IL CASO/ La “caccia al tesoro” degli ipovedenti alla Stazione Centrale di Milano

- Attilio De Pascalis

La Stazione ferroviaria Centrale di Milano discrimina la categoria degli ipovedenti: sono infatti stati tolti i monitor ad altezza d’uomo che segnalano orari, partenze e arrivi dei treni

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Monitor di segnalazione delle partenze

La stazione Centrale di Milano nasconde un gioco segreto. Una specie di caccia al tesoro, riservata a un gruppo particolare di viaggiatori: gli ipovedenti. Si tratta di disabili con un forte deficit della vista, limitata di solito da uno a tre decimi, rispetto ai dieci decimi di chi ci vede perfettamente. In Italia sono circa 1 milione e 200.000 e nell’area milanese alcune decine di migliaia.

Da qualche tempo nel salone principale della stazione, come ci hanno segnalato alcuni di loro, sono spariti i pannelli luminosi ad altezza d’uomo con orari e binari dei treni in partenza. Tutti i monitor sono collocati a 4-5 metri di altezza e lo stesso accade per quelli in testa ai singoli binari. Troppo alti per gli ipovedenti, per i quali rappresentano una “barriera architettonica” che rende impossibile la consultazione.

Siamo andati a verificare di persona. In effetti, come mostrano le foto, i monitor sono molto in alto e sono invisibili per chi non ha una vista perfetta. Come hanno reagito i disabili per ovviare a questo disagio? Ecco il racconto di alcuni di loro.

“Una mattina”, riferisce Marco, impiegato di banca, pendolare, “mi sono accorto che il pannello luminoso ad altezza d’uomo che usavo sempre, alla base di un pilastro nel mezzo del salone, non c’era più”.

Marco, però, non si è perso d’animo. “Ho fatto un giro e ho scoperto che in realtà chi aveva riprogettato la collocazione dei monitor si era dimenticato, diciamo così, due pannelli ad altezza d’uomo al binario 21 e al binario 3. Così, quando arrivo in Centrale vado a una delle due estremità e guardo il pannello che ho ribattezzato ‘salvavista’. Certo, quando sono all’ultimo momento rischio di perdere il treno, se il binario è distante. In quel caso chiedo soccorso ad altri passeggeri. È umiliante, visto che pago il biglietto come tutti gli altri. Credo di avere diritto alle stesse informazioni senza ostacoli”.

Altrettanto ingegnosa la soluzione di Francesca, studentessa universitaria.

“La stazione Centrale di Milano è un vero incubo per me. Non mi fido degli annunci sonori perché c’è sempre molto chiasso e poi arrivano poco prima della partenza. Una volta ho sentito male e sono salita sul treno sbagliato. Sono dovuta scendere alla prima fermata e tornare indietro. Da allora mi sono organizzata. Ho scoperto che alla Centrale c’è un sottopasso in fondo ai binari, che attraversa l’intero salone. Lì i video sono all’altezza della mia testa e riesco a distinguere binari e orari. Mi vergogno di chiedere ad altri e non capisco perché devo essere discriminata per la mia vista”.

La stazione Centrale di Milano è uno snodo strategico dei trasporti: ogni giorno partono e arrivano 630 convogli e transitano decine di migliaia di viaggiatori. Possibile che gli ipovedenti debbano escogitare questi stratagemmi?

“Abbiamo un dialogo costante e proficuo con tutte le aziende di trasporto che ci ha permesso di trovare soluzioni o prevenire problemi”, afferma Alberto Piovani, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Milano. “Il disagio segnalato alla stazione Centrale di Milano mi sembra serio e grave. Penso che possa essere affrontato con un intervento rapido e semplice, basta un po’ di buon senso. Mi riservo di parlarne con le ferrovie per trovare una soluzione. Sono fiducioso che ci ascolteranno”.

In effetti, ci hanno fatto notare i disabili, la stazione Centrale è invece zeppa di pannelli luminosi ad altezza della testa, riservati però alla pubblicità.

Abbiamo interpellato le Ferrovie dello Stato. La risposta è stata che il posizionamento dei pannelli “rispetta in pieno le direttive europee in materia, le cosiddette ‘Specifiche tecniche di interoperabilità’.  RFI terrà comunque conto, com’è sempre accaduto, di queste segnalazioni e offrirà la massima disponibilità per ascoltare e, laddove possibile, recepire le indicazioni dei viaggiatori con disabilità per assicurare loro la migliore accessibilità ad ogni servizio. Tutto questo anche grazie a un confronto e un dialogo continuo e partecipato con le associazioni”.

In realtà nella “Guida di applicazione della specifica tecnica di interoperabilità (Sti) Prm” dell’Agenzia Ferroviaria Europea (consultabili su Internet) viene specificato che l’ambito di applicazione delle regole europee in materia di accessibilità riguarda “tutte le aree pubbliche delle stazioni” e “comprende la fornitura di informazioni”.

C’è da sperare che la singolare caccia al tesoro a cui sono costretti gli ipovedenti alla stazione Centrale di Milano termini presto con il ripristino di pannelli ad altezza d’uomo. Si avvererà così quanto promesso dalla Carta dei Servizi di Grandi Stazioni in tema di accessibilità: “L’abbattimento delle barriere architettoniche è un criterio fondamentale della riqualificazione; particolare attenzione è riservata alle esigenze dei soggetti che presentano svantaggi fisici o sensoriali”.

Un impegno che non sembra sia per ora soddisfatto verso gli ipovedenti.

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