RIFORMA PENSIONI/ I conti che non tornano tra Boeri, Di Maio e Salvini

Dopo il varo della manovra il Governo punta su una riforma delle pensioni all’insegna di Quota 100. Ma non è facile far quadrare i conti. MARIO CARDARELLI

18.10.2018 - Mario Cardarelli
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Tito Boeri (Lapresse)

Habemus legem. E cosi il giro boa di metà mese è riuscito. Sotto lo sciabolare dei fasci di luce dell’uomo del faro, il veliero del governo è filato sotto venti, tuoni e fulmini di qua e di là delle Alpi con lo spinnaker disteso dopo che Di Maio lo aveva ingarbugliato tra cime e nodi tirando di qua e di là, mentre un improbabile Capitan Uncino troneggiava soddisfatto con un’espressione più da Patton che da leghista segretario. A parte, Tria curvo sotto la flebile luce del lucernario a far di conto tra latitudini, longitudini, portolani, compasso e sestante. E Conte? Il presidente cui va tutta la nostra compassionevole simpatia anche per la vicinanza a Francesco Forgione è sul cassero al pari di quell’altro presidente della barzelletta dei tre pappagalli. Mi direte, ma che c’entra tutto questo con la previdenza e io vi risponderei seraficamente zen: nulla! Distrae. Dalla grancassa delle cose dette e ridette, di quelle che a tratti scompaiono eppure le ritrovi sempre: immarcescibili.

E allora sei tu che per misurarti e combatterle devi entrarci in sintonia. Oppure direi che serve solo a prendere una misura quella che separa il buon senso dall’azzardo. E quella misura si chiama previdenza. Avete mai visto un comandante di veliero armare una nave e reclutare un equipaggio senza promettere nulla? Oppure, fatte scorte salpare verso luoghi mai battuti, cosa fare nella speranza che di tappa in tappa riesca a pagare i marinai? Partire previdenti è quindi sapere dove andare anche quando si voglia sfidare l’orizzonte. Cosi il veliero pomposamente ribattezzato Italia andrà finché va.

Cosa deve stoccare là sottocoperta? Tesori e/o scorte in oro e merci oppure energia umana di schiavi. È il prezzo. Questa nave Italia in pancia ha solo una marea di “pagherò” per cui il capitano e il suo co-timoniere confidano di salvarsi dagli ammutinamenti e navigare felici verso le mete sognate. È chiaro che se le performances sono ottimali allora a quota 100 si sbarca. E sbarcano tutti quelli che ne hanno diritto. Chi paga? Naturalmente il capitano in due modi e cioè con le risorse che ha o che ha sottratto facendo razzia o imponendo tassa sui carichi altrui (pensioni d’oro e/o vitalizi) o utilizzando la catena dello schema Ponzi prossimo a essere elevato a dignità di teoria economica per l’Europa. 

Ci si annoia cosi tanto al teatrino patriottico della politica col sipario gialloverde che per bilanciare quanto detto prima, in senso seraficamente zen dichiarò:

1) Boeri l’uomo del faro oltre al mare ”guarda la foresta” e misura quelle lontane su altre coste che devono crescere irrimediabilmente. I dati li conosce solo lui ed è come un miner di un bitcoin chiamato debito previdenziale. Quindi occhio che vi può raccontare qualsiasi cosa. Farebbe invece bene e meglio con gli alberi nel suo giardino. Almeno l’Inps funzionerebbe in modo tale da far sparire tante di quelle storture abominevoli che potrei tranquillamente citare. Ma lui alla pari del capitano e del timoniere fa pesce secco in salamoia e quindi che confronto vuoi fare co sti tre? Invitati più di una volta. Difficile trovare coraggio in tre pesci secchi in salamoia in questo frangente.. Anche se, occhio, di sottobanco se la intende col timoniere Di Maio, alle spalle di capitan Salvini.

2) Il capitano va in giro intabarrato con il tricolore italiano, a parole, anche se tace sulla scuola leghista di provenienza: quella dello schema Ponzi: totale 49 milioni di fatturato.

3) Al timoniere, scuola di navigazione campana, non servono giri di parole ma giri di soldi dalle pensioni d’oro a quelle di cittadinanza, ecc. E se Boeri dice che 1 miliardo e mezzo arriva se si allarga la platea fino a 3500 euro netti mese, come ha fatto? Il contratto, come disse Goering su Von Ribbentrop, è carta straccia. Addio contratto di governo a soglia Lega.

Riusciranno i nostri corsari a raggiungere la loro meta di potere? Lo sapremo alla prossima puntata. Intanto rileggetevi l’ultimo di Giuliano Cazzola sui numeri e step delle pensioni riformate rinominato “Nebbia in Val Padana”. E Tria il nostromo? È ancora chino sui portolani.

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