Insulti sui muri a Giorgia Meloni: “Tr*ia”/ Femministe tacciono, ma con Bellanova…

- Alessandro Nidi

Insulti sulle pareti a Ostia e Marsala contro Giorgia Meloni e Teresa Bellanova, ma le reazioni di solidarietà stentano ad arrivare…

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Giorgia Meloni, leader Fratelli d'Italia (LaPresse, 2019)

La notizia è stata riportata quest’oggi sulle colonne del quotidiano “Libero”: nelle scorse ore, rispettivamente a Ostia (Lazio) e Marsala (Sicilia) sono comparsi sui muri insulti indirizzati contro Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole. Partendo dal primo dei due casi, il messaggio riportato sulla parete posta di fronte al ristorante il cui titolare conosce bene la Meloni recitava: “Amico di Giorgia, fascisti di merda, Meloni tr*ia”, con tanto di falce e martello a corredare il tutto e a costituire una vera e propria firma. Non è tutto: oltre al “biglietto”, c’era anche il regalino. Come riferito dalla testata giornalistica sopra menzionata, ai piedi della serranda del locale è stata rinvenuta una sorta di molotov, una bottiglia con del liquido rosso al suo interno. A colpire è stato, tuttavia, il silenzio che ha permeato questa deplorevole vicenda, nella quale non si sono registrate levate di scudi in favore di Giorgia Meloni, mentre diverso è stato per Teresa Bellanova…

INSULTI CONTRO MELONI E BELLANOVA: LE SCRITTE DI MARSALA

Spostandoci in Sicilia, Teresa Bellanova, ex comunista, è stata definita “vox populi zecca rossa”, con tanto di croce celtica disegnata accanto alla scritta. Immediate le reazioni dei colleghi di partito del ministro delle Politiche Agricole, riportate da “Libero”: “Davide Faraone parlava di ‘becerume’ che ‘continua ad accanirsi con violenza contro la Bellanova’ a causa di ‘una politica irresponsabile che con le sue parole dà fiato al branco’, mentre Gennaro Migliore ribadiva che ‘questa orrenda scritta non va sottovalutata’ e ‘queste organizzazioni dell’odio e della paura vanno individuate e chiuse'”. Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità, ha dichiarato che “non sarà il linguaggio dell’odio a fermare l’impegno di chi crede nella vera politica”, mentre Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, ha definito le frasi “gravi e offensive, frutto di un clima avvelenato e di un accanimento verso “una donna impegnata in politica”.

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