Riforma pensioni/ Usb svela: all’Inps daranno precedenza a Quota 100

L’Usb Pubblico impiego Inps segnala con un comunicato una situazione non proprio edificante riguardante la riforma delle pensioni con Quota 100

15.03.2019, agg. il 16.03.2019 alle 11:12 - Lorenzo Torrisi
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USB: ALL’INPS PRECEDENZA PER QUOTA 100

L’Usb Pubblico impiego Inps segnala con un comunicato una situazione non proprio edificante. “Gli ordini arrivati dal governo devono essere stati chiari: priorità assoluta alle domande di pensione con Quota 100, che potranno essere liquidate in via provvisoria anche senza la certificazione della cessazione dell’attività, mentre le pensioni Fornero possono attendere. Così le sedi Inps si apprestano ad aprire i battenti in modo straordinario di sabato e forse anche di domenica per liquidare il maggior numero di pensioni ‘governative’”. Il sindacato di base fa anche presente che “con un personale ridotto ai minimi storici, in attesa delle promesse assunzioni che arriveranno non prima dell’estate, i lavoratori dell’Inps sono spinti dai dirigenti a turni straordinari pur di non sfigurare con l’interlocutore politico”. L’Usb invita quindi i lavoratori dell’Inps “a non aderire al lavoro straordinario” e diffida “l’amministrazione dal privilegiare una prestazione rispetto all’altra. Chi va in pensione con i requisiti Fornero, 67 anni di età dal 2019, non solo ha dovuto lavorare di più ma ora deve mettersi in coda dietro alle priorità del governo”.

SALVINI: OBIETTIVO RESTA QUOTA 41

Matteo Salvini torna a ribadire che l’obiettivo di riforma delle pensioni del Governo è Quota 41. “Il nostro obiettivo finale, partendo da Quota 100, è quello di arrivare a Quota 41, che per i dipendenti pubblici riscontra tre mesi di ritardo per la messa in vigore. In questo modo andremo a riempire quei vuoti lasciati da persone che, dopo aver lavorato per decenni, andranno meritatamente a casa”, sono le parole pronunciate dal vicepremier nel corso di un’intervista radiofonica e che vengono riportate dal sito di Italia Oggi. “A oggi siamo a 100.000 adesioni, equamente distribuite tra Nord e Sud, con lavoratori pubblici, artigiani, agricoltori, professionisti. Ci sarà un enorme ricambio generazionale, restituendo i diritti e dando tantissime possibilità di lavoro ai giovani: offriamo un opportunità di vita stabile”, ha poi aggiunto il leader della Lega riferendosi alle domande finora presentate per accedere a Quota 100. Le sue parole su Quota 41 non saranno sfuggite ai lavoratori precoci, che continuano a essere delusi per la promessa non mantenuta circa il pensionamento dopo 41 anni di lavoro, indipendentemente dall’età anagrafica.

L’EMENDAMENTO PER GLI ESODATI

Il Governo è stato chiamato ancora una volta a introdurre, nel decreto relativo alla riforma delle pensioni con Quota 100, la nona salvaguardia degli esodati. In un video postato sul suo profilo Facebook, Walter Rizzetto ha infatti registrato il suo intervento in commissione Lavoro nel quale ha ricordato al sottosegretario Claudio Cominardi, evidentemente presente al dibattito, come i partiti attualmente al Governo, tra cui M5s, avessero in diverse occasioni promesso che avrebbero varato questo provvedimento, votando anche in tal senso nella scorsa legislatura, mentre ora che sono maggioranza non fanno nulla per i circa 6.000 esodati ancora esclusi. L’intervento del deputato di Fratelli d’Italia è stato preceduto da quello di Debora Serracchiani, che ha detto di aver presentato per la quinta volta un emendamento a favore della salvaguardia degli esodati, visto che nelle precedenti occasioni il Governo l’ha sempre bocciato. Entrambi i deputati hanno anche evidenziato che il provvedimento costerebbe poco e che è anche spiegato come reperire le coperture necessarie.

LE CRITICHE SOCIAL A DURIGON

“Durante la trasmissione di stasera, vedere esponenti del Pd raccontare quello che non c’è e davvero triste. Stasera erano 108 mila lavoratori che hanno presentato domanda per andare in pensione…”. Queste le parole di Claudio Durigon scritte in un post sulla sua pagina Facebook a commento della sua partecipazione a “Dritto e rovescio”, la trasmissione di Rete 4, con un chiaro riferimento alla riforma delle pensioni con Quota 100. Sono stati parecchi i commenti a tale post del sottosegretario al Lavoro, tra cui quelli di esodati, che hanno così voluto far capire a Durigon che esistono, viste le sue affermazioni secondo cui “di esodati non ce ne sono più”. Cosa che spinge il Governo, nonostante le promesse e il programma elettorale della Lega, a non varare la nona salvaguardia per gli esodati. Tra i commenti anche quelli di donne che, mancando ancora la possibilità di utilizzare il cumulo contributivo gratuito per accedere a Opzione donna, non hanno la possibilità di andare in pensione. Ma c’è anche chi ha voluto esprimere apprezzamenti per l’operato di Durigon e soprattutto per Quota 100.

PENSIONI DI CITTADINANZA ANCHE IN CONTANTI

Arrivano nuovi emendamenti al decreto sulla riforma delle pensioni con Quota 100 e al reddito di cittadinanza. Le relatrici Elena Murelli (Lega) e Dalila Nesci (M5S) ne hanno in particolare presentato uno per far sì che la pensione di cittadinanza possa essere erogata in contanti, o meglio mediante “le modalità ordinarie di erogazione della pensione”, anziché tramite la card prevista per il reddito di cittadinanza. Dato che per cifre inferiori ai 1.000 euro la pensione può essere ritirata in contanti, ecco che si parla appunto della possibilità che il beneficio venga goduto cash. Intanto Silvio Berlusconi, ospite della trasmissione “Dritto e rovescio”, in onda su Rete 4, ha voluto evidenziare che “lo Stato ha sempre aiutato chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Poi è arrivato lo sciagurato cambio lira-euro di Ciampi e Prodi”, che ha fatto perdere potere d’acquisto alle pensioni. Per questo Forza Italia, ha ricordato l’ex Premier, stando a quanto riportato da Il Giornale, vuole “portare la pensione sociale da 516 a 1.000 euro al mese”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI MANNINO

“Quota 100 crea soprattutto problemi anziché risolverli”. Questo il parere di Fortunato Mannino, Segretario generale della Cisl Viterbo, riportato da tusciaweb.eu. Il sindacalista evidenza diversi problemi della riforma delle pensioni varata dal Governo: “Uno su tutti. È  stata pensata per aumentare i posti di lavoro. Tanti vanno in pensione e tanti altri li dovrebbero sostituire. Ma così non è, perché la richiesta di anticipare la pensione viene soprattutto dalla scuola e dal pubblico impiego. In tal caso quale ricambio ci può essere se per entrare nell’amministrazione pubblica servono i concorsi pubblici e questi sono stati bloccati così come è stato stoppato anche il turnover?”. Secondo Mannino, è difficile che i lavoratori autonomi usino Quota 100, visto che poi una volta in pensione non potrebbero avere altro reddito, stante il divieto di cumulo.

Dal suo punto di vista è poi difficile che edili e  braccianti possano mettere insieme 38 anni di contributi, considerando anche che “vanno realizzati nell’ambito dello stesso ente previdenziale”. Per Mannino, quindi, Quota 100 conviene “ai disoccupati che hanno già raggiunto i 38 anni di contributi e agli esodati, ossia chi ha interrotto il proprio rapporto di lavoro in conseguenza di accordi di ristrutturazione o crisi aziendali, ma che non ha ancora diritto alla pensione. Per lo più over 50”, conviene “a chi si è stufato di stare nel mondo del lavoro, non ce la fa più e si accontenta di quello che ha maturato in 38 anni di contributi. Sembra quasi un altro ammortizzatore sociale. Come sindacato consigliamo di rifletterci bene”.

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