Grindr, app di incontri gay ai cinesi/ Usa: “La vendano, è pericolosa”

- Silvana Palazzo

Grindr, app di incontri gay è in mano ai cinesi. Da Usa l’allarme. “La vendano, è pericolosa per la sicurezza nazionale”

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Grindr

Tensione tra Stati Uniti e Cina per l’app di incontri gay Grindr. Il social network fondato nel 2019 negli Usa è passato nel 2016 sotto il controllo dei cinesi, dell’azienda Beijing Kunlun Tech, nota in patria per la distribuzione di videogame. Ora però interviene il Committee on Foreign Investment in the United States (Cfius), secondo cui l’operazione rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale americana. Quindi è stato comunicato al gruppo cinese che bisogna rimettere sul mercato Grindr. L’app, che sostiene di essere la più grande al mondo per la socializzazione tra “gay, bi, trans, and queer people”, ha immagazzinato i dati personali degli utenti LGBT, dalle preferenze sessuali alla geolocalizzazione, passando per la situazione sanitaria e i messaggi privati. Considerando che tra i 27 milioni di utenti possono esserci anche dipendenti statali come militari, funzionari della sicurezza e di agenzie governative, il pericolo che i dati finiscano nelle mani sbagliate, rendendoli ricattabili, ha allarmato il Cfius.

GRINDR, USA CONTRO CINA: “LA VENDANO, È PERICOLOSA”

Come è noto, se le autorità cinesi dovessero chiedere a Beijing Kunlun Tech di mettere a disposizione il database di Grindr, l’azienda non potrebbe rifiutare. Questo è lo stesso motivo per cui gli americano premono sull’Europa affinché non consegni il suo 5G a Huawei. È evidente come negli ultimi anni gli Stati Uniti abbiano assunto una posizione sempre più severa nei confronti della Cina: i funzionari hanno sollevato diverse preoccupazioni riguardo lo spionaggio cinese, e in particolare in merito all’hacking informatico che potrebbe compromettere le infrastrutture critiche statunitensi. Kunlun aveva pagato 93 milioni di dollari nel 2016 per acquistare il 60 per cento di Grindr, altri 152 milioni nel 2018 per salire al 100 per cento. Ora invece dovrà vendere. Di solito il Cfius agisce preventivamente, ma ora interviene su una trattativa già chiusa e con i soldi già versati. Questo vuol dire che anche altri accordi cinesi potrebbero essere suscettibili di revisione.



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