LAVORO SOMMINISTRATO/ L’aumento messo in forse dal Decreto dignità

- Luigi Degan

Il Rapporto annuale sulle Comunicazioni obbligatorie 2019 fornisce indicazioni interessanti sul lavoro in somministrazione

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È stato pubblicato, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il Rapporto annuale sulle Comunicazioni obbligatorie 2019, che descrive le dinamiche del mercato occupazionale nel triennio 2016-2018 attraverso i dati relativi ai rapporti di lavoro subordinato e parasubordinato. In particolare attraverso i dati ricavabili dalle comunicazioni, cui sono obbligati i datori di lavoro, di instaurazione, proroga, trasformazione, cessazione di un rapporto di lavoro. L’obbligo, operativo dal 2008, riguarda tutti i datori di lavoro, comprese le pubbliche amministrazioni, per tutte le tipologie di rapporto di lavoro subordinato, per alcune categorie di lavoro autonomo, per il lavoro associato e per tutte le altre esperienze lavorative.

Il Rapporto non è l’unica risorsa informativa sul mercato del lavoro, affiancandosi a quelli dell’Istat, a quello dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps e, per quanto riguarda in particolare la somministrazione, quelli degli enti bilaterali di riferimento. Concentrando la nostra attenzione sulla somministrazione di lavoro, dal Rapporto emerge che nel 2018 sono stati registrati 1 milione 928 mila missioni di lavoro in somministrazione a fronte di 2 milioni 178 mila nell’anno precedente, con una diminuzione dell’11,5%.

Nel 2017 si era assistito a una crescita della somministrazione di lavoro, così come un aumento dei rapporti di lavoro in generale, mentre oggi si assiste a un calo significativo della medesima. Calo che, secondo alcuni, è dovuto alle restrizioni imposte dal Decreto dignità del luglio 2018. Tale affermazione sembra essere suffragata dal corrispondente aumento di rapporti di lavoro meno stabili e tutelanti per i lavoratori come quelli autonomi occasionali, quelli stagionali e gli intermittenti. Guardando i dati al dicembre 2018 su un arco temporale semestrale, luglio-dicembre, c’è stata un aumento di circa 75mila di questi rapporti di lavoro precari.

Il rapporto evidenzia anche che la domanda di lavoro somministrato è concentrata in alcune aree geografiche, in particolare nelle Regioni del Centro-Nord, dove troviamo la Lombardia come capolista con oltre il 25%, seguita da Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna e Lazio con poco più del 10%. Mentre al Sud la quota più alta di assunzioni effettuate in somministrazione è quella registrata in Campania, con il 4,6%.

In relazione all’età dei lavoratori inviati in missione con le Agenzie per il lavoro, il Rapporto evidenzia che il maggior numero riguarda soggetti tra i 35 e i 44 anni, quasi il 23% di tutte le missioni, cui seguono i minori di 25 anni con poco oltre il 21%. Quindi poco più della metà dei soggetti inviati in missione è al di sotto dei 35 anni di età.

Relativamente, invece, alla durata delle missioni, nel 2018 per il 69,3% dei casi non ha superato i 30 giorni effettivi di lavoro. Tuttavia l’andamento del triennio 2016-2018 mostra una riduzione, dal 74,9% al 69,3%, dei rapporti in somministrazione di durata non superiore ai 30 giorni e un contestuale aumento, dal 25,1% al 30,7%, dei contratti con durata superiore.

In relazione ai settori che utilizzano maggiormente la somministrazione, dal Rapporto si ricava che nel 2018 il settore dei Servizi l’ha fatta da padrone con 64% di tutte le missioni seguito dal settore Industriale con il 35,3%.

Da questo primo sguardo possiamo affermare che, aldilà della diminuzione del ricorso alla somministrazione, c’è stato un aumento positivo nel corso del triennio: l’aumento della durata delle missioni. Andamento positivo che potrebbe essere stato interrotto dalle novità normative fortemente volute dal Ministro Di Maio e in vigore da luglio 2018.

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