FCA E SINDACATI/ La mossa della Fiom per tornare al tavolo con l’azienda

Si è tornati a parlare dell’occupazione in Fca e sono da tenere d’occhio anche le mosse della Fiom, desiderosa di tornare a trattare sul contratto di lavoro. GIUSEPPE SABELLA

14.07.2018 - Giuseppe Sabella
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Questa settimana a Torino, in una riunione organizzata dal sindacato Industriall Global Union – presenti oltre 70 rappresentanti sindacali di 12 paesi (Usa, Italia, Germania, Polonia, Brasile, Argentina, Belgio, Spagna, Inghilterra, Austria, Francia, Canada e Repubblica Ceca) – è stato analizzato il piano strategico di Fca presentato il 1 giugno (45 miliardi di investimenti stanziati) col fine di comprendere in particolare l’impatto sui livelli occupazionali.

Come in una nota della Fim-Cisl, secondo il sindacato il piano va nella direzione giusta, anche se resta centrale la definizione della tempistica di partenza degli investimenti. L’assegnazione agli stabilimenti italiani di 9 degli 11 modelli previsti per l’Europa, consentirà di dare una prospettiva futura a un settore attraversato dai grandi cambiamenti e soprattutto sarà un elemento centrale per raggiungere la piena occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo in Italia. Proprio in questi giorni, Fca ha rassicurato che le assegnazioni e le tempistiche sull’implementazione degli investimenti all’interno del piano, saranno compatibili con i tempi a disposizione nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali in particolare per quelle realtà – Pomigliano d’Arco e Polo Produttivo Torinese – che hanno un uso temporale limitato di questi strumenti.

Nell’ambito dei settori principali Auto e Magneti Marelli sono lontani i periodi in cui la situazione di saturazione degli impianti era bassa e l’utilizzo degli ammortizzatori incideva in maniera significativa. Nel settore dell’auto, nel 2014 erano 23 milioni le ore di ammortizzatori sociali, mentre a fine semestre 2018 l’utilizzo si è attestato intorno a poco meno di 3 milioni di ore. In Magneti Marelli le ore di Cig nel 2013 erano circa 4,3 milioni di ore e nel primo semestre 2018 si è attestato a circa 200.000 ore. Le prospettive sulla piena occupazione entro il 2018 sono diverse: mentre per Magneti Marelli di fatto si coglierà l’obiettivo della piena occupazione con l’azzeramento degli ammortizzatori, per il settore dell’auto come è già noto questo non si completerà in particolari per le situazioni di utilizzo degli ammortizzatori negli stabilimenti maggiori di Pomigliano, Polo Produttivo Torinese e Melfi.

Nel frattempo, poco più di due settimane fa, la Fiom e la Cgil hanno presentato i risultati di un’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Fca, Cnhi e Magneti Marelli (54 stabilimenti). Obiettivo dell’inchiesta era quello di fare un bilancio coinvolgendo direttamente i lavoratori a otto anni dal cambiamento dell’organizzazione del lavoro e del sistema contrattuale con l’applicazione del Contratto Specifico di Lavoro (Ccsl) e del modello organizzativo World Class Manufacturing (Wcm). Secondo questa ricerca, la percezione dei lavoratori è che le condizioni di lavoro negli stabilimenti di Fca, Cnhi e Magneti Marelli sono peggiorate per 6 lavoratori su 10 (il 59,7%) e che il salario è insufficiente (60,9%). In ragione di ciò, la Fiom ritiene che debba ripartire un confronto col Governo su presente e futuro dell’auto in Italia.

Posto che una ricerca analoga l’aveva fatta anche la Fim-Cisl due anni fa e ne era emerso che i giudizi positivi dei lavoratori erano in media del 65% (con punte a Pomigliano dell’80-85%), la questione è che a ottobre partirà il tavolo per il rinnovo del Ccsl che, questa volta, anche la Fiom vorrebbe condividere e firmare. Con un po’ di anticipo, è partita la vertenza.

Twitter: @sabella_thinkin

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