IL CASO/ Addio “partito”, la Fiom si riscopre sindacato in Finmeccanica

I sindacati – spiega GIANCAMILLO PALMERINI – hanno sottoscritto, con Finmeccanica, un protocollo d’intesa che potrebbe preludere a un rilancio della nostra competitività industriale

17.04.2013 - Giancamillo Palmerini
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È stato sottoscritto ieri un innovativo protocollo per la competitività del Gruppo Finmeccanica e per un nuovo modello di relazioni industriali. A siglarlo sono state Finmeccanica e Fim-Cisl, Uilm-Uil, ma anche Fiom-Cgil, con l’obiettivo di sperimentare forme avanzate di coinvolgimento dei lavoratori nell’impresa attraverso le loro rappresentanze sindacali. L’intesa prevede, tra le altre cose, l’istituzione di tre nuovi strumenti di partecipazione: un osservatorio sulle strategie di Finmeccancia, un osservatorio nazionale di settore e uno sui livelli di confronto internazionali.

Si  deve sottolineare come i prossimi 3 mesi saranno, tuttavia, decisivi per completare l’intesa e che servirà il serio e responsabile contributo di tutti i soggetti coinvolti perchè si realizzi quanto ieri è stato sottoscritto. Per la Cisl, in particolare, la firma del nuovo protocollo di relazioni industriali di Finmeccanica è un grande risultato. Secondo il sindacato guidato da Raffele Bonanni, infatti, è proprio nei momenti di crisi che si aprono spazi per scrivere regole nuove e rilanciare la capacità di gestione dei problemi. La vera svolta sarà, se tutto procederà come auspicato dalle parti, l’investimento reciproco su relazioni industriali partecipative, sotto il segno della sostenibilità e, come nelle migliori esperienze nord-europee, nella direzione di una vera democrazia industriale, da praticare e verificare quotidianamente.

Con questo nuovo protocollo, impresa e sindacati vogliono così dimostrare che investire nella partecipazione fa uscire più forti dalla crisi. Il protocollo si basa, infatti, prima di tutto, sulla constatazione che una governance d’impresa che favorisce il protagonismo dei lavoratori, e ne rafforza il ruolo anche attraverso la valorizzazione del sindacato, e al contempo rafforza l’impresa, la rende complessivamente più reattiva e solida nella competizione e nei mercati internazionali.

Colpisce, in particolare, il giudizio positivo della Fiom-Cgil che ha rappresentato negli ultimi anni la componente più conservatrice del sindacato di Corso Italia e ha agito, molte volte, più da partito politico che come associazione di tutela dei lavoratori.

La Fiom sottolinea, ad esempio, come l’accordo preveda il superamento dell’attuale sistema di inquadramento professionale, valorizzando le conoscenze e definendo processi di avanzamento di nuova concezione e, allo stesso tempo, ridefinisca le funzioni e il valore negoziale dei coordinamenti sindacali. Su questo secondo elemento, nello specifico, la Fiom ritiene, quindi, necessario codificare il ruolo della rappresentanza, garantendo la reale rappresentatività delle organizzazioni sindacali.

Le tute blu della Cgil arrivano, addirittura, a sostenere  che il nuovo protocollo sottoscritto con Finemeccanica può rappresentare un punto di partenza su un terreno innovativo e partecipativo del ruolo del sindacato e dell’impresa. In questo quadro è da auspicarsi che imprese e Parti sociali sappiano, con senso di responsabilità, proseguire sull’esempio di quanto realizzato in Finmeccanica e, anche attraverso la valorizzazione della partecipazione, sostenere e promuovere lo sviluppo economico e sociale del nostro paese.

In prospettiva, alla politica, a partire dal Governo che verrà, si  chiede di scommettere con forza  sulla capacità delle Parti sociali e delle imprese di raggiungere buoni accordi, come quello sottoscritto ieri in Finmeccanica, e proseguire sulla via della valorizzazione della cosiddetta “contrattazione di prossimità” e dell’art. 8 a suo tempo fortemente voluto dal Ministro Sacconi.

 

In collaborazione con www.amicimarcobiagi.com

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