Idraulico scatta foto a principessa saudita/ Botte e costretto a baciarle i piedi

Idraulico scatta foto non gradita alla principessa saudita che reagisce in maniera violenta

violenza 2018 pixabay
Immagini di repertorio (Pixabay)

Se l’è vista davvero brutta un idraulico, dopo aver svolto dei lavori presso la residenza parigina di Hassa, la sorella del principe saudita Mohammed Bin Salman. Non si sa bene per quale motivo, forse dei lavori fatti male o forse una fotografia scattata e non gradita, fatto sta che l’uomo, Ashraf Eid, ha accusato Hassa bin Salman di averlo legato e picchiato, per poi essere stato costretto a baciare per ore i piedi della stessa principessa. La notizia è riportata dall’edizione online de Il Messaggero, che cita il quotidiano francese Le Point, e la vicenda risalirebbe al 2016. Pare infatti che l’operaio stava eseguendo dei lavori nei pressi dell’abitazione sita in Avenue Foch, zona occidentale della capitale francese, quando qualcosa deve essere andato storto. A quel punto Hassa ha ordinato alla sua guardia del corpo di picchiare, legare e malmenare l’idraulico. «Uccidilo, è un cane, non merita di vivere», avrebbe urlato la 43enne, come riferisce Le Point.

IDRAULICO SCATTA FOTO NON GRADITA ALLA PRINCIPESSA SAUDITA

Il processo si è aperto in queste ore a Parigi, in contumacia, nei confronti di Hassa e della sua guardia del corpo. L’avvocato della donna, Emmanuel Moyne, ha negato ogni accusa, ma ovviamente la sua ricostruzione cozza con quella dell’idraulico, secondo cui una foto scattata avrebbe fatto andare su tutte le furie la principessa, che lo avrebbe accusato di voler rivendere lo stesso scatto alla stampa. Ashraf Eid ha raccontato di essere stato colpito in pieno volto da un pugno, quindi di essere stato legato per le mani, e di essere stato costretto a baciare i piedi della donna per ore. La guardia del corpo è accusata formalmente di violenza armata, furto (ha rubato gli strumenti di lavoro dell’operaio), minacce di morte e sequestro di persona, mentre Hassa non è stata fermata nonostante il mandato di arresto internazionale emesso a novembre del 2017. Vedremo come evolverà questa vicenda.



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