GRILLO: “MI CANDIDO A SEGRETARIO PD”/ Video, Nannicini: “Non ci serve avanspettacolo”

- Dario D'Angelo

Beppe Grillo, fra il serio e l’ironico, si candidati a segretario del Pd dopo le dimissioni di Zingaretti. Dura la reazione di Nannicini: “Non ci serve avanspettacolo”

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Beppe Grillo. foto Youtube

Iniziano ad arrivare le prime reazioni alle recenti parole di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, che fra il serio e l’ironico si è candidato per il ruolo di segretario generale del Partito Democratico dopo le dimissioni choc di Nicola Zingaretti di pochi giorni fa. Dura la presa di posizione del senatore del Pd, Tommaso Nannicini, che attraverso la propria pagina Twitter scrive: “Caro Beppe Grillo, per candidarsi alla guida del Pd servono due requisiti di base. 1) Iscriversi al Pd. 2) Rimangiarsi i Vaffa contro una comunità che ha una voglia matta di buona politica, non di avanspettacolo di serie C”.

Così invece il grillino Michele Dell’Orco, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti nel Governo Conte I, che sempre attraverso Twitter cinguetta: “#Grillo si propone come nuovo segretario Pd. Visto il caos, per me ci sta. déjà vu 2009”. Infine il pensiero di Antonio Santoro, esponente di Più Europa, che aggiunge: “#Grillo si candida alla segreteria del #Pd. È uno scherzo o semplicemente l’ultima puntata?”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GRILLO: “MI PROPONGO PER FARE SEGRETARIO PD”, VIDEO, “LA CONCORRENZA NON ESISTE PIÙ”

Beppe Grillo nuovo segretario del Pd? Questa è la proposta, tra il serio e il faceto, del fondatore del MoVimento 5 Stelle dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti, definito in un video pubblicato sul suo blog una “buona persona nauseata dalla politica“. Un’evidente provocazione (ma chissà fino a che punto) quella di Beppe Grillo, in passato vicino ai Democratici. Lo ha ricordato lo stesso Grillo: “Mi ero iscritto al Pd qualche anno fa, vi ricordate alla sezione di Arzachena, poi mi dettero indietro i soldi e la tessera e Fassino fece la sua premonizione dicendo: “si faccia un partito“. Il riferimento è alla famosa frase conclusa dall’ex sindaco di Torino con il profetico “vediamo quanti voti prende“, poi rivoltatosi contro lo stesso Pd. Grillo, però, non sembra avere il dente avvelenato, anzi: “Vedo la situazione del Partito Democratico, vedo la nostra, vedo una coalizione di forze antagoniste che devono governare insieme, capitanate da una personalità diciamo straordinaria come può essere Draghi, però tutto questo per la pandemia“. Da questa riflessione Grillo fa la sua proposta: “Quindi io mi propongo per fare il vostro segretario elevato del Partito Democratico, mettete 2050 nel vostro simbolo, come sarà nel nostro prossimo: con Conte sarà 2050. Invito tutti i partiti a mettere 2050 nel loro simbolo, facciamo un progetto in comune, ne usciremo in un modo straordinario e io vengo li, metto a disposizione i progetti sarà tutto diverso nel futuro, sarà come progettare un agricoltore fra dieci anni“.

BEPPE GRILLO: “MELONI, SALVINI: LA CONCORRENZA NON ESISTE PIU'”

Come detto Beppe Grillo non ha mancato di riservare un passaggio del suo intervento a Nicola Zingaretti, tra i principali sostenitori dell’alleanza strutturale tra Pd e MoVimento 5 Stelle: “Siamo nel caos ma il caos è creativo, quindi ho visto questo partito, il Partito Democratico: va via una buona persona. E’ nauseata un po’ da tutto come siamo un po’ tutti nauseati dalla politica, dai partiti. Forse c’è un momento di riflessione, il Pd deve avere una narrazione deve avere un progetto: io non ho mai sentito parole come transizione, ecologia, energie rinnovabili, eppure sono tutte cose che sono sul piatto adesso“. All’interno di questo “caos creativo“, comunque, Beppe Grillo non vede più così marcate le differenze ideologiche di un tempo: “Dobbiamo riprogettare tutto, non possiamo farci concorrenza, destra, sinistra. La concorrenza, non funziona più, non funziona nell’evoluzione, non funziona, proprio nella legge della termodinamica.“. Secondo Grillo, dunque, non si tratta “fare un muro contro il fascismo, sta cambiando anche lì, io credo che la Meloni, che i leghisti, i giovani, non ci siano queste differenze incredibili. (…) Meloni, Salvini, Conte, la concorrenza non esiste più“.



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