MORTE MALATI COVID: PRIMARIO MONTICHIARI ARRESTATO/ Dosi letali “no indagine interna”

- Emanuela Longo

Medico del pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari arrestato con l’accusa di aver indotto intenzionalmente la morte in due pazienti Covid

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Foto Claudio Furlan (LaPresse)

Emergono nuovi dettagli in merito al caso del medico che avrebbe provocato lo scorso marzo la morte di alcuni pazienti Covid. Si tratta del primario del pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari come confermato dai carabinieri del Nas a Fanpage. Il portale ha contattato anche l’azienda socio sanitaria che però ha spiegato di voler mantenere il massimo riserbo sulla vicenda. La struttura sanitaria degli Spedali Civili ha invece commentato spiegando di non aver per il momento disposto alcuna indagine interna: “c’è un’indagine della Procura che è superiore a qualsiasi altra indagine. Ci rimettiamo ai magistrati”.

Il primario, scrive ancora Fanpage.it, “sarebbe Carlo Mosca che al momento si trova agli arresti domiciliari per timore di una reiterazione del reato e sarà interrogato dagli inquirenti nei prossimi giorni”. A suo carico pesa l’accusa gravissima di omicidio per aver somministrato volontariamente – secondo la procura di Brescia – degli anestetici a pazienti affetti di Coronavirus inducendoli alla morte. Secondo quanto emerso a Fanpage, inoltre, in una vittima sarebbe stata accertata la presenza del farmaco mentre in una seconda “elementi tali da lasciar pensare che sia stata condotta un’attività illecita”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MEDICO BRESCIA ARRESTATO

Un medico del pronto soccorso di un ospedale del Bresciano è stato arrestato dai carabinieri del Nas con l’accusa di aver indotto la morte in due pazienti affetti da Covid. E’ quanto riferisce oggi TgCom24: secondo gli inquirenti il medico ora accusato di omicidio avrebbe intenzionalmente somministrato a pazienti con Coronavirus dei farmaci anestetici e bloccanti neuromuscolari causando la morte in due di loro. I fatti contestati sarebbero avvenuti lo scorso marzo, in piena pandemia, proprio quando c’era grande pressione sugli ospedali.

Le indagini sono iniziate due mesi dopo la morte dei due pazienti Covid grazie al supporto di accertamenti tecnici di medicina legale disposti dall’Autorità giudiziaria. Analizzando le cartelle cliniche dei numerosi pazienti morti a causa del Covid è stato riscontrato in alcuni casi un repentino e talvolta inspiegabile peggioramento delle condizioni di salute.

INDUSSE MORTE IN DUE PAZIENTI COVID: ARRESTATO MEDICO A BRESCIA

Nell’ambito delle indagini, tre salme sarebbero state esumate per essere sottoposte ad autopsia. Nei tessuti e negli organi di una di loro sarebbe stata riscontrata la presenza di un particolare farmaco anestetico e miorilassante solitamente usato durante le procedure di intubazione e sedazione dei pazienti ma che se iniettato in dosi eccessive può provocare la morte degli stessi. Dal piano clinico dei pazienti deceduti e oggetto dell’indagine non compariva però la somministrazione di tali medicinali che invece era presente nei pazienti realmente intubati. Per questo tra le ipotesi di reato a carico del medico c’è anche quella di falso in atto pubblico. Dalle indagini sarebbe quindi emerso che il medico avrebbe somministrato ai pazienti Covid medicinali al fine di provocare una depressione respiratoria letale. Al momento il dottore è posto agli arresti domiciliari a causa del rischio di reiterazione dei reati e inquinamento delle prove.



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