IL CASO/ Mirasole, l’Abbazia che rinasce con accoglienza e condivisione

- Alberto Sinigallia

Fondazione Arca ha ridato vita all’Abbazia di Mirasole con progetti di accoglienza e condivisione. Un’esperienza che si potrà incontrare il 19-20 settembre a “Mirasole in festa”

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Appartamenti di accoglienza temporanea per famiglie sfrattate in attesa di casa popolare e ospitalità a mamme sole con bambini; e poi un bar con bottega solidale, una cucina per le attività di catering, una lavanderia industriale: da 4 anni stiamo facendo rinascere l’Abbazia di Mirasole ad Opera, alle porte di Milano, riconvertendo i grandi spazi in progetti di accoglienza e condivisione.

Nel 2016, vincendo il bando della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico che è proprietaria dell’abbazia, come Fondazione Progetto Arca abbiamo dato vita all’impresa sociale Progetto Mirasole con un chiaro obiettivo da raggiungere: l’integrazione lavorativa. Abbiamo infatti avviato da subito numerose attività legate a questo luogo, grazie a cui coinvolgiamo le persone svantaggiate; al momento siamo riusciti a dare un lavoro a 58 persone, tra cui anche due detenuti del carcere di Opera.

Oltre a luogo di accoglienza e solidarietà, l’abbazia è anche ambiente di cultura e spiritualità, aperta al pubblico, che ha la possibilità di ammirare la sua arte e la sua storia che conta ben otto secoli. Un luogo di aggregazione per il territorio, dove organizziamo diversi eventi culturali, come serate musicali, spettacoli teatrali, convegni, laboratori per bambini, cercando sempre di mantenere lo spirito dell’abbazia, declinandolo ai nostri giorni. È un luogo anche a disposizione di cittadini e aziende che sono alla ricerca di un posto di tranquillità e grandi spazi dove organizzare formazioni professionali e cene, battesimi e comunioni.

Certo, la pandemia ha creato grossi problemi per la realizzazione di tutte le attività e gli eventi, per cui abbiamo riadattato spazi e mansioni in nome della resilienza che da sempre ci caratterizza. Abbiamo, per esempio, creato delle squadre di lavoratori che si sono occupati di sanificazioni, pulizie e manutenzioni; lavori che tuttora stiamo portando avanti e che vorremmo proseguire anche dopo l’emergenza sanitaria.

Già in questo mese di settembre stiamo pian piano riprendendo le attività rivolte al pubblico, sempre con la garanzia delle misure di sicurezza e tutela della salute.

L’appuntamento più imminente è “Mirasole in festa”, in programma il 19-20 settembre: una festa dedicata a tutta la famiglia per salutare l’estate e dare il benvenuto a un autunno di rinnovate attività. Per entrambe le giornate si terranno performance musicali di band e solisti che si esibiranno sul palco della corte agricola, laboratori per adulti nell’orto dell’abbazia, giochi per bambini, birrifici artigianali e stand con prodotti naturali.

Ci tengo a ricordare, in particolare, l’appuntamento di sabato pomeriggio, quando verranno a trovarci i nostri amici Bianca Borriello e Stefano D’Andrea, che interpreteranno dieci storie di fragilità di persone senza dimora tratte dal libro fotografico “Umani a Milano per Progetto Arca”, che ha sancito lo scorso anno i 25 anni di vita della nostra Fondazione. Le letture saranno accompagnate dalle note dal vivo del gruppo post rock EUF e dalle immagini proiettate dei volti degli Umani a Milano, catturati dall’obiettivo del collettivo fotografico di Stefano, che nel corso dello scorso anno ha seguito le uscite serali delle Unità di strada e ha conosciuto la vita nei centri di accoglienza che gestiamo a Milano.

La domenica, invece, vorrei invitare tutti coloro che lo desiderano a partecipare al grande “pranzo sociale” preparato dal personale in fragilità che lavora per l’impresa sociale. Un modo per sostenere in ritrovata compagnia il riavvio dei nostri progetti di inclusione dedicati a chi è più in difficoltà.

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