Le gemelle di Come un gatto in tangenziale a processo/ Sono accusate di furto

Processo per le due gemelle di Come un gatto in tangenziale: sono accusate di furto

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Le due gemelle di "Come un gatto in tangenziale"

Dovranno andare a processo le due gemelle Valentina e Alessandra Giudicessa, meglio conosciute come le gemelle Pamela e Sue Ellen, del film “Come un gatto in tangenziale”. Le due sorelle sono accusate di furto, il reato contestato dal pubblico ministero Mario Pesci, ed entrambe sono difese dall’avvocato Giovanni Belcastro. Le due “presunte” ladre, nate il 23 giugno del 1979, hanno chiesto di essere processate con il rito abbreviato per un fatto che risale all’aprile 2018, poco più di un anno fa. Valentina e Alessandra si erano recate presso il negozio di ottica, Visionottica, in viale Giulio Cesare a Roma, e avevano tentato di rubare un occhiale da sole, sostituendolo con uno da vista, e cercato di metterne un altro paio nella loro borsa. Purtroppo per loro, però, il titolare del negozio si era accorto dello scambio e del furto, e le ha subito denunciate, senza voler ascoltare alunca scusa.

LE GEMELLE DI COME UN GATTO IN TANGENZIALE A PROCESSO

Ed ora dovranno rispondere davanti al giudice le due gemelle che sono divenute note al grande pubblico per la loro partecipazione nel film campione d’incassi in cui le stesse interpretavano proprio due sorelle con la “mano veloce”, che ogni qualvolta uscivano di casa rientravano con un bottino di vestiti e quant’altro, tutto ovviamente rubato. Evidentemente le sorelle Giudicessa si sono calate un po’ troppo nella parte, visto che oltre agli occhiali trafugati, sono colpevoli di altri furti. L’anno scorso, infatti, erano finite agli arresti domiciliari con l’accusa di aver rubato circa 5.000 euro di capi d’abbigliamento, nascondendoli sotto la gonna. A luglio del 2018, un altro furto questa volta in una profumeria di Roma dove le due gemelle hanno tentato di rubare delle fragranze del valore di svariate centinaia di euro. Resta da capire se si tratta di due cleptomani non certificate, quindi malate, oppure, se abbiano proprio questo vizio più forte di loro di compiere dei furtarelli in giro per negozi. Toccherà al giudice stabilirlo.



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