ANTI-CRISI/ Quadrio Curzio: “l’allarme” di FederlegnoArredo può salvare l’industria italiana

- int. Alberto Quadrio Curzio

Per ALBERTO QUADRIO CURZIO, la recessione sta producendo effetti più nefasti in Italia che non in Spagna e Gran Bretagna perché sta erodendo progressivamente il nostro settore manifatturiero

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Foto: InfoPhoto

“Se non verrà accolta la richiesta di inserire gli arredi nella detrazione Irpef del 50% il numero di imprese che chiuderà sarà di proporzioni tali da indurre le istituzioni a doversene occupare nei prossimi mesi in condizioni ancor più drammatiche e dolorose per tutti”. Lo afferma il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero, a una settimana dalla conferenza stampa che ha visto risuonare il grido di allarme per la situazione del settore, che dal 2008 a oggi ha perso 14 miliardi di euro di fatturato, oltre 10mila aziende e più di 51mila occupati. Proprio per questo la federazione confindustriale delle aziende del Legno Arredo ripropone la misura che permetterebbe di aumentare i consumi del settore a livello nazionale di 1,2 miliardi di euro, con una crescita pari al 20%. La proposta ha già raccolto il sostegno delle associaizoni di artigianato Confartigianato Legno Arredo e Cna Produzione, del commercio Federmobili, dei costruttori Ance e dei sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. Per il presidente di FederlegnoArredo, “senza questo intervento ci troveremo nel mezzo di un’emergenza nazionale le cui drammatiche conseguenze segneranno il nostro Paese negli anni a venire. Il rischio è elevato, sono però certo che le nostre istituzioni sapranno comprendere che non c’è più tempo per le esitazioni e i rinvii, ma è giunto il momento di agire”. Ilsussidiario.net ha intervistato il professor Alberto Quadrio Curzio, preside di Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano.

Fino a che punto i dati su fatturato, imprese e posti di lavoro persi nel settore sono lo specchio fedele di quanto sta accadendo all’intera economia italiana?

Sulla base dei nostri dati macroeconomici è evidente che la situazione recessiva dell’economia italiana è pesante. La domanda interna scenderà del 3,7% nel 2012.

La causa è l’incremento della pressione fiscale?

La pressione fiscale è pari a quasi il 45% formale del Pil e sale a quasi il 55%, se si toglie dal Pil la parte imputata, cioè quella del sommerso. Ciò ha degli effetti pesanti sulla dinamica dei consumi e in particolare su quelli di beni durevoli. Diverso è il discorso relativo al fatto che le nuove tasse siano misure che dovevano essere prese, perché noi sappiamo che sono state attuate per bloccare la crisi del debito. In questo senso dico che siamo tra Scilla e Cariddi.

Che cosa emerge dai dati sulla fiducia dei consumatori?

Il clima dei fiducia dei consumatori, sulla base di dati accreditati, ha continuato a scendere fino a settembre. Poi si è in parte ripreso, ma siamo a livelli tuttora piuttosto bassi, intorno al 70. Ci sono stati momenti in cui il clima di fiducia era superiore a 100, e quindi oggi il suo livello è obiettivamente depresso. La situazione è quindi piuttosto complicata, d’altra parte è difficile fornire una risposta definitiva. L’Europa ha imboccato una strada di rigore fiscale senza pensare adeguatamente alla crescita, e ciò rappresenta un pericolo grave per l’Europa stessa.

 

Che cosa ne pensa nello specifico della proposta di FederlegnoArredo sulla detrazione Irpef del 50%?

 

Questa proposta, che peraltro era già stata considerata anni fa, andrebbe ben calibrata sulla tipologia di arredi. In ogni caso darebbe una grande spinta alla domanda, in quanto le misure di fiscalità alleggerita sulle ristrutturazioni degli immobili stanno producendo dei buoni effetti. E’ evidente quindi che una misura come quella proposta da FederlegnoArredo avrebbe degli effetti molto positivi.

 

Secondo Snaidero, se la proposta non dovesse essere accettata, “il numero di imprese che chiuderà sarà di proporzioni tali da indurre le istituzioni a doversene occupare” …

 

Escluderei che si tratti di un’affermazione allarmistica, la ritengo piuttosto una constatazione allarmata. La domanda interna in Italia è crollata, e siccome una parte della nostra produzione industriale è rivolta proprio ai nostri consumatori l’effetto si vede. Il crollo della domanda interna in Gran Bretagna o in Spagna, poiché in quei Paesi si producono pochi beni di consumo durevoli, ha determinato un crollo delle importazioni. In Italia la caduta della domanda interna ha determinato anche un crollo della produzione. Quindi una misura di fiscalità alleggerita come quella proposta da FederlegnoArredo, certamente avrebbe un effetto positivo. Si tratta di un intervento necessario, se vogliamo evitare una forma di deindustrializzazione in settori nei quali noi siamo ancora forti.

 

Per quale motivo il crollo della domanda produce effetti più gravi in Italia rispetto a Gran Bretagna e Spagna?

 

Le aziende italiane nei beni di consumo durevoli sono delle buone imprese, oserei dire in molti casi ottime. I loro prodotti sono competitivi, di qualità e in grado di tenere il mercato internazionale. Occorre però fare attenzione, in quanto molte di queste imprese hanno anche una base interna. La Gran Bretagna è pressoché deindustrializzata, l’Italia al contrario è un’economia manifatturiera. Quindi è ben vero che le imprese prevalentemente orientate alla produzione interna potranno riposizionarsi sulle esportazioni, ma non è un’operazione che si completa in poco tempo. Concordo quindi con FederlegnoArredo sul fatto che la situazione è molto difficile, in quanto i consumi interni stanno crollando a ritmi piuttosto pesanti.

 

(Pietro Vernizzi)

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