Quota 100 e Riforma pensioni/ Tfs e pace contributiva, gli emendamenti del Governo

- Lorenzo Torrisi

Il Governo ha predisposto degli emendamenti al decreto sulla riforma delle pensioni con Quota 100, che lunedì dovrebbe approdare in aula al Senato

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GLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO

Il Governo ha predisposto degli emendamenti al decreto sulla riforma delle pensioni con Quota 100, che lunedì dovrebbe approdare in aula al Senato. Come ha sottolineato Giulia Bongiorno dal suo account Twitter, “sale da 30 fino a 45mila euro l’importo della quota di Tfr che tutti i pensionandi Pa – quotisti e non – avranno subito, nel momento in cui lasceranno il servizio”. Il ministro della Pubblica amministrazione ha tenuto anche a rivendicare il fatto che in questo modo viene mantenuta una promessa fatta. Aumenta anche il numero delle possibili rate per aderire alla pace contributiva e aumentare così la propria anzianità contributiva. Ancora non è chiaro in quale misura i versamenti fatti andranno anche ad aumentare l’assegno che si potrà incassare una volta in quiescenza. Per evitare poi che ci sia poco turnover, specie negli uffici giudiziari, come spiega La Stampa, sono state previste “altre assunzioni in deroga, oltre a quelle già previste con la manovra, almeno per 1.300 amministrativi, già a partire da metà luglio, nonostante il blocco delle assunzioni nella Pubblica amministrazione fino a novembre previsto sempre con la legge di Bilancio”.

ALESINA: QUOTA 100 COSTERÀ TANTISSIMO

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, insieme a Carlo Favero, hanno scritto un libro da poco pubblicato e dal titolo “Austerità. Quando funziona e quando no”. Nel corso della presentazione che c’è stata all’Università Bocconi di Milano, Alesina ha rilasciato delle dichiarazioni ad alanews, in cui ha sostanzialmente spiegato quanto la manovra approvata dal Governo Monti nel 2011, che comprendeva anche la riforma delle pensioni di Elsa Fornero, sia stata importante per evitare il dissesto finanziario dell’Italia che poteva avere ripercussioni anche al di fuori del nostro Paese. Il Professore dell’Università di Harvard, ha anche commentato il cosiddetto “decretone”, che ha concluso l’esame della commissione Lavoro del Senato: “Quota 100 è una riforma delle pensioni che, a giudicare dai dati di Boeri, costerà un sacco di soldi all’Italia. Andrà aggiustata, altrimenti costerà tantissimo. Il reddito di cittadinanza ho forti dubbi che incoraggi il lavoro, potrebbe complicare invece di semplificare un sistema di welfare che è già imperfetto”, sono state le sue parole.

FURLAN SU QUOTA 100

La Cisl Romagna ha un nuovo Segretario generale. Si tratta di Francesco Marinelli. Come spiega corrierecesenate.it, l’elezione è stata preceduta da un intervento di Annamaria Furlan, che ha parlato anche della riforma delle pensioni. Dal suo punto di vista, “quota 100 è una buona opportunità, ma esiste tutto un mondo di lavoro discontinuo, stagionale, che ben difficilmente a 62 anni riesce ad avere 38 anni di contribuiti”. A questo proposito, la Segretaria generale della Cisl nazionale ha rilanciato la proposta di “riconoscere alle donne lavoratrici un anno di contributi per ogni figlio”. Probabile che ripresenterà questa istanza in occasione dell’incontro a cui i sindacati sono stati convocati dal Governo lunedì presso il ministero del Lavoro. Furlan ha anche parlato del lavoro atipico e del “tasso di precarietà giovanile molto alto. Questo pregiudica il futuro pensionistico. Bisogna creare le condizioni perché il lavoro a tempo indeterminato sia più vantaggioso per le imprese di quello precario”.

IL RISCHIO DI SUPERARE LE DOMANDE STIMATE

Il numero delle domande per accedere a Quota 100, la novità principale della riforma delle pensioni, ha superato le 60.000 unità. Il Corriere della Sera riporta dei dati interessanti, elaborati dall’Inas, il patronato della Cisl, relativi alla provenienza della domande. Si scopre così che il 46,2% delle domande dei dipendenti pubblici viene dal Sud, mentre una domanda su tre di quelle lavorate dal patronato viene da persone che sono senza lavoro e percepiscono la Naspi. Come scrive Enrico Marro, questi dati sembrerebbero suggerisce che nel settore privato le domande per Quota 100 provengano in buona parte lavoratori di aziende in crisi per evitare di finire “esodati”. Una tesi che sarebbe rafforzata anche dal fatto che più di 40.000 domande presentate arrivino da persone di età compresa tra 63 e 67 anni. “Se questo trend fosse confermato, non sarebbe una buona notizia ai fini del ricambio generazionale che il Governo auspica come risultato di Quota 100”, aggiunge Marro, secondo cui, visti anche i numeri complessivi delle domande presentate, forse il Governo ha sottovalutato il numero di richieste complessive per il 2019, visto che ne ha stimate 290.000.

EMENDAMENTO SU TFS DIPENDENTI PUBBLICI

La Cisl di Latina ha organizzato un convegno dedicato alla riforma delle pensioni e al reddito di cittadinanza. Il Segretario generale locale del sindacato, Roberto Cecere, secondo quanto riporta latinaquotidiano.it su Quota 100 ha spiegato che “il tema fondamentale è capire cosa accadrà per i posti vacanti nel pubblico impiego settore di cui erano presenti tanti rappresentanti. Dobbiamo comprendere come colmare il vuoto che si creerà. Diverso il discorso nel privato dove il problema di perdita di professionalità, invece, è relativo”. Intanto l’Udir ha promosso la presentazione di un emendamento, formalmente presentato dai senatori Iannone e Bertacco di Fratelli d’Italia, al decreto sulla riforma delle pensioni con Quota 100 per chiedere che per i dipendenti pubblici il tasso di interesse relativo al prestito bancario necessario ad avere l’anticipo della liquidazione non superi l’1,5%. Il presidente nazionale di Udir, Marcello Pacifico, si augura “che l’emendamento che abbiamo richiesto sia approvato, perché va nella direzione di un miglioramento del testo”.

RIFORMA PENSIONI, LE RICHIESTE DELL’ANP

Mentre il decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100 è ancora fermo al Senato, la Giunta dell’Associazione nazionale dei pensionati aderente alla Confederazione italiana agricoltori torna a chiedere l’adeguamento delle pensioni minime a 650 euro, come previsto dalla Carta sociale europea, entro tre anni. L’Anp fa infatti notare che sono circa 700 mila i pensionati ex agricoltori che, pur avendo superato i 70 anni, continuano a lavorare nei campi per avere un reddito dignitoso. Cosa che di fatto non aiuta il ricambio generazionale. Sul fronte previdenziale, secondo la Cia è poi importante “inserire gli agricoltori (Coltivatori diretti e Iap), tra le categorie dei lavori usuranti, affinché usufruiscano di anticipi pensionistici senza penalizzazioni (Ape Sociale)”.

L’Anp evidenzia altresì l’importanza di rivedere “l’impianto normativo di indicizzazione delle pensioni al fine di giungere ad un sistema di perequazione certo e rispondente alle concrete necessità di spesa derivanti dalle dinamiche inflattive. Ciò adottando anche il sistema IPCA (l’indice dei prezzi armonizzato per tutti i Paesi dell’Unione europea) anziché il FOI (l’indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati), con un paniere che tenga conto dei reali consumi degli anziani, ovvero, beni alimentari, trasporti”. Infine, c’è anche la richiesta di ridurre “il carico fiscale sui pensionati tra gli 8 ed i 28 mila euro annui, armonizzandolo con quello del lavoro dipendente”. Proposte quindi non nuove, ma che finora non sono riuscite a fare breccia nel mondo politico italiano.

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