Influenza, Ecdc “Prossima stagione potrebbe essere grave”/ Perché e chi è a rischio

- Silvana Palazzo

Influenza, allarme Ecdc: “Prossima stagione potrebbe essere grave”. Perché, chi è a rischio e i suggerimenti: dalle misure igieniche ai vaccini

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LaPresse

Anche se il numero di casi di influenza per ora è basso, il rischio che la stagione invernale si riveli grave a causa di essa è molto alto. A lanciare l’allarme è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) che in una nota ha evidenziato come l’influenza possa avere un impatto molto più forte. “Le indicazioni mostrano che la circolazione dell’influenza è al di sopra della soglia stagionale in Croazia, che è insolitamente precoce”. Il principale sottotipo segnalato tra i casi registrati nell’ultimo mese in Ue/See è A(H3N2) che colpisce in maniera sproporzionata le persone anziane ed è associato ad una minore efficacia del vaccino.

Questo è un segno che la prossima stagione influenzale potrebbe essere severa per le persone anziane e che i modelli di influenza possono variare tra i paesi in termini di tempistica”, afferma l’ECDC nella sua nota ufficiale. Pasi Penttinen, capo del programma antinfluenzale dell’ECDC, ha confermato che i rilevamenti precoci del sottotipo “sono un’indicazione che la prossima stagione influenzale potrebbe essere severa, anche se non possiamo sapere con certezza come sarà”. Peraltro, il timore è per le conseguenze che l’influenza potrebbe avere in relazione all’attuale pandemia Covid.

INFLUENZA E PANDEMIA COVID, CHI È PIÙ A RISCHIO

Un aumento importante di casi di influenza in questa fase della pandemia Covid “potrebbe avere gravi conseguenze per gli anziani e le persone con un sistema immunitario debole”, ha dichiarato Pasi Penttinen. Inoltre, ha spiegato che potrebbe rappresentare “un onere aggiuntivo sui sistemi sanitari già messi a dura prova” dal Covid. Per questo, l’ECDC sottolinea l’importanza di “prendere le precauzioni necessarie e proteggere coloro che sono più a rischio”.

Nella scorsa stagione era stata registrata una notevole diminuzione del numero di infezioni influenzali in Europa. “Ciò indica che gli interventi non farmaceutici, come evitare l’affollamento non necessario e il mantenimento delle misure igieniche, sono efficaci non solo nel frenare la diffusione della SARS-CoV-2, ma anche nell’influenza”, ha proseguito Penttinen. E ciò va tenuto conto soprattutto in ambienti come strutture sanitarie e case di cura. Gli esperti, dunque, invitano alla vaccinazione, oltre che contro il Covid, anche influenzale.



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