Il pesce al venerdì: per riaffermare la nostra tradizione

- Paolo Massobrio

«Sono convinto che quello che noi siamo oggi sia il frutto dei valori che abbiamo ereditato, proprio da una storia di sapienza e di fede, per cui parole come laboriosità, ma anche solidarietà, compassione e persino perdono non sono altro che una tradizione» Parola del Ministro Luca Zaia

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«Sono convinto che quello che noi siamo oggi sia il frutto dei valori che abbiamo ereditato, proprio da una storia di sapienza e di fede, per cui parole come laboriosità, ma anche solidarietà, compassione e persino perdono non sono altro che una tradizione. È questa la nostra identità che ha forgiato un popolo, molto legato alla sua terra. Se siamo ospitali, se abbiamo favorito aperture verso altri popoli c’è un motivo, che va nel profondo di una storia».

Chi parla è Luca Zaia, ministro per le Politiche Agricole che difende la scelta del Comune di Roma per la il pesce di venerdì nel periodo di Quaresima: «Penso che quella del Comune di Roma – incalza Zaia – sia stata un’occasione in più per ribadire la nostra identità. Non capisco perché i cattolici non possano avere un’attenzione di questo genere, mentre le attenzioni a tutti gli altri, paradossalmente, hanno il benvenuto»

Bè piace questo Ministro perchè parla chiaro: su questo tema come sulla difesa dell’azienda diretto coltivatrice che ancora mantiene i germi di quella che si chiama innovazione in agricoltura verso la qualità. C’è poi un paradosso in tutta questa tempesta dentro a un bicchier d’acqua, gestita malamente dall’ideologia sinistra contro, sempre e comunque, al Comune di Roma; una polemica che agli occhi degli osservatori stranieri ci ha fatto fare la figura degli imbecilli. E il paradosso è che la dieta cattolica, comunque, è sulla medesima direzione della dieta che consigliano i dietologi, che nella variazione degli alimenti, con puntualità e non occasionalmente segnano un caposaldo della Dieta Mediterranea. Persino sul vino la Chiesa ci ha azzeccato. Lo disse San Benedetto nella sua Regola: “Un’enima di vino al giorno”, che sono proprio i due bicchieri consigliati ai pasti oggi. Detto questo, mentre i polemisti a tutti i costi si sono coperti di ridicolo con il boomerang della loro faziosità, fa piacere incontrare un Ministro, che su Avvenire ha dichiarato la sua fierezza di appartenere alla storia del nostro Paese, che è fatta anche della tradizione cristiana.

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