12ENNE DISABILE INSULTATA SU CHAT WHATSAPP/ Bracconeri “Tutta colpa dei genitori”

- Niccolò Magnani

Una 12enne disabile è stata insultata e bullizzata via WhatsApp: il caso è trattato da Storie Italiane

Adolescenti e smartphone
Adolescenti e smartphone (LaPresse, 2019)

A Storie Italiane si tratta il caso della ragazzina disabile di 12 anni che è stata bullizzata e insultata per diverso tempo attraverso una chat sconvolgente. La giovane, a causa di questi episodi, aveva iniziato ad andare male a scuola, e a subire degli attacchi di ansia, fino a che ha svelato tutto ai genitori e il caso è venuto a galla. In studio presso il programma Rai c’è anche Fabrizio Bracconeri, noto volto della televisione, che ha commentato così: «Le famiglie devono insegnare che il primo compagno da invitare alle loro festicciole deve essere il disabile. A me da fastidio che si colpevolizza la scuola, la colpa è delle famiglie, incapaci di educare i figli. Oggi noi abbandoniamo i figli, genitori che non dedicano loro tempo e durante la settimana questi ragazzi fanno i danni veri». In studio si punta il dito soprattutto nei confronti dei genitori, come ha anticipato lo stesso Bracconeri, sottolineando l’incapacità di educare i figli, o ancora peggio, la non voglia di portarli sulla retta via, facendogli fare di tutto e di più e giustificandoli. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

12ENNE DISABILE INSULTATA SU CHAT WHATSAPP

Insulti costanti, umiliazioni e minacce, il tutto in una cita su WhatsApp intitolata “Noi ti odiamo”: questa la storia allucinate che arriva da Piacenza, raccontata questa mattina dal Corriere della Sera ma che arriva da diversi mesi di continue assurdità: ogni giorno la 12enne disabile (affetta da malattia invalidante a livello fisico) ha dovuto subire nella scuola classe di scuola media insulti e angherie di ogni tipo, il più classico dei casi di bullismo contro chi viene “giudicato” come diverso e meno avente diritto di “parola”. La ragazzina sapeva di quella chat contro la sua persona, sapeva di essere insultata praticamente ogni giorno e alla fine si è “ammalata d’ansia”: non voleva più tornare in classe ed esausta ha raccontato tutto ai genitori. Parte da quella denuncia poi fatta alla Procura di Piacenza l’indagine che il Tribunale dei minori di Bologna ha di fatto poi messo nel mirino 7 suoi coetanei indagati di violenza privata continuata, minacce e diffamazione. Al momento sono tutti non imputabili perché minorenni ma il segnale è quantomeno servito a sollevare l’orrendo caso di bullismo in una normalissima scuola media dell’Emilia.

INSULTI A 12ENNE DISABILE: LA CONDANNA DEL MIUR

Secondo quanto riportano i colleghi della cronaca locale de Il Piacenza, gli insulti sulla chat WhatsApp sarebbero stato solo l’apice di una lunga “strategia” di umiliazioni unite a insulti e scherni per via di quella malattia che rende disabile la 12enne vittima.  La scuola, informata della situazione, avrebbe sostenuto tra l’altro «che alla base ci sarebbe stato un problema di relazione interpersonale della ragazzina»: dopo le indagini fatte e dopo che il caso è uscito addirittura a livello nazionale, uno dei compagni di classe della 12enne ha fatto i nomi degli altri coetanei presenti in quella chat, e inoltre le ha chiesto scusa con una pubblica lettera in cui confessava tutto il pentimento per quanto fatto. « Il bullismo è una piaga sociale che lascia delle ferite profondissime nelle vittime. L’episodio di Piacenza, dove per mesi dei ragazzini hanno minacciato una loro compagna di classe, è inaccettabile. Tolleranza zero nei confronti di questi comportamenti vigliacchi» ha spiegato il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, con una nota del Miur.

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