“In Italia due virus da Germania”/ Studio sul coronavirus: “Mutazioni costanti ma…”

- Silvana Palazzo

Coronavirus, “in Italia due virus da Germania”. Lo rivela studio del Celio di Roma: “Mutazioni costanti ma non sappiamo se è più aggressivo”, dice il Colonnello dell’Esercito Florigio Lista

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Coronavirus, lo studio del Celio

Dallo studio del coronavirus in Italia è stato possibile scoprire che Sars-CoV-2 ha subito diverse mutazioni finora. Lo ha rivelato a “L’Aria che tira” il Colonnello dell’Esercito Florigio Lista del Celio di Roma. Qui il Dipartimento scientifico del Policlinico Militare ha sequenziato con l’Istituto superiore di sanità gli interi genomi del coronavirus facendo delle scoperte interessanti. In primis, il ceppo del “nostro” virus non è arrivato dalla Cina, ma dalla Germania. «Dai tre genomi virali della coppia di turisti cinesi emergono solo due variazioni rispetto al virus cinese». Ma i genomi dei pazienti italiani contagiati mostrano invece delle differenze. «Ci sono quattro mutazioni che ricorrono, che corrispondo a quelle dei tedeschi». Ma è stata scoperta anche una quinta mutazione in alcuni. «Dalla Germania abbiamo ereditato due virus, uno con quattro mutazioni e un altro con cinque». Quindi si può dire con certezza che il coronavirus sia stato importato dalla Germania, a conferma del fatto che il paziente zero sia tedesco.

CORONAVIRUS ITALIA, “MUTAZIONI COSTANTI”

«Dall’allineamento delle sequenze genomiche si può dire con certezza che il coronavirus in Italia è stato ereditato dalla Germania». Ma non da un paziente, bensì due. Lo ha spiegato con estrema chiarezza il Colonnello dell’Esercito Florigio Lista, in collegamento dal Celio di Roma con “L’Aria che tira”. «Le iniezioni del virus dalla Germania sono state due. In una c’è una differenza che non troviamo in un’altra». A precisa domanda di Myrta Merlino sulle mutazioni che potrebbe aver subito il coronavirus in queste settimane, Florigio Lista ha dato una conferma, ma non si è sbilanciato sugli scenari che ciò potrebbe produrre. «Noi vediamo che le mutazioni sono costanti, anche all’interno di focolai epidemici ristretti osserviamo piccole variazioni. Poi non sappiamo se queste mutazioni e variazioni facciano meglio al virus o a noi». Il Colonnello dell’Esercito ha precisato quindi che quel che al momento non si sa in merito alle mutazioni di Sars-Cov-2 è «se il virus si attenua o diventa più aggressivo».



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