Impronte digitali vs furbetti cartellino/ Legge Concretezza, riforma PA di Bongiorno

- Niccolò Magnani

Ministro Giulia Bongiorno lancia la riforma della Pa con l’entrata in vigore della legge Concrettezza: impronte digitali contro i furbetti del cartellino

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Giulia Bongiorno (Lapresse)

Con un’annuncio all’Agenzia Ansa il Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno conferma l’entrata in vigore del Ddl Concretezza, nei fatti una riforma della PA sotto diversi punti di vista: «Felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della P.a, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe». Secondo il Ministro di area Lega, con l’entrata in vigore del Ddl Concretezza viene rivendicata la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali e non solo, anche «nuove risorse in settori strategici e aiuti alle amministrazioni in affanno». Dalle impronte digitali contro i furbetti del cartellino fino a nuove migliorie per rendere più efficiente il lavoro nei diversi ambiti della Pubblica Amministrazione. «Sistema di fraudolenta solidarietà per timbrare? Se fosse riscontrato quanto emerge dalle indagini sarebbe gravissimo! Con le impronte digitali stop ai truffatori e alla ‘fraudolenta solidarietà», spiega ancora il Ministro Bongiorno facendo al recente caso dei furetti del cartellino nell’ospedale di Molfetta (Bari) con ben trenta indagati.

IN COSA CONSISTE LA RIFORMA DEL MINISTRO BUONGIORNO

Come spiega Repubblica, il regolamento della nuova legge Concretezza dopo l’approvazione in Senato in via definitiva il 13 giugno scorso – con il titolo «Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo» – sarebbe già stato inviato al Garante della Privacy. Se poi confermato, a seguire sarà inviato per altri pareri alla Conferenza Unificata e infine anche al Consiglio di Stato. Per quanto riguarda i decreti attuativi – in merito alla nuova legge che norma le impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro per dipendenti pubblici – dovrebbero essere ultimati entro e non oltre il mese di settembre 2019 per far così entrare in vigore in maniera definitiva già dal prossimo autunno. Per il Governo e in particolare per il Ministro Bongiorno, casi come quelli visti in Puglia e purtroppo in tante altre realtà della PA in Italia non dovranno più accadere: scoprire come hanno fatto i finanzieri di Molfetta un sistema di fraudolenta solidarietà tra dipendenti del “Don Tonino Bello” per timbrare il cartellino e assentarsi dal lavoro durante l’orario di servizio non dovrà mai più avvenire. Restano diversi dubbi nel merito come migliorare poi nel concreto il lavoro delle PA e per quello non basterà limitare l’ignobile pratica e truffa dei “furbetti”: come segnalava sul Sussidiario già a dicembre scorso Luigi Oliveri, «C’è da chiedersi come si possa considerare davvero “concretezza” una riforma del pubblico impiego asfittica, legata al solo tema della rilevazione delle presenze, mentre nel contempo continua a mancare, come da anni avviene, qualsiasi slancio per introdurre strumenti reali di valutazione della produttività. Dovrebbe essere chiaro che se è utile e indispensabile essere certi che il dipendente è presente in servizio, altrettanto doveroso è pensare a sistemi che individuino i prodotti da realizzare, i costi necessari, i tempi e i metodi di realizzazione, gli obiettivi da cogliere e le modalità per valutarli. In parole più povere, manca ancora il sistema per sapere esattamente cosa facciano i dipendenti pubblici tra una timbratura e l’altra».



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