Inseguito da uomo con accetta: 16enne morto di infarto/ La mamma: “Voglio giustizia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Alle porte di Roma un 16enne è morto di infarto dopo essere stato inseguito da uno sbandato di uno stabile abbandonato. Ecco cosa è successo

Roma, coprifuoco
Coprifuoco Roma, scontri con la Polizia (LaPresse, 2020)

Un 16enne è morto per infarto dopo essere stato rincorso da un uomo con un’accetta. Dopo la bambina di 8 anni uccisa dal vicino di casa, e la 14enne Sheena, invece morta dopo essere stata involontariamente speronata dalla polizia durante un inseguimento, un nuovo fatto drammatico con protagonista un giovanissimo. La storia di Riccardo, il 16enne di cui sopra, è raccontata a Repubblica dalla mamma Daniela, che ha ricostruito quanto accaduto pochi giorni fa, il 26 febbraio, attorno alle ore 18:00.

L’adolescente si trovava presso il parco della Madonnetta di Acilia, sito alla periferia Sud di Roma, quando è stato appunto inseguito da un senza tutto che abita in un edificio abbandonato lì vicino; diversi disperati sono accampati in quello stabile, un ex centro sportivo che sorge a ridosso del parco, e l’aggressore sarebbe sbucato all’improvviso dalla struttura, inseguendo Riccardo e i suoi amici. Una corsa di circa 500 metri, ma fatale per il cuore del giovane, che spaventatissimo è stramazzato al suolo.

16ENNE MORTO DI INFARTO A ROMA, LA MAMMA: “QUELLO STABILE DEVE ESSERE ABBATTUTO”

Daniela, la mamma di Riccardo, si è in seguito recata sul luogo dove è avvenuto la tragica morte del figlio, e nello stabile abbandonato ha trovato tre uomini completamente ubriachi: “Ho chiesto loro chi avesse rincorso mio figlio – le parole della donna – uno si è fatto da parte, mentre gli altri mi dicevano che gli dispiaceva per lui. Poi, uno di loro ha alzato la voce: ‘Questa è casa nostra, il bambino è morto in mezzo alla strada, mica qua dentro’”. La mamma di Riccardo aggiunge e conclude: “Farò di tutto perché quell’edificio venga buttato giù. Non può esserci un luogo del genere nel mezzo di un parco cittadino”. Daniela ha raccontato anche gli attimi tragici prima della morte del figlio: “Riccardo si è accasciato al suolo senza più rialzarsi mi hanno detto che era caduto e sembrava non respirasse”, e quando è arrivata era ormai troppo tardi. Ora vuole sapere chi l’ha ucciso.



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