ITA AIRWAYS/ Sindacati, aerei, Ue e Sardegna: i fronti caldi per la “nuova” Alitalia

- Cristiano Spazzali

Ieri c’è stata la presentazione di Ita Airways, nuovo nome di ITA, la compagnia aerea che ha anche comprato il marchio Alitalia

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Aeroporto di Milano Linate, venerdì 15 ottobre 2021, sono le ore 6.20 ed è appena decollato con destinazione Bari operato da ITA, il volo AZ 1637. È un Airbus A320, decollato alla volta del capoluogo pugliese a inaugurare le operazioni di ITA, la nuova compagnia aerea di proprietà dello Stato. Era partito invece dall’aeroporto Cagliari Elmas alle 22.05 di giovedì 14 ottobre il volo AZ1586, diretto a Roma Fiumicino, l’ultimo volo Alitalia, volo che resterà ormai negli annali della storia e che segna l’addio ai cieli dell’ex compagnia di bandiera.

Ieri negli aeroporti di Linate e Fiumicino le operazioni di volo di ITA si sono svolte con una certa regolarità, salvo alcuni ritardi fisiologici dovuti a un’organizzazione che è appena agli inizi e a cui serve un po’ di tempo per entrare a pieno regime di attività. Alcuni ritardi si sono verificati un po’ in tutti gli aeroporti ma con una forchetta compresa tra i 5 minuti e comunque non oltre i 35-40, accettabile per una start up che nessuno avrebbe voluto far partire.

Sempre ieri nella home page dei sito internet www.alitalia.com, Alitalia in Amministrazione Straordinaria comunicava di aver cessato tutte le operazioni di volo, ed è così che si chiude una lunga storia durata 74 anni e che lascia purtroppo come eredità infausta la cassa integrazione per il 70% degli oltre 10mila dipendenti, un call center a Palermo da 680 persone che solo in parte troveranno un posto di lavoro e qualche assets (aerei e parti di ricambio) ancora da liquidare.

La nuova compagnia aerea dello Stato ha quindi preso in mano il testimone lasciato gioco forza da Alitalia, e che da ieri mattina sta operando su tutte quelle destinazioni che una volta erano affidate anche in via esclusiva (come ad esempio le rotte su Milano Linate) ad Alitalia e che con un accordo/decreto (peraltro tutto ancora da ratificare) ITA ha saputo fare proprie.

Anche il marchio Alitalia, com’era nei pronostici, è andato definitivamente a ITA. Con un comunicato stampa di tre righe sempre nella giornata di giovedì 14 ottobre 2021 l’Amministrazione Straordinaria ha fatto sapere che “Si è conclusa, in data odierna, la procedura di offerta pubblica avente per oggetto il marchio Alitalia Spa e il dominio www.Alitalia.com. Ad aggiudicarsi l’oggetto della procedura competitiva è stata la società ITA Spa ad un valore di 90 mln di euro”. A questo punto ITA potrebbe utilizzare il marchio Alitalia a proprio piacimento, e quindi gli aerei con la coda tricolore, il codice AZ, la biglietteria e anche le divise alle quali non dovranno più far cambiare i bottoni.

Ma, colpo di scena… Novità della conferenza stampa di ieri è stata la presentazione del nuovo brand di ITA. La nuova compagnia aerea infatti da oggi in poi si chiamerà Ita Airways. Ad avviso di chi scrive per Ita Airways era assolutamente necessario acquisire il brand Alitalia. Utilizzare gli aerei con il logo Alitalia e anche molto altro, sarebbe stato complicato da giustificare senza averne ottenuto la titolarità e avrebbe comportato una serie di costi extra di una certa entità. Meglio stare tranquilli e prendersi un po’ più di tempo per organizzarsi. È molto probabile quindi che questo nuovo marchio possa essere inizialmente utilizzato per tutti i voli, mentre il marchio Alitalia potrebbe, dopo un lungo periodo di sonno, essere utilizzato per lo sviluppo dei voli internazionali o del cargo o anche per attività di merchandising. L’aggiunta della dicitura “Airways” a ITA, potrebbe anche essere dovuta a una sostanziale necessità di registrazione del marchio presso gli uffici competenti. ITA, infatti, è un acronimo utilizzato ad esempio per la semplice identificazione della nazione e questo ne impedisce la registrazione ai sensi della norma sulla proprietà industriale. Registrare quindi ITA (la pratica è attualmente in esame presso l’UIBM) potrebbe essere ad esempio di impedimento a tutti gli uffici pubblici e soprattutto privati di usare la dicitura ITA per identificare anche solo la nazione di provenienza oppure la mera identificazione delle targhe automobilistiche.

Anche se i sindacati avevano dato ampie rassicurazione che non ci sarebbe stato lo sciopero tanto annunciato e temuto dai vertici di ITA, una nutrita platea di lavoratori lasciati a casa da ITA ha manifestato davanti al Terminal 3 di Fiumicino fino a pomeriggio inoltrato. E proprio mentre Fabio Lazzerini, Amministratore delegato di ITA teneva la conferenza stampa di presentazione del nuovo vettore illustrando il nuovo brand e il nuovo loyalty club che si chiamerà “Volare”, l’On. Fassina dagli spalti del palco allestito dai sindacati a Fiumicino non le mandava a dire contro i vertici di TA rei di aver utilizzato i soldi dello Stato per lasciare a casa migliaia di lavoratori.

Si ritiene però che l’unico vero neo della partenza di Ita Airways (da adesso in poi la chiamerò così) è il fatto che non si sia aggiudicata i voli da e verso la Sardegna, che invece sono stati assegnati alla compagnia aerea low cost spagnola Volotea.

Ita Airways infatti avrebbe perso la gara non solo per aver offerto un prezzo più alto di Volotea, ma anche per non essere riuscita a dimostrare di avere una flotta numericamente adeguata, per poter operare i voli così come previsti dal bando. Agli addetti ai lavori che conoscono bene le procedure non è passato inosservato il fatto che Ita Airways nella gara per la continuità territoriale non abbia consegnato alcuni documenti tra i quali proprio la disponibilità degli aeromobili. Sarebbe infatti stato questo il dettaglio fondamentale a far propendere gli uffici regionali di Cagliari a rifiutare l’offerta inziale di Ita Airways per mancanza dei requisiti richiesti. Nella sostanza Ita Airways oggi non può ancora dimostrare di avere la piena disponibilità di alcun aeromobile (in effetti sono ancora di proprietà di Alitalia in A.S. che li ha noleggiati temporaneamente a Ita Airways) in quanto l’accordo con l’Amministrazione Straordinaria non si è ancora del tutto formalmente perfezionato. Almeno tutto questo fino alla giornata di ieri quando si è appreso che Ita Airways avrebbe presentato ricorso verso l’aggiudicazione a Volotea dei voli per la Continuità Territoriale.

I Commissari infatti stanno aspettando, per chiudere la partita, la nota ufficiale da parte della DG COMP di Bruxelles che risulta essere ancora pendente dal 27 luglio 2021, anche se pubblicata ai primi di settembre scorso, in quanto risulta essere ancora al vaglio delle rispettive parti per concordare l’oscuramento di notizie ritenute sensibili.

Ma cosa ci sarebbe alla base di questo ritardo nel pubblicare le decisioni della Vestager? Molto probabilmente ci sarebbero degli accordi specifici che potrebbero mettere in discussione tutto il castello costruito dai vari uffici per far passare in modo indolore gli assets di Alitalia in Ita Airways ed evitare le cause legali.

Le oltre 50 slides illustrate alle commissioni riunite di Camera e Senato con il vincolo alla riservatezza non sono riuscite a colmare i dubbi e le forti perplessità su un piano che oramai tutti definiscono inadeguato e troppo poco convincente per poter stare in piedi nel prossimo futuro. A tutt’oggi infatti Ita Airways può contare solo sulle sue forze dato che per il momento in assenza di accordi di natura commerciale può trasportare solo i passeggeri del proprio network in quanto non sarebbe ancora stato siglato alcun accordo di partnership con altre compagnie aeree, anche se chi scrive è certo che a breve anche questo dettaglio sarà in qualche modo rivelato.

Una cosa però Alfredo Altavilla presidente di Ita Airways è sicuramente riuscito a fare: dopo tanti anni è riuscito a ricompattare una buona parte del Sindacato di base cosa che nessuno era riuscito a fare prima d’ora. Per una compagnia aerea, per giunta di proprietà dello Stato e che parte senza un contratto collettivo nazionale siglato con le parti sociali, segna un percorso ricco di insidie, perché pone la compagnia a rischio di migliaia di ricorsi.

In questi giorni di attesa in casa di Ita Airways alcune cose sono successe soprattutto sul fronte delle assunzioni. Una piccola parte dei piloti che inizialmente avevano accettato di entrare in Ita Airways ha dato forfait, pare per questioni legate alla diminuzione dell’entità dall’assegno pensionistico, inoltre alcuni aerei del blocco che Ita Airways ha voluto acquisire da Alitalia non sarebbero del tutto disponibili in quanto necessiterebbero di interventi di manutenzione particolarmente importanti e contrariamente a quanto affermato dai vertici di Ita Airways le assunzioni non sarebbero state del tutto completate.

Da fonti sindacali infatti viene contestato il numero di persone attualmente assunte in Ita Airways. Sembra infatti che non arrivi alle 2.800 unità previste dal piano. In particolare sul fronte volo le assunzioni si sarebbero fermate a circa 400 unità divise tra comandanti e piloti e non più di 700 gli assistenti di volo. Un numero considerevolmente inferiore rispetto alle reali necessità del network. I 45 aeromobili che attualmente compongono la flotta di corto e medio raggio di Ita Airways (Airbus A319 e Airbus A320) necessitano di circa 1.350 persone divisi sostanzialmente in 225 equipaggi completi. Il personale di staff che si occupa del revenue management e quello tecnico operativo sarebbe ancora invece tutto da costruire e tutt’ora demandato (non si sa ancora per quanto tempo) ad Alitalia in A.S. per mezzo di un accordo di servizio.

Notizie contrastanti arriverebbero anche dal settore della manutenzione: molti tecnici Alitalia, infatti, non avrebbero dato la loro disponibilità a prendersi carico della manutenzione degli aerei noleggiati a Ita Airways in assenza di adeguate garanzie relative alla cessione dell’asset della manutenzione. Meglio stare in cassa integrazione. Allo stato infatti non ci sono elementi per delineare se non ipoteticamente quello che potrebbe essere il futuro dei tecnici Alitalia, che a detta di tutti è una delle strutture di MRO più competenti d’Europa.

L’accordo sulla cessione dell’asset di manutenzione, di massima ci sarebbe già, infatti Atitech, la società che fa capo a Gianni Lettieri che la acquistò da Alitalia nel 2010, potrebbe fare squadra sia con Leonardo (gruppo Finmeccanica) ma anche con Lufthansa Technic, colosso manutentivo della compagnia di bandiera tedesca. Un polo di manutenzione importante che dividerebbe in due il mercato delle manutenzioni aeronautiche contrastato in Europa solo da Air France Industries.

La parte servizi (ex Alitalia Airport) invece dovrebbe andare ad appannaggio di Swissport, il colosso svizzero dei servizi aeroportuali con oltre 44 mila dipendenti nel mondo, oggi è proprietà di fondi di investimento per lo più americani. Tutto sta ad attendere l’esito dei bandi che dovrebbero essere pubblicati dai Commissari Straordinari a breve scadenza, i bene informati dicono entro il mese corrente.

Questione cargo: non si può infatti non notare che Alitalia al momento dell’avvio delle operazioni di Ita Airways ha sospeso tutte le operazioni di volo pur avendo ancora alcune attività da svolgere, come ad esempio i voli cargo, dove attualmente esisterebbero dei contratti in essere ma che ormai non verranno più onorati, a meno che anche questo asset non faccia parte del ramo aviation acquisito da Ita Airways. Sarebbe questo l’elemento determinante assieme alla cessione degli aeromobili ancora da perfezionare, e non la vendita del marchio a fa propendere per l’avvio delle azioni legali tanto paventate dai sindacati. D’altronde i Commissari Straordinari, fino a oggi, non avrebbero fatto nulla per agevolare il reinserimento al lavoro di coloro che sono rimasti fuori dal perimetro delle assunzioni di Ita Airways. Se in Alitalia in A.S. avessero quanto meno valutato le offerte pervenute da alcuni gruppi interessati al ramo aviation che Ita Airways non ha acquisito, (aerei di lungo raggio e flotta Embraer) probabilmente anche le trattative sindacali sarebbero state meno cruente in quanto l’effetto esuberi sarebbe stato notevolmente ridotto e i costi degli ammortizzatori sociali ampiamente contenuti. Lascio comunque al lettore la facoltà di valutare discrezionalmente le motivazioni dei Commissari Straordinari nell’aver preso queste decisioni.

Attualmente questi aeroplani, come anche indicato nella relazione del Commissario Straordinario Giuseppe Leogrande dell’agosto del 2020, sono di proprietà di Alitalia ma inquadrati all’interno di alcune società irlandesi, le cosiddette APC (aircraft purchasing company). Questi società irlandesi quindi, sarebbero oggetto di pegno da parte di un lessor che dovrebbe rilasciare dette ipoteche a breve scadenza, e cioè all’esito del trasferimento definitivo degli aeroplani a Ita Airways per mezzo di un nuovo contratto di leasing (lease back) e dietro il pagamento dei corrispettivi scaduti.

Probabilmente solo dopo la risoluzione di questa controversia i Commissari potranno disporre di questi beni, e quindi valutare come cederli anche se, più di qualcuno sostiene che ci sarebbero in corso delle trattative private per la vendita di alcuni aeroplani by-passando quindi operazioni di tipo pubblico come ad esempio la vendita all’asta.

Ma nonostante tutto Ita Airways è decollata, un po’ meno ITA e un po’ molto Alitalia.

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