Islam in Francia, insegnanti si censurano per paura/ Fino al 70% evita temi religiosi

- Silvana Palazzo

Islam in Francia, pressione cresce: insegnanti arrivano a censurarsi per paura. Fino al 70% evita temi religiosi temendo proteste ed incidenti a scuola

iscrizioni scuola
LaPresse

La pressione dell’Islam si fa sentire in maniera così forte anche a scuola, in Francia, che gli insegnanti hanno paura ad affrontare tematiche religiose in classe. Basta ricordare quanto è accaduto tre mesi fa, quando Samuel Paty, un insegnante di storia e geografia, è stato decapitato vicino alla sua scuola per aver discusso con i suoi studenti delle vignette di Maometto pubblicate sul giornale Charlie Hebdo. Questo omicidio ha alimentato il clima di paura e tensione in Francia al punto tale che gli insegnanti arrivano ad autocensurarsi pur di non mettere a rischio la propria incolumità e/o quella degli studenti. Ne parla oggi Le Figaro, riportando i risultati di un’analisi condotta dal 10 al 17 dicembre dall’Ifop (Istituto francese di sondaggio d’opinione) per la Fondazione Jean-Jaurès e pubblicata il 6 gennaio scorso.

Da questo studio è emerso che non meno del 49% degli insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado afferma di essersi autocensurato nell’insegnamento di tematiche religiose per non provocare “incidenti” a scuola. Quindi, in Francia un docente su due si sente costretto a “limitarsi” nell’insegnamento per evitare conseguenze gravi. Un dato impressionante, soprattutto se consideriamo che questa percentuale è aumentata di 13 punti rispetto ad un’analisi fatta nel 2018. Dal 49% si sale addirittura al 70% se si prendono in considerazione le periferie.

PRESSIONE ISLAM IN FRANCIA: INSEGNANTI HANNO PAURA

La situazione è a dir poco preoccupante in Francia. «I religiosi si sono intromessi nella vita professionale degli insegnanti. Bisogna prendere coscienza dell’evoluzione dell’Islam radicale nel nostro Paese. Ogni insegnante si sta confrontando con questa realtà», osserva a Le Figaro Iannis Roder, professore di storia e geografia nonché direttore dell’osservatorio didattico della Fondazione Jean-Jaurès. Più della metà degli insegnanti denuncia che nelle scuole medie e superiori l’insegnamento è stato oggetto di proteste religiose nello sport, nell’educazione morale e civica e nelle scienze. «Si tratta di insegnamenti che possono scontrarsi con le visioni assolutistiche della religione islamica», aggiunge Roder. In questa situazione, dunque, i docenti si sentono soli, non sufficientemente supportati, quindi spesso ricorrono all’autocensura. Fatiha Boudjahlat, saggista ed insegnante di storia e geografia a Tolosa, parla di bambini «completamente intossicati dalla religione». Di fronte a questa situazione il sistema educativo francese non sembra fare abbastanza. «Vedo una grande vigliaccheria», dice Boudjahlat a Le Figaro. Il timore che la situazione precipiti è molto diffuso tra gli insegnanti. L’analisi mostra anche che un quarto degli insegnanti ritiene che Samuel Paty abbia sbagliato a tenere una lezione sulla libertà di espressione. Si arriva al 34% tenendo nelle scuole private. Numeri che devono far riflettere sulla pressione dell’Islam in Francia.

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