Riforma pensioni e Quota 100/ Furlan: servono risposte per le donne (ultime notizie)

Le dichiarazioni di Annamaria Furlan a proposito del decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100: servono risposte per le donne

10.02.2019, agg. il 11.02.2019 alle 09:11 - Lorenzo Torrisi
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Elsa Fornero (Lapresse)

FURLAN: CI VUOLE VERA RIFORMA PREVIDENZIALE

Il sito della First-Cisl riprende alcune dichiarazioni di Annamaria Furlan rilasciate durante la manifestazione sindacale unitaria di sabato scorso a Roma. A proposito di riforma delle pensioni, la leader della Cisl evidenzia che Quota 100 “è uno strumento in più, ben venga. Ma c’è tutto un mondo che non arriva a 38 anni di contributi, a partire dalle donne: anche a tutti loro dobbiamo una risposta. Così come non ci sono pensioni di garanzie per i giovani. Perché non hanno accolto la nostra proposta: per le donne riconoscere un anno di contributi per ogni figlio è fondamentale”. Dal suo punto di vista è quindi fondamentale varare “una vera riforma previdenziale”. Furlan ha anche chiesta di smetterla con “i pensionati usati come bancomat del governo e tanti anni di blocco della perequazione. I pensionati non sono l’Avaro di Molière, sono quelli che hanno costruito il nostro Paese e hanno diritto a rispetto e dignità”. I sindacati sabato hanno chiesto nuovamente al Governo di riaprire un confronto. Vedremo se ci sarà una risposta dell’esecutivo.

LE ECCEZIONI AL DIVIETO DI CUMULO

È sempre il Sole 24 ore a sottolineare, nel focus “riepilogativo” della Quota 100, come in realtà qualche eccezione al divieto di cumulo sono previsti anche dalla riforma pensionistica del Governo gialloverde: prima di raggiungere l’eta per la pensione di vecchiaia vi è la sostanziale possibilità di lavorare pure avendo la pensione. I colleghi del quotidiano economico ha evidenziato come all’interno del Decretone viene stabilito che il trattamento pensionistico è cumulabile «con il lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui». Il che significa sarà comunque possibile lavorare anche per i pensionati che aderiranno a Quota 100 solo in maniera occasionale e con il tetto fissato di guadagno. «Il superamento di questo tetto comporta la sospensione della pensione per tutto l’anno», conclude il focus del Sole 24 ore. (agg. di Niccolò Magnani)

I PALETTI DELLA QUOTA 100

Come ogni domenica, un focus particolare dedicato al mondo pensioni viene pubblicato dal Sole 24 ore per provare a far luce sulle ultime novità “previdenziali”, specie dopo il gran bailamme per la riforma di Quota 100: lo svantaggio più grande, il “paletto” imposto dal Governo, riguarda ovviamente la quasi tutale impossibilità di poter lavorare per chi usufruisce della Quota 100 inserita nel Decretone. L’unica eccezione riguarda di fatto i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui: «il divieto di cumulo si applica per il periodo che va tra la data di partenza della pensione e quella di compimento dell’età per la pensione di vecchiaia», spiegano i colleghi del Sole 24 ore. Attenzione però all’ultima circolare dell’Inps, la numero 11, dove l’istituto di Tito Boeri mette in chiaro gli altri “paletti” imposti da Quota 100: «i redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa svolta, anche all’estero, successivamente alla decorrenza della pensione e fino alla data di perfezionamento della pensione di vecchiaia prevista nella gestione a carico della quale è stata liquidata la “pensione quota 100”, comportano la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno in cui il pensionato ha lavorato». Per chi non rispetta questi paletti, sia in Italia che all’estero, scatta immediato lo stop all’assegno pensionistico. (agg. di Niccolò Magnani)

PD VS QUOTA 100

Dopo i sindacati scesi in piazza contro la Quota 100, anche il Partito Democratico prova una ulteriore offensiva tramite i propri canali social e in particolare con il gruppo Pd Lombardia si scatenano contro le ricette di riforma pensioni del Governo gialloverde: «Lega e M5s bloccano anche la Lombardia con la Manovra dannosa», attaccano i piddini lombardi che si stringono attorno alla buona esperienza del Governo di Milano per rilanciare l’offensiva al nord contro soprattutto il Carroccio. La Quota 100 «non modifica la legge Fornero, è solo una deroga e penalizza le donne e chi ha carriere discontinue» attacca ancora il Partito Democratico. Non solo, la riforma del Governo inserita nel Decretone di fatto fa ottenere a chi ne usufruisce «un assegno inferiore mediamente del 20%. Chi oggi ha una pensione di 1500 euro al mese non avrà l’adeguamento Istat per 5 anni per contribuire a Quota 100». In merito alle proposte da rilanciare, il Pd Lombardia si unisce al partito nazionale e avanza: «serve lavorare sulla flessibilità in uscita, dando priorità ai lavori usuranti e alle donne». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI BOLDRIN

Michele Boldrin ritiene che la Quota 100 sia “una presa in giro. L’idea di smantellare la riforma Fornero, poi, è sbagliatissima perché quella legge è stata l’unica cosa decente che il governo Monti ha fatto. Bisogna mettersi in testa che il sistema pensionistico italiano è un sistema che ‘ruba’ il futuro ai giovani, dando loro aspirine per curare un tumore”. L’economista, intervistato da interris.it, spiega che “in Italia si prendono pensioni troppo alte rispetto alla capacità di reddito del Paese” e arriva a dire che “le pensioni sono la tassa più alta. Basti pensare che l’Italia spende il 16% del Pil in pensioni, quattro volte quello che spende in educazione. Se i soldi che spendi in spesa pubblica li usassi bene – quindi non in pensioni dove ti inventi la quota 100 perchè devi puntare ai voti – investendoli in educazione, forse avresti una forza lavoro più preparata che consentirebbe al Paese di crescere”.

Dal suo punto di vista, poi, “chiunque voglia aumentare ulteriormente le pensioni rischia di far male a tutti i ragazzi che hanno meno di 40 anni. La quota 100 è solo una finestra creata per intercettare voti e determinerà meccanismi astrusi, permettendo ad alcuni privilegiati di andare in pensione prima”. Boldrin spiega anche che la vicenda degli esodati, sorta a seguito della riforma delle pensioni del 2011, “non fu colpa di Elsa Fornero! Si trattò di un errore tecnico di cui lei, anzi, si assunse la responsabilità politica. La questione esodati è stata usata in maniera strumentale per smontare agli occhi della gente una riforma che ha fatto solo che bene a chi ha meno di 40 anni e che era necessaria per salvare il Paese”.

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