“Ivermectina può rovinare sperma”/ Studio nigeriano “Spermatozoi lenti e diminuiti”

- Alessandro Nidi

L’ivermectina può danneggiare lo sperma dell’uomo? Secondo uno studio proveniente dalla Nigeria, sì: ecco i risultati

Ivermectina ivermectin coronavirus
Ivermectina, farmaco antiparassitario (Web, 2020)

Uno studio condotto da un team di ricercatori nigeriani ha valutato gli effetti dell’ivermectina sulle funzioni dello sperma di pazienti affetti da oncocercosi, malattia infettiva causata dall’infestazione da parte di un nematode filariforme che può portare addirittura alla cecità. Come si legge nel lavoro pubblicato su “Scholars Research Library”, l’effetto dell’ivermectina, un antielmintico ad ampio spettro, i cui effetti sugli spermatozoi degli esseri umani sono ancora scarsamente conosciuti.

Ecco quindi che, con questo studio, nel quale è stato esaminato un totale di 385 pazienti a cui è stata diagnosticata l’oncocercosi, gli scienziati si prefiggono l’obiettivo di stabilirli con precisione. Del campione sopra riportato, però, 37 uomini (9,6%) erano ammissibili per ulteriori test, visto che il totale degli spermatozoi era normale, mentre i restanti pazienti avevano un numero molto basso di spermatozoi e quindi non sono stati utilizzati per ulteriori test. Pertanto, sono stati analizzati soltanto gli effetti della terapia con ivermectina sulle funzioni dello sperma di questi 37 pazienti idonei, che avevano un’età compresa tra 28 e 57 anni.

IVERMECTINA E SPERMA UMANO: LA SCOPERTA DEI RICERCATORI NIGERIANI

Le funzioni dello sperma, hanno spiegato gli studiosi, sono state valutate mediante l’analisi del liquido seminale utilizzando la procedura standard. Più specificatamente, sono stati misurati i seguenti parametri: numero di spermatozoi, motilità spermatica, morfologia spermatica, volume spermatico, viscosità spermatica e tempo di liquefazione spermatica. I suddetti parametri sono stati misurati prima e dopo che i pazienti fossero trattati con 150µg/kg di peso corporeo di ivermectina per undici mesi.

Al termine del periodo, si è potuta osservare una riduzione significativa del totale e della motilità degli spermatozoi dei pazienti esaminati. Inoltre, c’era un aumento significativo del numero di cellule spermatiche anormali: alcune avevano due teste, doppie code o teste straordinariamente grandi. Si sospetta quindi che le suddette alterazioni nei parametri possano essere essersi verificate “come risultato del trattamento a base di ivermectina. Tuttavia, non abbiamo potuto registrare alcun cambiamento significativo o alterazione nella viscosità dello sperma, nel volume dello sperma e nel tempo di liquefazione dello sperma dei pazienti. Suggeriamo quindi di utilizzare con cautela l’ivermectina nel trattamento dell’oncocercosi maschile, per evitare gli effetti avversi che essa ha sulle funzioni dello sperma dei pazienti”.



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