LA STORIA/ Dall’Expo “l’innovazione” che cambia alberi e città

Dopo aver lavorato al celebre Bosco Verticale, la Peverelli srl è impegnata anche in alcuni progetti che hanno a che fare con Expo 2015. Ce ne parla GIORGIO PEVERELLI

27.12.2014 - int. Giorgio Peverelli
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Uno dei lavori di piantumazioni della Peverelli slr

Osservando alcune colonie di piante fiorire sul muro di casa sua è arrivato a brevettare il sistema di “verde verticale” che, nel 2012, ha portato la sua impresa, la Peverelli s.r.l. a vincere il prestigioso riconoscimento del Guinness World Records per la realizzazione della parete verde verticale più grande del mondo (presso il Centro Commerciale “Il Fiordaliso” di Rozzano, periferia milanese). Poco più di un mese fa il Bosco Verticale (le due torri progettate dallo Studio Boeri nel quartiere Garibaldi a Milano), per cui la Peverelli ha realizzato la parte verde (oltre 1000 esemplari, tra alberi, cespugli, piante da fiori), ha ottenuto il premio “International Highrise Award” per il grattacielo più bello e innovativo del mondo. 

Ora in azienda fervono i lavori per la piantumazione dell’Expo 2015, con alberi, arbusti, prati messi a dimora da oltre due anni, impegno per cui l’impresa familiare di Fino Mornasco, provincia di Como, ha dovuto mettere a disposizione tutto il sapere dei suoi 125 anni di storia, come racconta a ilsussidiario.net Giorgio Peverelli, presidente dell’azienda.

L’Expo è ormai alle porte e voi siete direttamente implicati nella realizzazione dell’evento. Qual è esattamente il vostro compito? 

Creeremo una cintura boschiva naturale di oltre 5.000 alberi e 50.000 tra arbusti e tappezzanti lungo il perimetro di Expo e lungo i corsi d’acqua che lo attraversano, formando una passeggiata suggestiva da percorrere a piedi e in bicicletta. 

A che punto sono i lavori?

I lavori all’interno del sito espositivo sono iniziati nel gennaio di quest’anno e proseguono mano mano che i lotti sono pronti. Dovranno essere terminati entro il 30 marzo 2015.

Quanto di ciò che state realizzando rimarrà come patrimonio per il territorio? 

Non è ancora chiaro cosa verrà fatto di ciò che sarà piantumato dentro la zona dell’Expo, dipenderà da chi rileverà l’area. Piuttosto, la Peverelli ha da poco ultimato il Parco di Rho-Pero.

Ce ne può parlare?

Sono 50.000 mq limitrofi a Expo che resteranno a dotazione permanente del territorio e che interpretano l’alternanza tra aree-verdi e aree-gioco tramite una concezione integrata tra green design ed elementi di arredo urbano. Inoltre, almeno il 60% delle essenze vegetali è stato fatto con un sistema innovativo che garantisce il 100% dell’attecchimento.

Di cosa si tratta?

Si tratta dell’Air-pot, un sistema brevettato per allevare alberi e arbusti, costituito da contenitori di polietilene ad alta densità di riciclo che permette alle radici di respirare e crescere velocemente, sane e fitte, auto-potandosi.

Che vantaggi comporta?

Oltre a un maggiore successo nell’attecchimento, questo metodo permette la piantagione in ogni mese dell’anno e non soltanto nei sei (da febbraio a metà maggio e da ottobre a dicembre) come usualmente succede. Questo porterà indubbiamente a un grande miglioramento ambientale, con effetti evidenti, in particolare per le future generazioni.

Il vostro lavoro è direttamente implicato nella sfida lanciata dal tema di Expo che riguarda la sicurezza (come estrarre il massimo dai campi coltivati) e la qualità alimentare. Quello che porterete sarà esemplificativo di ciò che per voi è un rapporto sano con il verde e il territorio?

Siamo convintissimi della sfida lanciata da Expo, infatti da più di due anni un nostro team sta lavorando sulla ricerca dei prodotti alimentari che porteremo all’esposizione: sono moltissimi e in molte varietà, sia di genere vegetale che cerealicolo, da coltivare in pieno campo, in orizzontale e in verticale. 

 

In che senso questo risponde alla sfida di Expo?

Per le ampie possibilità che offre il sistema verticale, ma non solo: tramite produzioni intensive, si possano impiantare colture idroponiche (in vasche con poca acqua) e colture dinamiche che seguono l’andamento del sole: ciò equivale ad avere raccolti di qualità e quantità superiore alla norma con grandi risparmi energetici. Sono naturalmente sistemi che potranno essere esportati in molti Stati.

 

Passiamo al Bosco Verticale: la principale motivazione del premio ottenuto riguarda il rapporto tra architettura e natura considerato innovativo. In che senso lo è?

Per la prima volta sono state usate su dei grattacieli le stesse specie vegetali utilizzate per dar forma a parchi e giardini. Nel Bosco Verticale, finalmente, grandi architetti hanno abbinato verde e architettura, e ora siamo solo all’inizio di una nuova epoca, ma siamo convinti che tra qualche anno si coltiveranno grandi orti anche su palazzi e magari scendendo dall’ottantesimo al quarantesimo piano, si potrà acquistare frutta e verdura a Km zero!

 

Che difficoltà avete incontrato?

Le problematiche da affrontare sono state tante: la dimensione delle fioriere, il tipo di drenaggio, il terriccio più adatto, il doppio ancoraggio delle piante, l’impianto di irrigazione e di fertirrigazione, il sistema di manutenzione eseguito completamente con tree climbing.

 

Come avverrà quindi la manutenzione?

Per la prima volta al mondo, una squadra di cinque giardinieri super specializzati controllerà le piante più volte all’anno e osserverà il loro comportamento, potandole e disinfettandole senza che i rami cadano dall’alto e rimuovendo piccoli rami inutili. 

 

A quasi due mesi dalla sua inaugurazione come procede il processo di integrazione tra flora, fauna e abitanti delle due torri?

Chi abita ha potuto godere dei colori dell’autunno e delle fruttificazioni di alcuni alberi. Credo che un altro momento suggestivo sarà l’arrivo della neve, quando si potrà toccarla, scattare fotografie verso gli angoli più interessanti della città, oppure verso le montagne, la Grigna, il Resegone.

 

E nei mesi caldi?

Con l’arrivo della primavera, poi la vegetazione si sveglierà, e rivestirà il grattacielo di fiori e colori. Tra le timide temperature, le api, le farfalle e i primi uccelli cominceranno a volare da un albero all’altro, arriveranno verso la cima del grattacielo trovando tra i rami degli alberi il luogo più adatto per costruire il nido. Allora si capirà l’importanza di avere un quadro vivente sul proprio balcone.

 

Conti alla mano, anche relativi alla manutenzione, ritiene ragionevole un progetto fatto in quel modo, al punto che venga replicato? Non è una scommessa con un prezzo troppo alto?

Non bisogna mai ragionare su quanto può costare un’opera, diversamente i grandi pittori e scultori di un tempo non avrebbero mai eseguito opere così importanti. A partire da questo primo esempio si potrà senz’altro migliorare e accostare a nuovi modelli la simbiosi tra verde e architettura.

 

Il tema dell’habitat naturale per le persone che vivono nelle grandi città è sempre più sentito. La soluzione del Bosco Verticale è rivolta a un target facoltoso. D’altra parte la giuria lo ha valorizzato come “modello di sviluppo di aree ad alta densità di popolazione”. Cosa si può fare per le zone periferiche?

Andando molte volte all’estero, ho notato che con maggior frequenza nelle periferie della città gli abitanti ornano balconi, terrazzi, piccoli angoli di giardino con moltissimi fiori e arbusti. Al contrario nel centro delle città, eccezion fatta per le grandi piazze tradizionali, rimangono solo i palazzi storici, bellissimi ma austeri. 

 

E che considerazioni fa?

Tanta gente intorno che corre e si affanna… Poi mi chiedo: non sarebbe meglio vivere la periferia e godersi quei tanti piccoli spazi verdi? Godere del colore e del profumo che emanano i fiori sdraiati su una panchina e leggere in pace un libro o meglio ancora un romanzo che ti possa trasportare nel tempo e vivere momenti di serenità e felicità…

 

Il problema dello sviluppo del green urbano è destinato a essere uno status symbol per le persone facoltose o potrà essere diffuso come un segno di civiltà? 

Io la penso proprio al contrario. Un albero, un arbusto, un prato fiorito non è mai uno status symbol: l’albero è l’albero, l’arbusto è l’arbusto e il prato è il prato. La natura verde è qualcosa che tutti possono apprezzare, oltre che rispettare. Quando la si vandalizza si va contro noi stessi togliendoci serenità, felicità, amore.

 

Altri progetti in cui siete impegnati e che ritenete importanti?

Il grande parco con le Nuove Residenze di City Life. Un anno esatto fa si inaugurava il primo lotto del Parco, un grande spazio verde che collega il Parco Sempione con il proseguimento dei Raggi verdi sino ad arrivare a Expo 2015.

 

Che valore vede in queste realizzazioni?

Questi sono i grandi progetti che cambieranno il volto alla metropoli milanese, dando al visitatore proveniente da tutto il mondo la possibilità di sostare su una panchina e assaporare il clima milanese, magari all’ombra di un grande albero attorniato da grattacieli di nuova costruzione.

 

(Silvia Becciu)

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