo di esprimersi su una vicenda così delicata. Chi invece ha annunciato che non interverrà con un discorso ma che voterà per il via libera al processo è Matteo Renzi entrando a Palazzo Madama davanti allo stuolo di giornalisti.

RELAZIONE STEFANI: “ESAUTORATA LA GIUNTA”

Si terrà quest’oggi il voto in Senato in merito alla decisione di procedere nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, sul caso della nave Gregoretti. L’ex ministro dell’interno ha sempre rimandato al mittente le accuse, ma nelle ultime settimane ha “obbligato” i suoi colleghi di partito a mandarlo alla sbarra, per una sorta di processo contro milioni di italiani. L’ultima ad esporsi sulla vicenda è stata la senatrice della Lega, Erika Stefani, che oggi in aula, come ricorda l’Adnkronos, sarà incaricata di riassumere l’esito dei lavori della, Giunta per le autorizzazioni e le immunità del Senato, che ricordiamo, ha votato lo scorso 20 gennaio contro Salvini. “Esautorata la Giunta dalla sua funzione principale – le conclusioni della Stefani riportate dall’Adnkronos – piegata a ragioni politiche, a questo punto, la sede necessaria al fine di poter rinvenire la verità risulta essere solo la sede processuale”. La leghista aggiunge e attacca: “La attività dell’organo è stata del tutto condizionata in questa occasione da posizioni espresse dai partiti politici che hanno anticipato la loro decisione nel merito prima di iniziare la discussione“. La sostenitrice di Salvini poi conclude la sua relazione scrivendo: “La Giunta, a seguito della parità dei voti favorevoli e di quelli contrari, non ha approvato, ai sensi dell’articolo 107, comma 1, secondo periodo, del Regolamento del Senato, la proposta messa ai voti dal Presidente e pertanto si è intesa accolta la proposta di concessione dell’autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Matteo Salvini, nella sua qualità di Ministro dell’Interno pro tempore“. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GREGORETTI, LA DIRETTA VIDEO DAL SENATO DEL VOTO SUL PROCESSO A SALVINI

È previsto già dalla mattina di oggi la discussione e poi il voto in Senato sul caso Gregoretti: come noto, l’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini è indagato dal Tribunale dei Ministri di Catania per sequestro di persona dei 131 migranti tenuti a bordo della nave militare Gregoretti tra il 25 e il 31 luglio 2019. Diversamente da quanto avvenuto per l’identico caso Diciotti – dove Conte e Di Maio fecero votare contro la richiesta di procedere per l’allora Ministro del Viminale – per il caso odierno il Governo Conte-2 è compatto nel votare “via libera” alla richiesta di processo avanzata dal Tribunale nonostante l’archiviazione decisa dalla Procura di Catania. Esattamente come avvenuto in Giunta per le Immunità, il leader della Lega Matteo Salvini ha deciso con i suoi parlamentari di non opporsi alla richiesta di processo anche se questo non significa che vi sarà “silenzio” da parte dei banchi del Carroccio prima delle votazioni. «Ritengo che un processo nei miei confronti sia privo di qualsiasi fondamento perché ho difeso l’interesse nazionale e ho protetto l’Italia e gli italiani, controllando chi entra e chi esce da questo Paese e per svegliare quelli che in Europa dormivano. Se Pd, M5S e Italia viva, invece, ritengono che sia un crimine, io non scappo, non ho paura. Voteranno per mandarmi a processo, i senatori della Lega, ovviamente, non si opporranno e vedremo. Conto che tanti di voi che mi facciano compagnia: ritengo di aver protetto l’onore, la dignità e i confini del mio Paese», ha spiegato Salvini ieri in una lunga diretta Facebook. Ieri sera poi dopo una riunione con i senatori della Lega lo stesso leader ha intimato i suoi di non impedire il processo Gregoretti, anche se l’intero gruppo si è detto contrario «a non autorizzare il procedimento al segretario accusato di sequestro di persona ‎per la gestione dei migranti».

PROCESSO GREGORETTI, IL PIANO DI SALVINI

A questo punto l’ipotesi principale avanzata dalle fonti parlamentari di Ansa e Adnkronos è che la Lega al momento del voto sul caso Gregoretti propenda per l’astensione che comunque in Senato, ricordiamo, vale come presenza votante. Alle 9,30 la relatrice Erika Stefani della Lega – che parla al posto del Presidente della Giunta Gasparri in quanto è stata bocciata la sua proposta di rigettare la richiesta di processo per volere stesso del Carroccio – illustrerà il lavoro svolto dalla Giunta per le immunità: l’ex Ministra spiegherà come si è arrivati al voto odierno e poi si apriranno le discussioni con l’atteso discorso di Matteo Salvini che dovrà spiegare il perché e il per come anche nel caso Greforetti, come per quello Diciotti, è prevalso l’interesse pubblico nella sua azione di blocco dei migranti a bordo delle navi militari italiane. Forza Italia e Fratelli d’Italia presenteranno un ordine del giorno per provare a ribaltare la decisione della Giunta: per poterlo fare servono 160 voti, ovvero la maggioranza assoluta dei componenti a Palazzo Madama. Se tutto il Centrodestra votasse compatto contro il via libera al processo i numeri si fermano a 139, che potrebbero anche scendere qualora la Lega si astenesse o comunque votasse a favore della richiesta uscita in Giunta. Dal Governo la linea è ricordata dalla vicepresidente Pd Anna Ascani: «Siamo coerenti. Il Senato non deve decidere se Salvini è colpevole o no, ma è chiamato a stabilire se Salvini ha agito per tutelare l’interesse nazionale. Noi pensiamo che non sia così e voteremo di conseguenza». Secondo quanto anticipato dall’Agi sul discorso che terrà oggi Salvini, «i migranti erano al sicuro e lo sbarco era rallentato solo dalle trattative per la redistribuzione e per la verifica delle persone a bordo, visto che lo stesso governo tedesco aveva fatto sapere che tre persone a bordo erano soggetti in grado di mettere a rischio la sicurezza nazionale». Il leader intanto si appresta tranquillo a vedere cosa succederà in Parlamento, commentando «Io mi approccio a questa votazione con assoluta tranquillità, con la certezza di non aver commesso alcun reato e che sia un processo giuridicamente basato sul nulla e di non essere vile sequestratore di donne e bambini, ma con la certezza che per entrare in Italia bisogna avere il permesso».



© RIPRODUZIONE RISERVATA