Ilaria Capua “Ho rischiato anche ergastolo”/ “Via dall’Italia per la vergogna ma…”

- Silvana Palazzo

Ilaria Capua confessa: “Ho rischiato anche ergastolo”. La vicenda risale al 2014, quando viene accusata di essere trafficante di virus: “Via dall’Italia per la vergogna, ma non era vero”

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Ilaria Capua

Il 5 luglio è una data “speciale” per Ilaria Capua, un anniversario importante che infatti ha ricordato anche sui social. «Sono passati quattro anni dal mio proscioglimento dall’accusa di procurata epidemia ed altri 11 reati penali», ha scritto la direttrice dell’One Health Center alla University of Florida. Il tweet include una copertina de L’Espresso dell’epoca, ma anche tanta amarezza. «Per questo ho rischiato l’ergastolo. Per vergogna ed umiliazione ho lasciato l’Italia. Si erano sbagliati però. Non era vero». La vicenda risale al 2014, quando parte l’indagine della procura di Roma. Ilaria Capua, che era una delle scienziate più in vista all’epoca, viene accusata di essere una trafficante di virus e di arricchirsi attraverso accordi con aziende farmaceutiche per produrre vaccini per la malattia della lingua blu e l’aviaria. Alla fine viene scagionata, ma nel frattempo vola negli Stati Uniti. Il 5 luglio 2016 l’inchiesta viene chiusa con il non luogo a procedere e il proscioglimento della scienziata.

ILARIA CAPUA E L’ACCUSA DI ESSERE TRAFFICANTE DI VIRUS

Da “mente rivoluzionaria” a “trafficante di virus” per un sospetto. Nel 2013 Ilaria Capua era entrata anche alla Camera dei deputati, da esponente di Scelta civica, il partito di Mario Monti. L’anno dopo la bufera con l’indagine per corruzione, abuso d’ufficio e traffico illecito di virus in un’inchiesta della procura di Roma in cui si sospetta un mercato illegale dietro i vaccini. Lei si batte per la sua innocenza, che viene poi certificata. Ma per quella vicenda l’ha ferita, perché ha provato vergogna e umiliazione, due motivi per i quali ha sentito la necessità di lasciare l’Italia. Ha cambiato vita, ma l’epidemia di coronavirus l’ha fatta ripiombare nella paura. «Anzi, sono spaventata dal fatto che tutta questa grande visibilità non mi si rivolga contro. Magari diranno che il coronavirus l’ho creato io. Per questo sto in guardia», ha dichiarato nelle scorse settimane al Corriere della Sera. Una confessione che la spinse anche a dire: «Sono una guerriera, ma non mi illudo e aspetto la prossima sberla».



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