Ilaria Capua/ “Pandemia covid esplosa anche per i social, pesa il fattore virtuale”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo la virologa Ilaria Capua, nella diffusione della pandemia di covid ha pesato molto anche il “fattore virtuale”, la diffusione incontrollata di notizie sui social

Ilaria Capua
Ilaria Capua (LaPresse, 2020)

Non tutti i virus sono destinati a creare una pandemia come accaduto con il covid. Molto dipende da tre diversi fattori a cominciare dal “fattore virus”, come scrive sul Corriere della Sera la nota virologa Ilaria Capua: “Il «fattore virus» è la componente unica e insostituibile” del virus “Sono certa – aggiunge – che più e più volte in questi anni si siano create condizioni analoghe per l’emergenza di un coronavirus pandemico ma che sempre, fino al 2020, moltissimi di questi si siano estinti mentre altri come Sars, Mers, influenza Aviaria, influenza Suina, Ebola e Zika sono state tenute più o meno sotto controllo nel giro di qualche mese”.

C’è poi il secondo fattore, che è quello umano, e che fa la differenza fra una diffusione del virus incontrollata e un’altra invece circoscritta: “La pandemia del 2020 – spiega ancora Ilaria Capua – ci informa che la sua evoluzione è particolarmente dipendente dal comportamento dei singoli individui e dai sistemi in cui gli individui operano”. In tutto ciò ha giocato un fattore chiave la movimentazione di persone a livello internazionale, nazionale e locale “Chiamiamolo quindi «fattore individuo» e questo comprende oltre alle caratteristiche dell’individuo stesso e la sua recettività personale all’infezione anche per esempio la sua mobilità”.

ILARIA CAPUA: “NESSUNA PANDEMIA TRATTATA DAI MEDIA COME QUELLA DI COVID”

Vi è infine un terzo fattore legato alla diffusione di una pandemia, che è quello virtuale, le informazioni e i social media, che mai fino ad ora aveva interessato un virus: “Mai, negli ultimi cento anni (durante i quali ci sono state cinque pandemie influenzali) – prosegue Ilaria Capua – l’informazione è stata così pervasiva, liquida e impicciona di argomenti complicati anche per gli addetti ai lavori. Il punto chiave che forse sfugge ai più è che questo è il fenomeno biologico e sociale più misurato della storia”. Secondo la virologa, è errato ridurre il tutto “a misura di clickbait o di telespettatore disattento. Perché non è giusto: si disorienta chi poi ha le chiavi per uscire da questa situazione cioè le persone che altro non sono che il «fattore individuo»”. In questo anno abbiamo assistito ad una proliferazione incontrollata di notizie sul coronavirus, molte delle quali totalmente false e infondate: “Oltre alle informazioni giuste o sbagliate, ma comunque pubbliche e quindi tracciabili e verificabili, vi è il mare magnum dei social media – dice a riguardo la luminare – e certo direte voi, questo lo sapevamo. Ecco io volevo solo assicurarmi anche che fosse chiaro che è proprio attraverso il delirio di messaggi che si muovono nella connettosfera dei social e attraverso l’amplificazione di informazioni ambigue emesse da media anche molto accreditati che si determina quello che succede al «fattore virus»”. Si deduce di conseguenza che i principali effetti determinanti la pandemia sono quelli virtuali, che influenzeranno ancor di più tutti gli altri fattori: “Una pandemia reale che si evolve spinta soprattutto da forze che nel mondo biologico non esistono”.

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