Incinta senza tampone, ospedale non la visita: perde bambino/ La denuncia della donna

- Luca Bucceri

Incinta senza tampone, ospedale non la visita: perde bambino fuori la struttura, le avevano detto di tornare a casa

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Ambulanza, immagine di repertorio (Pixabay)

La giornata di martedì 11 gennaio 2022 si è rivelata essere tragica per una giovane donna che si era recata presso il pronto soccorso Ostetrico di Sassari dopo alcuni problemi con la sua gravidanza. Come raccontato da La Nuova Sardegna la donna, alla quinta settimana, aveva avvertito dei forti dolori alla pancia e per questo motivo aveva deciso di ricorrere ad una visita degli specialisti, ma una volta arrivata in struttura è arrivato il fulmine a ciel sereno: i controlli stringenti contro il Covid-19.

Già vaccinata in doppia dose e con la terza già prenotata, la donna ha infatti cercato di superare uno dei più difficili ostacoli posti dai sanitari presenti in struttura. Il personale infatti, per poter permettere ai pazienti di entrare in ospedale, gli avevano chiesto un tampone molecolare negativo. La donna, sprovvista e impossibilitata a farlo nell’immediato, è stata dunque respinta e nonostante la lieve emorragia in atto è stata mandata a casa insieme al marito che l’aveva accompagnata al pronto soccorso. Poco dopo, però, l’aborto spontaneo.

INCINTA SENZA TAMPONE, PERDE BAMBINO FUORI DALL’OSPEDALE

Come raccontato a La Nuova Sardegna dal marito, la donna non è stata visitata perché sprovvista di tampone recente: “Non si può fare subito? Chiediamo. La risposta è che prima di lunedì sarebbe stato impossibile. In ogni modo ci tranquillizza dicendoci di tornare pure a casa, monitorare la perdita, e qualora dovesse aumentare, di ripresentarsi immediatamente”. Usciti, i due si sono recati nel parcheggio per recuperare la macchina, ma non hanno fatto in tempo a salire sull’auto che la perdita si è fatta copiosa.

L’aborto spontaneo, nel parcheggio della struttura, è stato preso con profonda delusione dalla donna: “So benissimo che queste cose durante il primo mese possono capitare. E non voglio dire che una visita avrebbe potuto cambiare il destino. Ma io mi sento profondamente triste e arrabbiata, perché ciò che mi è mancata è stata la comprensione umana. Mi sono sentita messa da parte, perché penso che una visita a una mamma che sta male, che aspetta questo tesoro da cinque anni, sia un diritto sacrosanto. Mi avrebbe aiutato ad accettare tutto con meno amarezza”.

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