La vita straordinaria di David Copperfield/ Il film che Dickens avrebbe amato

- Ugo Baistrocchi

Il regista scozzese Armando Iannucci reinventa il più classico dei romanzi di Dickens e ne dirige la prima versione cinematografica moderna e divertente

La vita straordinaria di David Copperfield WEB1280 640x300 Una scena del film

Immaginate Jamal Malik (Dev Patel, l’attore anglo-indiano protagonista di The millionaire) nella parte di David Copperfield, la strega Jadis (Tilda Swinton) nella parte di zia Betsy, il Dr. House (Hugh Laurie) nella parte del sig. Dick, il Dr. Who (Peter Capaldi) nel ruolo del sig. Micawber, e che il sig. Wickfield sia cinese e sua figlia Agnes nera e avrete solo un’idea parziale del perché La vita straordinaria di David Copperfield del regista Armando Iannucci, che sembra italiano ma invece è scozzese, è un film a sua volta straordinario.

Nell’affrontare la trasposizione cinematografica del romanzo di Dickens, il più amato dallo stesso autore, Iannucci ha applicato il suo sguardo ironico e sarcastico concentrandosi più sulle innumerevoli scene comiche e spassose del romanzo piuttosto che su quelle drammatiche. Ha poi esaltato le caratteristiche di molti dei personaggi dickensionani, già di per sé unici e indimenticabili. Si è, infine, ispirato alle “Letture teatrali” di Charles Dickens, gli spettacoli che lo stesso romanziere allestiva, con notevole successo, nei teatri inglesi e americani, interpretando davanti al pubblico delle riduzioni delle sue opere più famose, come in questo caso in cui le mille pagine del romanzo diventano un testo la cui lettura o rappresentazione non supera le due ore.

All’inizio del film è, infatti, lo stesso David Copperfield che in un teatro affollato racconta la propria vita e, mentre alle sue spalle il fondo del teatro si apre, ci guida fino a una casa in mezzo alla campagna dove una donna urla e assistiamo con lui alla sua stessa travagliata nascita. Questi passaggi dall’esterno all’interno e viceversa, queste irruzioni di una realtà immaginaria nella realtà apparente della narrazione, la caduta di una parete che conduce i personaggi in un altro spazio o in un altro tempo, sono artifici che Iannucci utilizza con eleganza e grande dinamismo.

La storia, per chi non la conoscesse, è quella del piccolo David che, orfano di padre, vive comunque una fanciullezza serena con la madre e la governante Peggotty, finché la madre non decide di sposarsi con il terribile Mr. Murdstone. Il patrigno e la sorella zitella, Miss Murdstone, sono due cattivi di cui Iannucci mette in luce il lato involontariamente comico. Anche durante la scena in cui Murdstone usa lo staffile con David, il regista non mostra la punizione ma ridicolizza il patrigno che non riesce ad acchiappare lo sfuggente ragazzo e ne viene morso. Allo stesso modo, quando David viene mandato a lavorare in un’orrenda fabbrica vittoriana, Iannucci non edulcora lo squallore e l’orrore dello sfruttamento dei ragazzi, ma sottolinea il lato comico e ridicolo del direttore della fabbrica e del suo assistente per riuscire a divertirci.

David alloggia dal Sig. Micawber, uomo gentile e fantasioso ma privo del senso degli affari, che è continuamente perseguitato dai creditori e che finirà in prigione per debiti, come il padre di Dickens. Alla morte della madre David scappa dalla zia Betsy, sorella del padre, donna stravagante che odia gli uomini ma vive con il sig. Dick, ancor più stravagante di lei. Il sig. Dick è convinto di avere nella sua testa i pensieri sfuggiti a Carlo I Stuart, quando venne decapitato, e scrive questi pensieri su innumerevoli foglietti. Anche David scrive e annota le sue originali osservazioni su tutti i personaggi che incontra e sulle sue avventure e peripezie. In questo modo Iannucci ci fa vedere la nascita di uno scrittore e ci permette di spiare il laboratorio della sua creatività.

La zia fa studiare David e lo manda a vivere con l’amministratore delle sue sostanze, l’avvocato Wickfield, e sua figlia Agnese. Lì farà la conoscenza dell’untuoso Huriah Heep e verrà, in seguito, mandato a fare pratica di procuratore legale dall’avvocato Spenlow padre della fatua ma bellissima Dora, di cui David si innamorerà perdutamente. Alla fine David, che è Dickens, diventerà scrittore e racconterà le sue avventure, esperienze e osservazioni nel romanzo che gli vediamo scrivere nel corso del film e che si conclude nel teatro in cui è cominciato.

Sfruttando con grande libertà personaggi come Dick e Micawber o lo stesso David, Iannucci ci regala scene deliziose e divertenti: i voli degli aquiloni del sig. Dick, carichi dei foglietti dei pensieri di Carlo I; il recupero avventuroso della concertina (una piccola fisarmonica) data in pegno da Micawber; David e Dora che si parlano per il tramite di un albero di mele e del cane Jip; David che vede il volto di Dora nelle nuvole, sulle insegne per strada, dovunque.

Originale, divertente, ironico, irriverente e cosmopolita, La vita straordinaria di David Copperfield è la versione cinematografica del suo romanzo che probabilmente lo stesso Dickens avrebbe preferito.

Armando Iannucci, benché sia solo al terzo film, è senz’altro uno dei più originali registi britannici di oggi, da seguire con attenzione. È divenuto famoso con la serie satirica della BBC “The Thick of it” (le cui quattro stagioni possono essere viste sulla piattaforma vvvvid.it) in cui mette alla berlina i politici britannici. Ha avuto ancor più successo con la serie in onda su HBO “Veep-Vicepresidente incompetente”, inedita in Italia, i cui i protagonisti sono una vicepresidente Usa incompetente e il suo staff. Con la sua opera prima In the loop, inedita in Italia, racconta, massacrandoli, come i governi di Usa e Gran Bretagna hanno affrontato la guerra in Iraq ed è stato candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura. Il secondo film Morto Stalin se ne fa un altro, ispirato a una graphic novel, racconta la lotta per il potere in Urss subito dopo la morte di Stalin. In questo film ha veramente dell’incredibile l’abilita con cui Iannucci riesce a mantenere l’andamento da commedia a una storia di orrore e di assassini. È significativo che Morto Stalin… è vietato in Russia e nella maggior parte degli stati dell’ex-Urss. Non ci resta che aspettare con fiducia il suo prossimo film e auspicare che vengano distribuiti in Italia la sua opera prima In the loop e la serie della HBO “Veep”.





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