La più antica citazione di Dio/ Scoperta in un tempio egizio di Amenofi III

- Paolo Vites

La più antica menzione del Dio ebraico che esiste al mondo in un tempio egizio

Soleb egitto
Il tempio di Soleb in Egitto

Che prove abbiamo della fede del popolo ebraico in Dio? Quali prove scritte che questo popolo adorava quel Dio di cui si narra nell’Antico Testamento? L’unica e più antica iscrizione che menziona “Yahweh” curiosamente non si trova su un edificio religioso ebraico, o su un manoscritto, ma su un tempio egiziano risalente al 15esimo secolo prima di Cristo. Il periodo storico in cui il popolo ebraico era stato ridotto in schiavitù dagli egiziani. La parola si trova incisa sul resti del tempio di Soleb, risalente ai tempi del faraone Amenhotep III. E’ la più antica menzione di Dio che si conosca. Come spiega lo studioso Ryan Scheel sul sito ChurchPop, “ebrei e cristiani non sono mai state popolazioni particolarmente potenti nell’antichità, per cui la maggior parte dei loro insediamenti risulta oggi distrutto. Le uniche volte in cui possiamo trovare menzioni della loro esistenza è da parte delle popolazioni che le avevano conquistate”.

LA SCHIAVITU’ EBRAICA IN EGITTO

In questa menzione su una delle colonne del Tempio di Amenofi III, gli archeologi sostengono che “questa probabilmente riguarda il Signore Dio”, perché menziona  lo “Shasu di Jahu” nella terra di Jahu. Shasu era il modo egiziano di dire”nomadi” come erano definiti gli ebrei del tempo. Su questa colonna si dice che Amenhotep aveva conquistato queste persone e scrivono “lo Shasu di Y-H-W”, cioè il popolo nomade di Yahweh. Per  gli archeologi specializzati nell’archeologia biblica e questa è probabilmente la prima volta che qualcuno registra effettivamente la parola” Jahu” dicendo che gli egiziani avevano conquistato queste persone nomadi che credevano in Jahu, il loro modo di dire Yahweh”.



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