JOVA BEACH PARTY/ Perché in Italia tutto deve sempre finire in “caciara”?

- Paolo Vites

Jovanotti attacca duramente le associazioni ambientaliste che hanno criticato il suo Beach Party

jovanotti figlia teresa cherubini
Teresa Cherubini, figlia Jovanotti

Chissà perché in Italia tutto deve finire in “caciara” e insulti. Anche le cose belle, perché, pur non avendo preso parte a nessuno degli eventi, da quello che si è visto grazie a video e post vari, il Jova Beach Party è sembrata una cosa bella. Insomma, almeno l’idea iniziale lo era. Cosa c’è di meglio, d’estate, che portare la gente a sentire musica e ballare in spiaggia? Non lo abbiamo sempre fatto, da quando accendevamo un falò a sole tramontato e ci sedevamo intorno con una chitarra a cantare (Battisti, ovviamente), qualcuno anche a ballare?

Il progetto del Jova era però faraonico. Oggi, dai Campivolo a San Siro, se non metti su megaeventi giganteschi sembra che non sei nessuno. Si è arrivati addirittura al nostro Cherubini che si è improvvisato un po’ sacerdote un po’ impiegato comunale celebrando matrimoni in spiaggia. Tutto passa in secondo piano, anche la musica che dovrebbe essere l’unica cosa che conta in casi come questi. Ma, sempre da quello che abbiamo visto, per quanto offre oggi il mercato, sembra che l’aspetto musicale non fosse malaccio. E allora? Allora quasi ogni data di questo tour è stata accompagnata da polemiche, anche cancellazioni, che hanno fatto imbestialire il nostro come se tutto il lido italiano dovesse per forza essere a sua disposizione. Invece c’è stato chi ha detto no, qualche amministrazione comunale ad esempio. E chi ha criticato. Pace. O al Jova tutto deve essere concesso? Tralasciamo il discorso dei cosiddetti “volontari” che pulivano le spiagge a-gratis. Non si capisce perché. Non era un evento di beneficenza.

Ma i fuochi d’artificio, per l’eterno ragazzo romano, sono scoppiati nelle ultime ore, quando si è lanciato in una serie di accuse e offese nei confronti del mondo ambientalista. Un linguaggio che da uno come lui non avevamo mai sentito e non ci aspettavamo. D’altro canto, dai tempi di Penso positivo e L’ombelico del mondo, con le Madri Teresa appiccicate a Che Gue Vara, il nostro si  è sempre sentito una sorta di guru, la voce della sua generazione e anche di quelle più giovani. Uno che se ne sa di tutto e di tutti. Evidentemente aver trovato qualche critica questa volta lo ha fatto imbestialire, non c’è abituato. E allora ecco che Jovanotti diventa il classico “piagnina” all’italiana: “Non mi sarei mai aspettato che il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo, narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking” di molte testate”. Insomma dai giornali alle associazioni ambientaliste, tutte teste di c… Evidentemente sperava d diventare presidente onorario del WWF. Ma poi, uno che viene dal mondo della musica, dove “veleni, divisioni, inimicizie, improvvisazione, cialtroneria, sgambetti” sono all’ordine del giorno? Non è mancato l’insulto di matrice razzista, proprio lui, quando ha detto che il mondo ambientalista “è più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi”. Jova, un po’ di rispetto per una città dove la gente muore di fame e povertà in mezzo alle strade.

Ha commentato bene, sul sito vita.it, la presidente di Enpa Carla Rocchi: “Se ci sono delle critiche, anche se non espresse direttamente da noi, non vedo il problema. Secondo me il problema di Jovanotti è che questo evento invece di essere accolto da tutto il mondo in maniera trionfale, come si aspettava, ha ricevuto delle critiche. Mi dispiace che sia andata così, davvero. Però tutti veniamo criticati. Anche avrei voluto essere la prima ballerina del Bol’šoj ma c’è chi ritiene non sia adatta”. La presidente è poi entrata nel dettaglio di un evento che aveva comunque delle criticità evidenti: “Quello che deve essere chiaro a Jovanotti è che la sola presenza numerosa è un problema innegabile. Poi uno mette sul piatto da una parte l’impatto che genera e dall’altra il messaggio lanciato e può darsi che i conti personali diano un risultato positivo. Nessuno di noi può pensare di fare cosa senza che abbiano un risvolto. Il miglior favore che si può fare a natura e animali è astenersi. Jovanotti è convinto che sia importante lanciare quel messaggio in questo modo. Penso sia possibile non essere d’accordo”.

Ma già lo sapevamo. In Italia finisce sempre tutto in “caciara”.

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