LEGALIZZAZIONE CANNABIS/ “J-Ax informati, hai addosso una responsabilità enorme”

- Paolo Vites

J-Ax rilancia la campagna di legalizzazione della cannabis, dimostrando di ignorare completamente la reale dimensione dell’argomento

J-Ax giudice ad ‘All Together Now’
J-Ax giudice ad ‘All Together Now’

“Che bello due amici una chitarra e lo spinello e una ragazza giusta che ci sta….” cantava lo scomparso cantautore Stefano Rosso negli anni 70, un testo che oggi probabilmente verrebbe messo sotto accusa non per lo spinello, ma per “la ragazza giusta che ci sta”, sessismo esplicito. Ma erano gli anni 70 e le ragazze venivano viste in questo modo e soprattutto lo spinello era una trasgressione innocente. J-Ax invece che già ai tempi degli Articolo 31 decantava le meraviglie della marijuana oggi è uno dei principali esponenti della campagna di legalizzazione della cannabis.

Lo ha ribadito con un post su Instagram fatto a modo suo, tra ironia, battute, e insulti: “Nel 2021 essere contro la legalizzazione è paragonabile a credere che la Terra sia piatta, 600 mila firme sono state raccolte in Italia per la depenalizzazione e sono state ignorate” aggiungendo che “è ora di abbandonare gli stereotipi ammuffiti sulla marijuana, ma la politica e in particolare il governo Draghi ha ignorato le firme di 600 mila italiani, mentre la Germania ha annunciato che la legalizzerà a breve”. E ancora: “Gasparri ha dichiarato che la cannabis non diventerà mai legale in Italia perché ti fa diventare schiavo della droga. Numerosi studi hanno dimostrato come questo non sia solo falso, ma che la cannabis potrebbe essere ed è utilizzata per importanti scopi medici tra cui, non farti diventare come Gasparri”.

Bene, benissimo. J-Ax è un cantante di successo, è a modo suo un influencer anche se non a livello di Fedez (con cui litiga spesso), ma ci piacerebbe che a parlare di legalizzazione della cannabis fossero scienziati, medici, esperti. Che si prendesse cioè la cosa sul serio perché, per rispondere al suo livello, che nel 2021 ci sia ancora gente che pensa che la cannabis non faccia male è come dire che ci sia gente che pensa che il vaccino contro il Covid faccia morire. Caro J-Ax, così come con il Covid quando si portano avanti delle campagne su argomenti così scottanti, non vale usare i contributi e gli studi di chi la pensa come te. Fatti un giro su Internet e leggiti anche gli studi contrari. Certo, l’alcol fa male ma è venduto in ogni negozio, anche se si fa finta di vietarlo ai minori di 18 anni. Non va bene. Noi, che bigotti come dici tu non lo siamo, vorremmo che sia alcol che cannabis fossero piuttosto venduti con discernimento, non che fossero a disposizione di tutte le masse, visto che pensare a un proibizionismo totale della cannabis è purtroppo impossibile. Ci rendiamo conto che il mondo è cambiato, il che non vuol dire in bene, ma ne prendiamo atto. La cannabis si usa già per scopi medici in Italia (che poi sono utilizzi pari a dei palliativi, poca roba insomma) anche se tu dici l’opposto: informati. Ma la cannabis commercializzata all’Esselunga non è buona cosa (così come l’alcol).

Associare consumo di cosiddette “droghe leggere” (marijuana) a disturbi mentali è qualcosa di cui non si deve mai parlare, è contrario alla idea stessa che si tratti appunto di droghe sì, ma leggere, quindi ininfluenti sulla salute. Non è così. Per chi soffre di disturbi mentali possono essere devastanti. Per chi non ha ancora sviluppato tali disturbi, ma li porta dentro di sé latenti, cioè ha dei traumi mentali subiti in età infantile o in adolescenza che non si sono ancora rivelati, il consumo di cannabis può essere l’effetto devastante che li fa emergere, spesso senza possibilità di ritorno.

Marijuana l’abbiamo fumata tutti, anche chi scrive queste righe, e ne conosciamo bene gli effetti. L’unico caso positivo è che un sonnifero fantastico: torpore nel giro di pochi minuti, sonno meravigliosamente intenso e risveglio senza alcun effetto di sorta. Insomma, per intendersi, nessun mal di testa devastante come dopo una bevuta di alcolici abbondante. Altre volte invece sono passato per crisi di panico devastanti. Volevo gettarmi nel fiume Lambro, solo la presenza di un amico è riuscita a farmi calmare.

L’effetto più comune è  poi quello della perdita del senso del tempo. Cammini per strada convinto di farlo da ore ma hai percorso solo cento metri. Ho fatto anche la stupidaggine di guidare da fumato, non so dire se andavo piano o fortissimo, ma ho percorso in realtà pochi chilometri convinto di guidare da ore. Per fortuna la strada era deserta, non so cosa sarebbe successo se qualcuno mi avesse attraversato davanti o se avessi dovuto svoltare.

L’assunzione di cannabis induce la comparsa di effetti psicoattivi che, generalmente, includono anche sensazioni piacevoli: calma, rilassatezza, euforia e emozioni amplificate. Tuttavia, alcuni soggetti possono sperimentare reazioni ben più spiacevoli: dispercezioni, distorsione temporale, depressioneparanoiadepersonalizzazione, derealizzazioneansia o attacchi di panico, sensazione di perdita del controllo e paura di morire, che, seppur spesso transitorie, nei consumatori abituali possono persistere e ricorrere nel tempo. Può indurre, inoltre, anche in soggetti sani, sintomi psicotici positivi e negativi, nonché deficit cognitivi analoghi a quelli della schizofrenia. Tali sintomi, in genere temporanei, possono comportare in individui vulnerabili successive, severe manifestazioni psichiche correlate alle sostanze” scrive Deepak Cyril D’Souza, Docente di psichiatria alla Yale University School of Medicine, Usa, non certo un ciccio pelliccio qualunque. J-Ax fatti un po’ di cultura, ti assumi le responsabilità del messaggio che mandi ai ragazzini? Alcuni studi, che hanno esaminato gli effetti del consumo di cannabis negli adolescenti, hanno rilevato una forte correlazione tra l’uso della sostanza e l‘insorgenza di molti disturbi psichiatrici, “come psicosi da cannabis, depressione e attacchi di panico. Si è rilevato, inoltre, un alto rischio di insorgenza di ideazione suicidaria e di tentativi di suicidio (Iacucci, 2014). In un articolo pubblicato dal sito vita.it due anni fa, si parla di studi effettuati al King’s College di Londra durati sei anni con risultati sconcertanti: il rischio di incorrere in episodi psicotici per i consumatori di cannabis è tre volte maggiore rispetto ai non consumatori. In un campione di 410 pazienti, il 24% degli esordi psicotici era attribuibile all’uso di cannabis.

E’ una responsabilità enorme legalizzare la cannabis, che andrebbe al massimo concessa caso per caso, dopo studi approfonditi sull’acquirente. Ancora nell’articolo di vita.it si legge: “Oggi l’unica narrazione che i ragazzi hanno a disposizione è il fatto che quasi tutti i loro coetanei si drogano, che è una figata e che non è pericoloso. E’ necessario far capire loro l’altra faccia della storia”. Il punto è che la diffusione del problema è talmente ampia e il vizio culturale (la droga “leggera”) talmente radicato che in pochi vogliono davvero sapere”. La cannabis che si fumava negli anni ‘70/’80 presentava normalmente una percentuale di THC che si aggirava attorno all’1/2 %. Oggi si arriva tranquillamente fino al 15/20 % e oltre. Per non parlare, delle nuove sostanze psicoattive, studiate dal centro antiveleni, di cui buona parte sono cannabinoidi sintetici (parenti stretti della marijuana), che hanno un principio attivo ancora più potente. Raccogliere firme, fare i libertari, andare in parlamento senza conoscere le dimensioni reali dell’argomento è un atto gravissimo: te ne assumi le responsabilità caro J-Ax? La strada che tiene di conto il bene, e non la propaganda, è quella di un approccio integrato che cominci da una comunicazione fluida e chiara tra psichiatri, psicologi, medici di base, politica, istituzioni, forze dell’ordine, scuole, oratori, genitori e ragazzi. Ma chi ha voglia di impegnarsi? J-Ax?

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